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L’archistar Renzo Piano e il metodo Barambani

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Fantozzi ritrae alla perfezione gli italiani. Avete presente quando Fantozzi e Filini sono misteriosamente convocati dal Direttore magistrale duca conte Pier Matteo Barambani? Il Dir. mag. Barambani rivolge ai due ragionieri, dei quali non ricorda il nome, questo invito: «Caro Bambocci, caro Follini, cosa fate nel prossimo fine settimana? Io posseggo una barchetta, mi costa un miliardo però sono anche democratico. La mia famiglia siete voi poveracci, voi disgraziati, voi inferiori». Comincia così la vacanza umiliante di Fantozzi, mai salito su una barca. Da un genovese all’altro, da Paolo Villaggio a Renzo Piano.

Il grande architetto ricorda sul Corriere della Sera il test della barca al quale erano sottoposti gli aspiranti fidanzati della figlia Lia. Papà Renzo racconta il suo «capolavoro», Beaubourg a parte: «Venne questo qua, di cui non ricordo il nome, mentre eravamo in porto e io stavo lavando la barca. Si levò le scarpe e rimase con i calzini. Colgo l’occasione al volo e con la pompa allago ben bene davanti a me. E mentre lui si avvicina i suoi piedi fanno ciac, ciac, sempre di più». Così l’Arch. Renzo Piano, milionario ma democratico (di sinistra), titolare di studio a Parigi, Genova e New York, oggi senatore a vita, metteva a suo agio l’ospite in calzini sulla barca. Metodo Barambani.

Alessandro Gnocchi, 7 agosto 2019