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Le 4 lezioni che la crisi del “governo del Risentimento” ci insegna

La crisi tragicomica del governo Conte ci insegna alcune cose, almeno quattro, che faremmo bene a tenere bene a mente.

La prima lezione. L’esecutivo populista è stato chiamato con grande enfasi dagli stessi populisti “governo del Cambiamento”. In realtà, avrebbero fatto meglio a definirlo “governo del Risentimento”. Il vero carattere del ministero nato dal matrimonio all’italiana tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio è stato il rancore con cui hanno colpevolizzato i governi precedenti riuscendo, però, a fare peggio. Il governo del Risentimento passerà alla storia repubblicana, infatti, come il governo a crescita zero. Un autentico capolavoro. A dimostrazione che con il rancore e con l’odio non si governa: si distrugge ma non si crea nulla di nuovo e duraturo. Alla fine a consumare il governo Conte è stato proprio il suo stesso sentimento malsano e rancoroso con cui i due coniugi si sono tanto odiati. La rottura – “qualcosa si è rotto” ha detto Salvini – è non solo politica ma anche umana.

La seconda lezione. Non si affida il governo di un grande Paese, quale ancora è nonostante tutto l’Italia, ad un perfetto Signor Nessuno. Lo dico con tutto il rispetto che si deve al professor Giuseppe Conte. Il quale, però, è appunto venuto fuori dal nulla e il suo punto di forza era proprio la sua conclamata debolezza: essendo un Signor Nessuno poteva tornare buono per far raggiungere a Salvini e a Di Maio un compromesso dal momento che loro due si sposavano ma non si amavano a tal punto da consentire a l’uno o all’altro di assumere la carica di presidente del Consiglio. Il risultato è che ora, al momento della crisi definitiva innescata da una sceneggiata mal calcolata dai Cinque Stella, il professor Conte non si schioda dalla poltrona perfino davanti allo spettacolo del suo stesso esecutivo che in Senato si è espresso sulla mozione riguardante la Tav con due giudizi diversi ed opposti di due sottosegretari e, addirittura, lasciando passare come una cosa del tutto normale la presentazione della stessa mozione anti-Tav da parte del partito di maggioranza relativa che si è trasformato in una seduta parlamentare di ordinaria follia nel principale partito d’opposizione. Dinanzi a tale avanspettacolo qualunque capo del governo sarebbe salito al Quirinale per rimettere il mandato, mentre il professor Conte ha pensato bene di convocare due giorni dopo una conferenza stampa senza domande per rilasciare una dichiarazione di guerra al suo stesso ministro dell’Interno. La tragicommedia è senza fondo.

La terza lezione. La Lega e il M5S hanno in comune il populismo. Sono i due volti dello stesso fenomeno. Sulla base di questo loro comun denominatore si sono accordati e hanno sottoscritto un anti-costituzionale e anti-politico contratto di governo per realizzare né più né meno, al netto della dittatura, il nazionalsocialismo del XXI secolo: la Lega vi ha messo il suo nazionalismo e il M5S il suo socialismo. Ancora una volta, però, la storia, come già accaduto nel Novecento, si è incaricata di dimostrare che il nazionalsocialismo non si realizza senza sopprimere le libertà. Alla fine le contraddizioni sono esplose perché la ricerca continua, sulla base del Risentimento, del colpevole, la creazione perenne di alibi, la disonesta autoassoluzione, tutto si è dimostrato ampiamente insufficiente a tenere sott’acqua la verità/realtà che è emersa. La fine del governo Conte, in qualunque modo vada a finire, non è dovuta a questo o a quel sondaggio ma al fallimento stesso dell’esecutivo che ha condotto il Paese nel vicolo cieco della stagnazione economica e morale.

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14 Commenti

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  1. Lei ha raccontato bene, gentile Desiderio.
    Questo è un grande paese se non ci fossero venti contrari che da decenni ci immobilizzano. Non voglio dare la colpa ad uno o all’altro, sono tutti da 70anni nella stessa barca parlamentare che va alla deriva. Nel primo dopoguerra volavamo e non per capacità di chi governava ma causa il ri-tirar su il paese ch’era crollato.
    C’era la foga di tornare alla normalità e non si badava a spese, e giustamente. Iniziarono gli anni del secondo dopoguerra, e gli infami anni in cui si volle far entrare nel governo gli allora comunisti, – e non volendo ascoltare quel che diceva De Gasperi già anni prima al riguardo – e, cominciò il declino.
    Tutti sono populisti, tutti, nessuno escluso se si sono vissuti gli anni repubblicani e si ricordano i tanti farlocchi passati per le alte stanze a combinar danni.
    Gli italiani hanno votato per decenni i peggiori, senza ricordarsi di quali guai erano portatori, subivano, forse, il fascino della bastonatura ricorrente e continua, subivano senza fiatare i peggiori su piazza, e qui mai ho capitò il perchè di tutto questo odio verso se stessi. Si sono adagiati lasciando mano libera a chi prometteva e mai manteneva, agli arruffoni di natura, agli stolti per nascita, agli incapaci per indole ed a tutto il cucuzzaro peggiore.
    Il paese era obnubilato letteralmente dalle chiacchiere vuote e senza senso, si convinceva a lasciarsi massacrare già che gli promettevano un pannicello e qualche salamella, un concerto ed uno sbandieramento, giochi di prestigio e canti partigiani; il classico panem et circenses d’antichissima memoria che, a quanto sembra ancor oggi affascina molti.
    Parlare di libertà e liberalismo era come si bestemiasse il cielo, ti si rivoltavano contro masse enormi di scaltri, furbi e minorati intellettivi, un circolo talmente vizioso da comparire anche nei libri di storia, quella seria.
    Oggi sembra che qualcosa si sia mosso nelle menti italiche, forse le continue bastonature e recessioni hanno svegliato anche quelli che si sentivano servi, asserviti ai propagatori di fesserie e populismi beceri senza senso. Quando la gente comincia capire che sta regredendo accade che si sveglia all’improvviso e vede in quale abisso è caduta, si sveglia e cerca chi ha polso e che promette mantenendo.
    La Lega, che ha dimostrato d’avere gente valida al suo interno, gente che non ha paura di lavorare ha, oggi, il consenso di chi è stanco di promesse non mantenute, di perdita di lavoro, di degrado infrastrutturale e morale, di ogni nefandezza prodotta da anni di stupidi nei palazzi, perchè, gentile Desiderio, è proprio questo il guaio peggiore accaduto all’Italia con il suffragio degli italiani allocchi.
    Stupidi al cubo, gente mai motivata a far bene, menefreghista per educazione, dedita al cazzeggio vuoto, scaltra oltre ogni limite con l’unico pensiero della poltrona e dello stipendio che mai mai avrebbe percepito se fosse andata a lavorare nel privato, gente che mai sentiva l’esigenza di dare qualcosa di concreto e serio in cambio del voto che gli concedevano gli italiani. Mica per niente ancor oggi il posto nel pubblico è ambitissimo, vengono pagati senza si chieda loro almeno correttezza.
    Oggi si spera nella Lega in Salvini ,e non mi sembra sia cosa disonorevole volere qualcuno che cambi quel ché possibile, qualcuno che sappia far rispettare il paese, noi italiani che per decenni ci siamo comportati da stupidi Tafazzi, qualcuno che metta mano dove le storture gridano vendetta -storture che si sono assommate ad altre storture creando un tappeto immenso alto almeno qualche metro d’idiozie pure.- Chi sappia cominciare a curare la cancrena che ci affligge.
    Questo oggi viene definito populismo, e sempre con tono di condanna e schifato da quelle stesse non-menti che hanno campato decenni a non far nulla ed a stratificare idiozie su idiozie.
    Personalmente populismo a me non fa ribrezzo, altro è il ribrezzo che sento verso i cretini che hanno giocato allo sfascio perenne:- della Repubblica, del vivere bene e civilmente, delle vite degli italiani, di ogni buona e sana cosa. Sento ribrezzo verso quelli che oggi continuano a sfasciare per tenere al caldo il deretano fregandosene, come sempre, del paese e degli italiani.
    Ben venga il momento che gli italiani desiderano, quello di cambiare gente al comando; se non lo facessero sarebbero perduti per sempre, cambiare non ha mai fatto male ad alcuno, è il non cambiare che uccide, sempre uccide e noi speriamo d’averla scampata dalle grinfie degli assatanati della poltrona che si chiamino democratici o grillazzi poco importa, siamo felici di avere ancora una via di fuga, un’alternativa anche populista.

    • Leggendo quanto scritto da lei, mi ricorda i libri di Ayn Rand, in particolare “La Rivolta di Atlante”.

      Cresciuto all’estero da giovane, al mio ritorno in Italia dopo tanti anni, scprii che il POPOLO Italiano non è inferiore a nessuna altra nazione. Il nostro paese è pieno di persone “Capaci, Intelligenti e Onesti”. E credo, come in tutti le nazioni che vanno alla rovina economica, la causa è imputabile a chi le (mal)governa. Il suo commento mi fa credere che, lei pure, è in sintonia con questo.

      Purtroppo, sono arrivato alla conclusione che in Italia (come molti paesi Socialisti), chi crea lavoro è uno sfuttatore dei lavoratori. Dunque faccio una domanda a tutti quelli che la pensono così………

      “Se eliminiamo tutti gli imprenditori e altre attività produttive che creano ricchezza, dove troverebbero un modo per sfamare le loro famiglie, acquistare qualsiasi cosa??????”

      Quando sento parlare del diritto di lavoro o diritto di casa, credo che molti assumono che questi saranno forniti da qualcuno senza obblighi. Il diretto è che nessuno può negare la possibilità a un nostro cittadino di cercare un posto di lavoro se disponibile, a trovare un alloggio da affittare o comprare se ha i mezzi.

      In conclusione, penso che il Socialismo, come viene visto da noi, crea dei parassiti e non ricchezza per mantenere uno stato efficiente..

  2. Perché il Risentimento o meglio la somma di due risentimenti ha permesso una maggioranza elettorale? Queststa é la vera domanda da porsi. La risposta é evidente , é la fornazione di una categoria di individui che hanno scelto la politica come carriera
    e in conseguenza si sono attaccati alle mammelle dello stato come tante zecche a un povero bue. Nella vecchia repubblica romana era necessario fare il corso degli onori prima di arrivare ad essere consoli e poi senatori, oggi basta avere un dubbioso curriculum e alcuni testi il cui titolo ha una somiglianza incredibile a lavori prodotti in una universitá di referenza e che si possono anche trovare in internet per arrivare alla sommitá. Se scendiamo di soglio scendiamo anche di qualitá.. Fare ritorno ai vecchi partiti é come eleggere delle mommie egiziane, Il Risentimento significa che é imprescindibile leggere chiaramente le necessitá della polazione e darle una prioritá, ovvero ci vogliono un populismo illuminato e dei candidati senza ereditá e con provata esperienza.

  3. Il reddito di fannullanza è il punto più basso che una comunità nazionale possa raggiungere. È corretto parlare di ressentiment (quasi nicciano): il perdente che cerca una rivincita elemosinando soldi pubblici… Nessun altro governo potrà essere peggio di questo, nessun altro governo potrà essere così oggettivamente di sinistra.

  4. sono LUSTRI che cresciamo zero. e la colpa è di chi magna alle spalle di chi lavora. in questa coalizione improvvisata sappiamo chi è

  5. Mi avessero assicurato poco più di un anno fa che la Lega avrebbe ridimensionato i 5s così come ha fatto, evitando al paese quella galera a cielo aperto che sarebbe diventato con la triade Travaglio-Grillo-Casaleggio, e pure mi avessero messo in conto una stagnazione economica ed un immobilismo riformatore come quello sperimentato a tutt’oggi, ebbene, avrei sottoscritto ! Grazie alla Lega ci libereremo dei fanatici ed incompetenti sanculotti a 5s: primum vivere, deinde philosophari !

  6. Quanto scritto fa veramente pensare a quelle persone che ragionano.
    Governare un paese come il nostro è quasi impossible.
    Prima di tutto l’Italia non è un grande paese; l’unica cosa grande è il nostro debito.
    La causa di questo debito, mi sembra sia imputabile al continuo acquisto di voti DEL POPOLO dai partiti, per avere il POTERE PROPRIO.
    Vorrei un governo, che non faccia promesse irrangiungibili, e come disse Churchill, avremo un futuro di lacrime, prima di vedere il successo, che però richiederà che TUTTI tirano nella stessa direzione.

  7. Sono in completo disaccordo. Nei primi mesi si è fatto tanto, poi i cinque stelle, consci di aver perso voti perché la maggior parte delle leggi emanate erano volute dalla lega, hanno tradito con i no e gli insulti

  8. Questo mi fa capire quanto siano immaturi e totalmente infantili e poco intelligenti i politici italiani. Penso che al governo dovrebbero andarci i veri artisti, che almeno hanno un po’ più di saggezza e di buon senso che quattro idioti deficienti.

    • Quello che lei scrive, sembrerebbe una battuta, ma PURTROPPO molti nostri politici sono impreparati per gestire in modo produttivo un “negozietto”, immaginiamo una NAZIONE, incasinata come è stata ridotta.

  9. L’unica cosa che non mi piace è la faccia scura del signor Conte.Se siamo arrivati a questa situazione non è certo cosa di noi elettori.Se niente di positivo è riuscito a combinare che tolga il disturbo che ha creato ai cittadini e se ne torni a casa.

  10. Urca, abbiamo un kompagno tra noi!
    Articoli così mi allontanano da Porro definitivamente.
    Certo, ognuno scrive cosa gli pare. Siamo liberi.
    Ma capiamoci bene: se voglio la mia dose quotidiana di catto-comunismo vado dai migliori e cioè CdS e Rep, assolutamente imbattibili come confusione, malafede e odio.
    Se vengo su Porro è perchè voglio sentire la “mia” campana.
    Un kompagno su Porro è perfettamente inutile e dispensabile.
    Adieu!

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