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Le 4 lezioni che la crisi del “governo del Risentimento” ci insegna - Seconda parte

La quarta lezione. La democrazia rappresentativa o liberale è più forte di quanto noi stessi non immaginiamo. Non perché vi siano delle forze politiche schierate in sua difesa ma perché le libertà individuali, le azioni responsabili, i giudizi autonomi, le vite libere di ognuno di noi, pur con tutti i loro limiti e le loro debolezze, sono parte delle nostre abitudini e delle nostre esigenze. Le forze populiste, nazionaliste, socialiste – che sono la stragrande maggioranza nell’avvilente panorama politico italiano – lo dovranno tener presente per il futuro prossimo venturo: il Paese ha bisogno di essere governato avendo come fine e come mezzo la libertà. Lo stesso rapporto con l’Europa – lo tenga a mente Salvini – non può passare esclusivamente attraverso la rivendicazione di far da sé per far nuovi debiti ma, al contrario si può rivendicare di far da sé mettendosi in gioco per ripianare i debiti con una produzione e un lavoro non soggiogati e gravati da spese e tasse.

Cosa accadrà ora? Lo vedremo presto. Il presidente Mattarella ha il compito, dopo le opportune verifiche, di portare il Paese al voto. L’ubriacatura populista non è di certo passata. Tuttavia, il populismo, proprio quando Matteo Salvini dice di volersi mettere in gioco da solo, ha dimostrato con i fatti di aver fallito.

Giancristiano Desiderio, 9 agosto 2019

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