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Le due genialate di Macron

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Troppo materiale (scadente) da recensire, pagine e pagine dedicate alle prossime elezioni, alle dimissioni di Maroni (ragioni personali o furbata del Cav.?), a Renzi che finge di volere alleati ma poi chiarisce: bene i voti, no le cadreghe.

Mi sembra sciocco recensire fake news come sono tutte queste notizie, aventi lo scopo di spargere fuffa su un tema ormai chiaro.

L’establishment ha deciso. Il futuro governo sarà una joint venture Pd di Renzi e Fi di Berlusconi, punto. Se non fosse possibile, si deciderà di “comprare tempo” con un governo del Presidente (il solito Gentiloni) e poi nuove elezioni, stile Spagna di Rajoy, e così via fino a quando il voto coincida con i desiderata. Certo, se andasse a votare l’80% dei cittadini potrebbe cambiare tutto, per ora però non ci sono elementi che lo faccia supporre.

Mi butto sul viaggio di Macron in Cina. Da quando la sua seconda moglie Angela è in depressione e gli lascia libero il palcoscenico europeo, il suo ego sta crescendo a vista d’occhio.

1) Xi Jinping usa regalare un panda ai grandi del mondo, e così ha fatto qualche tempo fa con la Francia, madrina Brigitte. Macron ha risposto alla grande, con i suoi due asset storici: la moda femminile e la grandeur. E allora via alla genialata. Brigitte, molto amata in Cina, trasformata in mannequin, ha indossato quantità industriali di “cappottini fotogenici” tarati sulla donna media cinese.

2) E poi il capolavoro: da un secondo Airbus, al seguito del jet presidenziale, è sceso Vesuvius, un gigantesco castrone baio di 9 anni, membro della Guardia  Repubblicana, accompagnato dal veterinario dell’Eliseo.

Xi è rimasto annichilito, ha capito il gioco di parole sotteso alla trascrizione in ideogrammi del nome Macron (si pronuncia Make-long) che significa “cavallo che vince il dragone”.

Ovviamente Macron dei diritti umani (Assad rispetto a Xi è un bamboccione) si è ben guardato di parlarne, lo farà al ritorno a Parigi e sarà durissimo con la Cina, forse si commuoverà per non aver incontrato la vedova del Nobel Liu Xiaobo.

Uno così merita di essere leader di questa Europa.

Post scriptum. Quando il futuro Premier italiano andrà in Cina, porti a Xi Jinping il dono che vuole, ma non accetti uno scambio panda-corazziere. Ne va della nostra dignità. 

Riccardo Ruggeri, 10 gennaio 2018