Le palle (rosse) di Natale

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Il Natale, quando arriva, arriva e noi addobbiamo l’albero con tante belle palle rossofuoco. Esce il videoclip promozionale del nuovo film di Checco Zalone e subito una Alessandra Mammì (se stamo a divertì, mammì, mammì) lo fulmina come sessista e razzista: la parodia celentanesca del Checco che si ritrova cornuto e mazziato dall’immigrato non le va giù, le fa contorcere il sorriso caramellato, puro radicalismo chic. Sarebbe da chiederle se anche l’attrice che si presta nel ruolo di moglie sia sessista, e se perfino l’immigrato del video, africano, africano nero, sia razzista.

Poi ci sono quelli che chiamano alla Festa dell’Unità Bello Figo, farsa in fama di risorsa, che “rappa” le stesse cose di Zalone ma in modo penoso (“Hey hey, non pago affito, dai cazzo siamo negri noi, hey hey, non faccio opraio”) e se fa un video sessista all’Università di Pisa pieno di donne bianche “da trombare” lo difendono come novello Duchamp, siccome l’Università è notoriamente cosa loro.

Poi c’è il critico Tomaso, con una emme, che fa tanto intellettuale engage, Montanari che trova una insormontabile “banalità del razzismo” nella favola dolce del Presepe – e sono in quella, le altre confessioni sono salve. Con sgradevole assonanza con la famosa banalità del male che evoca il male assoluto del nazismo e dell’Olocausto, praticamente il Bambinello sarebbe… che schifo, già solo a scriverlo, lasciamolo a Tomaso.

Poi ci sono i facciamorete restiamoumani antifà che su Twitter postano foto dell’albero di Natale a testa in giù, perché il Natale, come suggerisce l’esperto Tomaso, è fascista come Mussolini (e Salvini): e deve fare la stessa fine.

Poi c’è il profeta delle “classi subalterne”, come le ha definite, Gad Lerner, in lotta continua per i poveracci che non sfoggiano Rolex o vacanze a bordo di panfili di potere, ma a debita distanza; ha da stilare continue liste di proscrizione, è un lavoro di testa, non va disturbato.

Poi c’è Michela Murgia che è ossessionata dai fascisti e ha inventato il fascistometro che sarebbe: fascista è chi dico io. Naturalmente si scaglia contro il sessismo, la società patriarcale, preferisce la “matria” alla patria, ma non rinuncia ad apparire languidamente distesa, il piedino ammiccante, sulla dormeuse come una Paolona Bonaparte.

Poi c’è Saviano che di palle rossofuoco ne spara tante e poi tante che sembra “Jack Bidone coi fratelli Bolivar”.

Poi c’è il professore liceale, che sfiga, Christian Raimo, che tanto democraticamente si era speso per impedire la partecipazione al Salone del Libro di Torino dell’editore Giubilei Rignani (mai Lagioia).

Poi c’è Lilli Gruber che ce l’ha anche lei con la società dei maschi fonte di tutte le nequizie ma nel suo salottino di rosse parole siliconate invita quasi solo maschi (forse perciò si spiegano le nequizie).

Poi ci sono gli ex LC (Lotta Continua) che un tempo sprangavano i CL (Comunione & Liberazione) ma adesso se sentono la deprimenta discorsa d’insediamenta della neopresidenta della Corta Costituzionala, Marta Cartabia, che parla solo di potere alle donne, si rotolano in terra per l’orgasmo.

Poi ci sono i giornalisti compagneros della Rai che vogliono “il nemico” Salvini eliminato e i suoi figli piccoli deportati in manicomio.

Poi ci sono quelli che, a proposito della povera Desirée Mariottini, giovane sbandata annientata atrocemente in un rudere, ostaggio di immigrati spietati, arrivano a dire che la colpa era sua, che era una tossica e comunque il problema sta nel fatto che non si educa al “consumo responsabile” di sostanze; lo stesso per Pamela Mastropietro, fatta letteralmente a pezzi a Macerata da alcuni pusher cannibali nigeriani gratificati dalla mostruosa difesa d’ufficio degli integrazionisti ultrà.

Poi ci sono le groupie di Mimmo Lucano, portato in fama di santo, del tutto indifferenti al suo famoso modello, che, al di là delle pronunce giudiziarie a venire, si è comunque confermato, cifre alla mano e senza possibilità di smentita, in una effervescente dissipazione pubblica, per non aggiungere altro. Del resto, se non avessero una tale idea dell’economia non sarebbero veterocompagni…

Poi ci sono quelli che… Bibbiano è un raffreddore, un modo di dire, una strumentalizzazione, e anche qui i processi, le sentenze, faranno il loro corso, se mai lo faranno ma una cosa è certissima, sono gli orrori patiti da troppe, troppe e ancora troppe famiglie (basti la terribile e bella inchiesta di Francesco Borgonovo e Antonio Rossitto autori del libro Bibbiano, i fabbricanti di mostri). Un vortice abissale, oltre le parole, ma riescono ancora a buttarla in ridicolo, a smorzarla, a negarla.

Poi c’è la regista Francesca Archibugi, ma nella sua cerchia pariolina hard fa fino chiamarla “Franciasca Archibbuggi”, che sta “col sistema di Bibbiano perché i figli non appartengono alle famiglie ma allo stato”.

Poi ci sono quelli che vogliono sostituire la famiglia alla rete formale e informale.

Poi ci sono le erinni alla Monica Cirinnà che vogliono rieducare, in senso gender, tutti perché “Dio patria e famiglia è una vita di merda”.

Poi ci sono i genderisti estasiati dalla prima ministra della Finlandia che è “figlia di due mamme”, che fa curriculum anche in politica.

Poi ci sono quelli convinti che la satira non deve avere colori, tranne il rosso; non è censura, precisano, è solo che la satira o è rossa o non è e quindi, in questo caso, va censurata.

Poi ci sono quelli, da Corrado Augias a Michele Serra, che insistono sulla superiorità genetica e culturale dell’homo sinitratus; che a uno basterebbe guardare loro per avere dei dubbi.

Poi ci sono le brigate Greta, gente che pur di non rinunciare a una curiosa idea di autoannientamento planetario, si mette in mano a questa sedicenne (ma sempre 16 anni ha Greta?) dagli evidenti problemi, di non poche incoerenze, di imbarazzante latitanza culturale, una che “vede l’anidride carbonica” prodotta dai capitalisti.

Poi ci sono le brigate Carola che difendono una che, dopo aver rischiato di colare a picco una motovedetta piena di militari della Guardia di Finanza, dopo avere infranto mezzo codice di navigazione tenendo in sequestro circa centoquaranta migranti, ha fatto un libro dove inneggia alla rivolta con toni che quasi quasi riecheggiano gli anni di piombo, in base alla solita strampalata idea della legalità: la legalità sono me, legalità è quello che io intendo per umanità, del resto menefotto.

Po ci sono le brigate Asia, in arte Argento, che però non sanno bene come difendere una che s’è arrampicata sui vetri insaponati del metoo fino a che non si è scoperto che, oltre a portare una benevola pazienza col pigmalione porcone Weinstein, avrebbe ceduto lei stessa a qualche disinvoltura sessuale di troppo col giovane cacciatore di dote di turno: shetoo.

Poi ci sono i sapienti che per anni hanno rotto le palle con Aung San Suu Hyi, la martire col nome che sembra una birra, e adesso che è imputata per genocidio dei Rohinga al Tribunale Internazionale de l’Aja, fingono di non averla mai conosciuta, sono già passati ad altre icone del buonismo selvaggio (casomai il Tribunale dovesse assolverla, torneranno, uniti nel fatidico grido: contrordine, compagni!).

Poi ci sono i preti di strada, di frontiera, di trincea, dal Ciotti allo Zanotelli, fino al Bergoglio, uniti a pugno chiuso nella stralunata difesa di Ong, centri sociali, balordi assortiti, con ragioni che più strampalate non si può.

Poi ci sono i sardinari a strascico di una signora novantenne, salvatasi dalla deportazione, che, messa a capo di una preoccupante Commissione del Pensiero, trova modo di dire che l’uomo forte le rievoca antiche ferite, il che tradotto significa che Salvini fa rima come Mussolini (o magari con Hitler; con Stalin, no).

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43 Commenti

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  1. Da qualche tempo cercavo di conoscere le cause della mia ” orchite ” leggendo qua e là su vari siti. Il massimo è stato sapere cosa fosse : ……” L’orchite è un’infezione dei testicoli, tipicamente correlata al virus della parotite. I sintomi sono il dolore e il gonfiore testicolare. La diagnosi è clinica. La terapia è sintomatica. Il trattamento antibiotico è indicato se viene identificata un’infezione batterica….!.” Oggi , grazie a M.Del Papa conosco anche le cause . Complimenti per l’articolo ! Colgo l’occasione per inviare i miei auguri sinceri di Buon Natale a tutti i Giornalisti/Economisti ecc.ecc. e a tutti coloro che ogni tanto intervengono con commenti più o meno condivisibili in queste pagine messe a disposizione da Porro, compreso SAL che piano piano piano imparerà a conoscere cosa sia la vera democrazia. PS : un complimento a parte e ruffianesco a PORRO ( se legge ) per le pagine dedicate a Sanremo ( Lui sa di cosa parlo )!

  2. Prepariamo assieme l’albero di Natale con la stella della UE che fa la “fatta” di sotto, in “testa” mettiamo Don Conte Contini “la grande palla”, alla sua destra Zingaretti lo sfigato da Renzi, alla sua sinistra Giggino il protettore dei saltimbanco, a seguire tutti i preti e le monache rosse timorate dello spirito di lenin-stalin-marx.

    Per il resto scegliete a piacimento da gad a lilli saviano telese Sartori e tanti altri…

    Buon Natale a tutti

  3. A proposito di palle (balle)

    Nell’era dei social secondo me un buon politico dovrebbe sempre fare attenzione al linguaggio che usa, scegliere le parole adeguate per dare un chiaro segnale di coerenza anche linguistica. Qui non si tratta di modi beceri, parolacce, insulti o dileggi vari (robaccia da social che trasformano anche un membro della Crusca in un briccone parolacciuto))

    No no. Qui si tratta soprattutto di modi e tempi dei verbi che rivelano assai della credibilità e della saldezza morale del chiacchierone di turno. E non c’entra neanche il congiuntivo usato spesso a sproposito, insieme al “piuttosto che” usato a ***** di cane da quasi tutti. Insomma niente matita rossa e matita blu.

    Si tratta più semplicemente di coerenza della comunicazione con i fatti susseguenti, del dire con il fare, delle parole con i fatti. Ma siccome in politica le vane promesse si dimenticano presto, esiste un modo empirico (non infallibile) per capire prima cosa avverrà dopo.

     

    L’uso del futuro semplice è un segnale molto sospetto di demagogia: farò, faremo, aboliremo, costruiremo, cancelleremo, risolveremo: tutte cazzate.

    L’uso dell’infinito presente denota addirittura un’indolenza accidiosa: risanare, costruire, abolire, risanare (qui manca addirittura la persona, il soggetto). State tranquilli che non se ne farà un beneamato.

    L’uomo politico, secondo me, dovrebbe aprire bocca e tirare di fiato per coniugare soltanto una serie di participi passati o di tempi passati in genere, rispetto alle sue azioni politiche: (abbiamo) realizzato, abolito, risanato, costruito, emanato, ecc ecc. Se affermasse il falso sarebbe immediatamente smascherato.

    I fatti sono questi, tutto il resto del sistema verbale (in politica) è pura demagogia e presa per il **** di chi ascolta.

    • Le argomentazioni addotte nella sua analisi, egregio Sal, possono attagliarsi ai “lungocorsisti” del Palazzo, ma risultano necessariamente inapplicabili alla gran massa di parvenu senza passato che oggi ridonda – e comanda – negli emicicli capitolini.

  4. Perché insistete a seguir l’alienato grafomane, considerate la vostra semenza, fatti voi foste a seguire virtute e canoscenza, non a discettare su allucinanti esternazioni che san di troppo Sal.

  5. Del Papa, ho letto tutto il suo articolo e confesso che mi ha quasi rovinato il Natale. Comunque il problema non è di essere o meno di destra, è di schierarsi dalla parte della ragione ragionante o da quella dell’imbarbarimento della ideologia dittatoriale POL.CORR.

    Nella devastante barbarie culturale e cul culturale per cui se uno non è “antifascista in assenza di fascismo” è fascista, oppure se uno non si dichiara disponibile ad accogliere l’Africa che emigra, è razzista, non c’è spazio per le mezze misure. O si è pro oppure si è contro. Da quello che lei scrive è contro, cioè ragiona. La cosa le può costare caro, ma le fa onore.

    Buon Natale a tutti.

  6. la cosa più incredibile è che siano convinti di essere fichissimi ed intelligentissimi. Quos Deus perdere vult, prius amentat…

  7. E’ un bell’articolo che descrive perfettamente il degrado culturale italiano.

    Una descrizione di personaggi deteriori, posticci, doppi, che influiscono sui cervelli dei più sprovveduti, cioè i giovani, gli ignoranti, gli ottusi, gli ideologizzati.

    Usando un’arma di distruzione dell’intelletto e del comune buon senso, il politicamente corretto.

    Il declino italiano ha svariate cause.

    Una di esse è proprio questo degrado culturale conformista ed ipocrita, fondato sul nulla , purché politicamente corretto.

    L’italia merita un periodo di intensa miseria, per qualche anno.

    Esso serve a tornare coi piedi per terra, capire e discernere le cose importanti dalle fregnacce propalate da questi soggetti , e infine isolarli nel loro sterile ed insensato empireo buonista e progressista.

    Ci vuole un poco di pazienza , ancora.

    • Giusto. Basta con questo degrado culturale!

      Fatevi sotto scrittori, intellettuali, poeti, artisti, scienziati del nuovo corso sovranista e politicamente scorretto!

      Dove siete? Boh!

  8. Auguro a tutti un Santo Natale! ve lo auguro di cuore davanti ad un Presepe che non ho studiato sui libri di scuola ma mi è stato affidato dai miei nonni e genitori e affidero’ ai miei figli come segno di Fede. Scusate se qualcuno può sentirsi disturbato dai miei auguri, ma nassuno è perfetto.

  9. Lasciando perdere le altre palle rosse, il più incomprensibile è Tomaso Montanari, che essendo uno storico dell’arte, anche se non ha molta cognizione di causa della stessa, abbia da ridire sul presepe, quando quasi tutta la Storia dell’Arte parla di Arte Sacra, con le natività dipinte da Giotto a Leonardo, da Michelangelo Merisi a Salvador Dalì, lo stesso Montanari ha da ha di sicuro da ridire anche sui Crocifissi nelle aule, anche se i docenti di Storia dell’Arte proiettano a tutta parete sulle lavagne luminose le crocifissioni rappresentate da Giotto sino a Dalì, altro che piccole crocette appese, quindi, il signor Montanari, senza le opere dedicate alla cristianità, sarebbe praticamente disoccupato. Senza la cristianità non sarebberro state realizzate le numerosissime opere in pittura e scultura dedicate a Gesù e neanche le magnifiche cappelle, le chiese, le basiliche, le cattedrali che caratterizzano le città europee o di cultura occidentale; infatti tutta la cultura occidentale è caratterizzata dalla presenza dalla fede cristiana, grazie alla religione Cattolica tutta la cultura ha assorbito tale credo, non solo attraverso l’arte, ma anche per mezzo della letteratura, della filosofia… Quindi, togliamo lo studio di Michelangelo Buonarroti o di Dante? Togliamo duemila anni di cultura, che ha formato generazioni e generazioni di persone, finalizzato in primis sul vivere civile, per dare spazio ai tagliatori di teste? Montanari, si dia solo alla politica, dove non necessita cultura, perché lei non ama il suo lavoro e sono sicura che lei non sappia neanche riconoscere uno stiacciato, da un bassorilievo, un bassorilievo da un altorilievo, oppure una statua da una scultura, non ha capito neanche che “La dama con l’ermellino” non è di Leonardo, perché per poter attribuire le opere agli artisti bisogna avere cognizione di causa, bisogna conoscere le tecniche artistiche, l’anatomia del corpo umano, la teoria delle ombre, il colore, la prospettiva e bisogna anche saper applicarle, cioè bisogna saper dipingere e scolpire, tutti possono leggere i libri di storia dell’arte, ma solo lo studio non serve, bisogna avere amore per l’arte e cognizione di causa, per questo lei vede il presepe come immagine razzista.

    • Non togliamo proprio niente. Semplicemente li studiamo come fenomeni storici e culturali. Esattamente come si studiano i Sumeri, gli antichi egizi, l’arte greca, i romani ecc ecc.

      Nelle aule non ci sono mica le statue di Artemide, anche se è stata una dea molto amata per secoli.

      Simboli sacri nei templi, nei luoghi pubblici non sono necessari.

      • > Simboli sacri nei templi, nei luoghi pubblici non sono necessari.

        Possibile, ma per presepi, ecc., il vero problema (secondo me) è che vengono tolti “per non offendere” quando nessuno ha espresso contrarietà.

        Il nocciolo sta tutto lì. Nessuno ha fatto richiesta (o si è lamentato) di nulla.

        • Gli oggetti o una rappresentazione sacra che rispecchiano le tradizioni o che venerano la fede,in questo caso il presepe,vanno promossi tal e quali ,come in origine, per non annacquare o distorcere il pensiero o la fede intrinseca che c’è in noi .

          Le variabili rappresentative che rispecchiano altri contesti (presepe su un gommone con gente che naufraga)portano ad allontanare dalla fede e a dare un significato mediatico/politico che porta le masse a rispecchiarsi dando metamorfosi a pensieri che furono e che resteranno chi rispettoso delle tradizioni.

  10. E’ ben strano che al sinistrame non garbi il presepio, con tutti i pecoroni che di regola lo popolano. Si potrebbe forse provare ad addestrare gli ovini a belare “beehlla ciao. ciao ciao”…

  11. …per tener fede a calzante ruolo di sessista estremo notiamo che Murgia purlanguidamente assisa no farebbe arrapare manco carcerato da vent’anni…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  12. Qualche palla di destra no? L’albero di Natale non l’hanno fatto i sui amichetti sovranisti?

    Complimenti per l’ipallage davvero raffinata: “rosse parole siliconate”

    Auguri

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