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Le prigioni di Hong Kong e Murakami

Quello che vedete in questo video è come in una città in cui anche un metro quadro ha un valore infinito, si possano sfruttare al meglio gli spazi ereditati dal passato. Quello che vedrete era lo spazio occupato ad un passo dal centro di Hong Kong dalle prigioni britanniche. Piccole celle di pochi metri quadri dove venivano rinchiusi i detenuti, senza bagno e aria.

Oggi con delle videoproiezioni ci raccontano la loro vita, ma il resto dello spazio è stato utilizzato come spazio espositivo. In questi giorni c’è una straordinaria mostra di arte contemporanea, tutta dedicata al mitico artista Murakami: colori, fiori colorati, tappezzerie, teschi più o meno allegri e bozzetti delle sue opere. Da vedere. E da sfogliare nella nostra collezione di foto che potete scorrere qua in basso.

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2 Commenti

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  1. Mi piacciano molto questi video blog.
    Adoro il Giappone in particolare ma anche tutto l’oriente, quindi, di conseguenze, adoro tutto quello che mi fa conoscere questo “mondo”
    Molto belle le sculture di Murakami che non conoscevo (l’unico Murakami che conosco è Haruki)

  2. Da profana oso dire che le due statue di Murakami, nun se possono vedè! Mentre le strutture delle prigioni hanno un loro perchè storico anche senza essere un capolavoro di ingegneria edìle e comunque sempre più apprezzabili anche dei mastodontici e grigiasti esemplari di grattaceli.
    L’opulenza manifesta nel dragone al centro della sala è alquanto disgustosamente esibizionista di un potenza celante l’impotenza. Speravo in una raffinatezza di gusti orientali che non mi pare di cogliiere se non in alcuni “murales” espposti nella galleria. C’è rimasto qualcosa di orientale in oriente?

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