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L’Italia disperata del Bisconte - Seconda parte

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La piattaforma Rousseau trasforma la deputazione parlamentare del M5S in emissari o ambasciatori di una forza politica antiparlamentare che si fa beffe del Parlamento che, tonno o non tonno, è pur sempre un istituto di garanzia delle libertà (come insegna in queste ore anche il caso inglese). Il nazionalismo di Salvini è scemo e pericoloso ma la demagogia informatica e giacobina del M5S non è da meno e, piaccia o no, sono i due volti del populismo italiano che è ferito ma non morto.

Chissà quando ne usciremo, se ne usciremo. Oggi Alessandro Sallusti, uomo di buon senso e sana ironia, si è appellato nientemeno che a Eraclito: “Senza la speranza è impossibile trovare l’insperato”. Ma ho come l’impressione che qui non si sappia neanche più cosa sperare e, come dicevano gli antichi, chi di speranza vive disperato muore. È il tempo dell’Italia disperata, tragica ma non seria.

Giancristiano Desiderio, 4 settembre 2019