Ma come scrivono a Repubblica?

Lascio da parte i contenuti (politicamente corretti, of course) e mi concentro sulla forma. Ma come scrivono a Repubblica? E poi ci lamentiamo della scuola. Sentite questa. Roba da crisi isterica, come quella che mi è capitata in questo video…

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4 Commenti

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  1. Caro mio,
    perché meravigliarsi nel (P)Paese del familismo amorale e immorale?
    Nella gerenza di testate giornalistiche di ogni parrocchia – pardon – orientamento culturale – così come in troppi dipartimenti universitari – é tutto un brulicare di figlioli, nipoti/nipotine, amici e amici degli amici. Potenza del codice genetico! Si sa, da rustica progenie si genera
    plebea prole e da nobile stirpe ingegnosissima discendenza. Il rampollo non sa scrivere e ignora la consecutio temporum? Poco importa perché potrà sempre incantare con i ricordi sull’illustre paparino o sulla fascinosa madre. Ancor meglio se il genitore fu vittima di giustizia o di atto violento: in quel caso poltrona assicurata a prescindere. Anche se il soggetto non sa dire nulla o, forse peggio, non ha nulla da dire.
    Amen

  2. Caro Nicola,
    Mi dispiace ma non puoi capire e forse non riesco ad accettare che chi scrive du Repubblica o du figli politically correct gode di tante licenze. ..anche geammaticali e lessicali che sono precluse ai comuni mortali!!

  3. Giornali illeggibili: gli articoli cominciano tutti con frasi del tipo “Era una notte buia e tempestosa”, con la differenza che non fanno parte di un fumetto satirico.

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