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Scalfari, superati i 90 anni se ne fotte dell’Ingegnere

Continua l’imbarazzo per la modestia delle notizie da recensire.

A livello mondo le statistiche dell’economia dicono che gli oltre 7 miliardi di uomini e donne non siano mai stati così bene, in America la borsa pare impazzita per i rialzi, appena Weinstein è uscito dalla clinica ove si cura e ha cercato di andare a cena fuori, un uomo (sic!) lo ha pestato a nome di tutte le donne del mondo (meno un centinaio di donne francesi contrarie e le musulmane che per ora esprimono cautela, delle cinesi, russe e indiane nulla si sa, così delle donne che non leggono il NYT o non sono attrici).

Allora meglio rifugiarsi in Italia dove c’è una vivace vita politica.

La Procura di Roma chiede l’archiviazione per un sospetto di insider trading di Carlo De Benedetti, che si sarebbe avvalso di un’informazione avuta da Matteo Renzi per investire 5 milioni e guadagnarne 600mila € in breve tempo. Ne aveva scritto Nicola Porro due anni fa.

Sarà questo il mestiere di chi fa trading? Curiosamente, la notizia non è questa ma la modalità con la quale la stessa viene data.

Tutta l’Italia si fa delle domande.

Perché Repubblica non la dà? Perché La Stampa la dà addirittura con richiamo in prima pagina, pur facendo parte delle stesso gruppo editoriale? Sarà vero che i figli dell’ingegnere ce l’hanno con il padre per motivi sconosciuti a noi cittadini?

Perché Eugenio Scalfari dice che, avendo superato i 90 anni, può finalmente dichiarare (in tv) che “lui dell’Ingegnere se ne fotte”?

E prima, perché se ne fotteva ma non lo esplicitava?

Allora si arruffianava? Nel giornalismo guai farsi troppe domande, una tira l’altra, e alla fine ci si prende una querela.

Non ho capito invece la preoccupazione del centro destra che “Abbiamo un danno se il Pd sprofonda al Sud”. Incomprensibile. Però, se lo dice Alessandra Ghisleri io ci credo.

Le sue previsioni all’inizio sembrano ballon d’essais ma poi, come d’incanto, diventano voti per il Cav.

A questo punto, meglio lasciare l’Italia al suo destino e tornare nell’amata America, capire quale sarà il futuro che ci attende. Quindi esaltare un eroe, il pilota Johan Schwartz (mi sa che sia tedesco).

Costui è riuscito in un’impresa incredibile: mantenere una BMW M5 in costante “derapata” (sbandata controllata, ndr) per 8 ore, percorrendo non solo 373 km. ma facendo pure cinque rifornimenti di benzina in movimento.

Li faccio descrivere con le parole di chi era presente “Operazione realizzata facendo brevemente danzare (sì danzare!) una seconda “BMW Serbatoio” di fianco a quella impegnata nella difficile performance”.

Che ci dice questa notizia all’apparenza idiota?

Non è così, è un segnale debole sotteso al processo culturale in atto verso una forma avanzata di civiltà 4.0.

Riccardo Ruggeri, 11 Gennaio 2018

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