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Se dimentichi i nonni sono guai…

Altro contributo di Don Ermanno Caccia, il parroco di Mortizzuolo ed ex direttore del settimanale diocesano Notizie di Carpi dimessosi dopo le polemiche per un articolo nel quale spiegava i motivi del successo di Salvini.

Sono come tanti un lettore del quotidiano Libero, e ormai da mesi trovo un angolo dedicato ai nonni. Storie, testimonianze di chi da vivo ricorda l’esperienza ineffabile, unica dei nonni. Complimenti Vittorio per questo spazio. Uno spazio che rassicura, che ci dice oggi più che mai che la  presenza, la storia rappresentata dai nonni è necessaria.

Uno spazio dedicato ai nonni. Nonni, questi sconosciuti, quasi dimenticati, questi parenti poveri della grande famiglia  tecnologizzata. Vorrei dire, paradossalmente, che ci accorgiamo di loro…quando non ci sono più. Avvertiamo la loro presenza insostituibile, nel mondo, nelle nostre comunità, nella Chiesa, nella nostra esistenza personale, durante la loro assenza.

Ci sono delle assenze più “rivelanti” di ogni presenza. Ecco, nella mia povera esperienza, alcuni esempi che illustrano le conseguenze, i guai provocati dalla dimenticanza dei nonni.

1. Atteggiamento di difesa. Ci si rifugia nell’alveo piccolo, delle nostre piccole realtà, si alzano muri, per proteggersi contro il mondo esterno. Si vedono nemici dappertutto. E, così, si sta anche al “riparo” dei consigli, dell’esperienza, troppo scomode per certe abitudini ormai codificate.

2. Prolificazione di norme dettagliate. Quando si attenua l’attenzione alla sapienza originale rappresentata dai nonni, si tende a sostituirla con codici,con banali regole comuni. Venendo meno la forza della sapienza, passa in primo piano l’ordine, la disciplina, l’organizzazione di attività “collaterali”, ritenute a torto o a ragione necessarie per il domani.

Se è vero che la memoria non può adagiarsi nel passato in senso nostalgico, si deve prendere atto che quella memoria può anticipare, cioè fare in modo che il passato riviva nel presente e prepari al futuro. La memoria non deve rendere l’uomo schiavo del passato, ma può e deve certamente renderlo libero nell’oggi. I nonni sono profeti! Una visione del passato giusta e doverosa e utile nell’operatività.

In parole povere non si tratta di salvare l’incombenza del presente, ma garantire il futuro..

Ermanno Caccia

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3 Commenti

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  1. In una delle mie rare uscite mi son ritrovata con una over 40 ed un ventenne come coppia. Ironicamente ma forse più sarcasticamente li ho definiti, tempi moderni. Immagino la distorsione d’insegnamento che ne possa subire il/la quasi coetaneo/a al ventenne che è figlio/a della over quarantenne. Trovarsi il partner della madre coetaneo ti dà il paramentro di misura del cervello di tua madre. Immagino i molti argomenti di conversazione che avranno da scambiarsi, la similitudine di esperienze per vissuto e maturità, ma soprattutto lui che gioca ancora con la playstations e lei che gioca a fare la ventenne, con due figli. Il ragazzino di forse 7/8 anni che era con noi ha tirato sino all’una di notte in piedi e sveglio ( a me alle 8 mi mandavano a letto fatto salvo casi eccezionali ma di dovere mica di pacere). Poi quel ragazzino si è sorbito racconti che io non avrei per prima voluto sentire, nonostante la mia età. La madre gli ha piazzato il telefonino in mano , che lui ha chiesto, e gran parte della serata è stato uno zombie seduto a digitare fatto salvo quando ascoltava argomenti di pessimo contenuto. Il bambino si è lamentato che nessuno gioca con lui ai giochi di società, il compagno di lei e lei non hanno battuto ciglio, fatto salvo lui che ha esordito con la frase:” sono giochi che ho già fatto”. Posto che il compito di educare quel bambino non è di certo suo ma di madre e padre separati, la madre gioca a fare l’adolescente con un ventenne è evidente che non ha tempo per i giochi di società con il figlio di 8 anni, però ha l’ardire di rimproverrarlo perchè stà troppo tempo con il cellulare e giochi virtuali vari. Ecco , questa è oggi la coerenza senza entrare nel mondo dello spettacolo, gli show di pessima fattura li vedi ormai ovunque. Bambini che crescono da soli in compagnnia di due figure che nulla hanno di materno e paterno hanno solo generato.
    Io li assumerei per una fiction. sono già nel ruolo e personaggio adatto ai tempi moderni/progresso.

  2. Ho appena visto “babbo” Briatore che ha portato il figlio ad uno dei suoi locali con Fedez… sicuramente babbeo Briatore auspica che il figlioletto divenga uguale a papà. Mi sembra adatta una simil discoteca/locale ad un bambino, cominciamo a fargli comprendere da subito quanto è superficiale e sono superficiali i rapporti tra esserei umani, ma soprattutto in quei locali c’è tanta gente perbene, come Fedez quello che ogni tre per due schiaffa il figlio in copertina… si sà oggi i figli devono produrre appena nati, marketing a conduzione familiare. Perchè mi sento istigata a prenderli tutti a calci? Ecco un esempio di papà.nonno… ecco la saggezza del papà-nonno Briatore, oltre ad avere concepito per questioni ereditarie evidentemente gli deve lasciare in eredità anche la sua lascivia maschile, come se fosse un vezzo e/o virtù. A parte la fortuna di aver incontrato la Gregoraci, nella vita di Briatore che altro di sano ha trovato? Io mi chiedo ma la Gregoraci un paio di ceffoni al ex per aver portato il bambino ne locale non glie li molla? Mi devo ricredere anche sulla Gregoraci immagino.
    Sante madri e santi padri-nonni. Il mondo dello spettacolo è abberrante, specie un certo mondo. quello modello berlusconiano americano.
    Belle familie di copertina perchè per loro la vita è una scena e quindi anche il privato è solo show.
    Non la invisdio per gli ambienti che frequenta, sicuramente quelli che frequento io non sono la crem della crem e purtroppo hanno “imparato” a prendere il peggio del marketing mediatico, ma nel mucchio qualcuno ancora si salva anche se sono consaevole che non è scelta ma impossibilità di accesso ad altro, probabilmente se vivessero il mondo del bussines e spettacolo modelo Briatore/Berlusconi finirebbero per emularli.
    Persone che io definisco plasmabili, condizionabili, con valori non radicati ma scimmiottati, insomma ipocrisia, da questo punto di vista niente e nulla di diverso dal worldshow.
    Saluti

  3. Ci sono nonni e nonni, quelli degli show televisvi come della De Filippi più che portatori di sapere e saggezza sono portatori di nefandezze e pruriginosità, pessimi esempi! Incapaci di disciplina rigore, ordine ma soprattutto rispetto d se stessi e quindi del prossimo.

    Buonagiornata!

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