Sollecito mi scrive per precisare

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 01-07-2014 Roma Conferenza stampa di Raffaele Sollecito sul ricorso in Cassazione Nella foto Raffaele SollecitoPhoto Fabio Cimaglia / LaPresse 01-07-2014 Roma (Italy) Press Conference of Raffaele Sollecito on appeal to the Supreme Court In the photo Raffaele Sollecito

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Ricevo e pubblico questa lettera di Raffaele Sollecito che ci tiene a fare alcune precisazioni dopo la puntata di Quarta Repubblica di lunedì 17 giugno nella quale era ospite:

Caro Dott. Porro, per fare chiarezza su quello di cui abbiamo discusso durante la puntata, le allego uno stralcio della Sentenza di Cassazione che condanna in modo definitivo Rudy Guede per Omicidio art. 575 e violenza sessuale art. 576 con annullamento del reato di concorso art. 110 che la Corte spiega secondo lo stralcio in allegato.
Questo per sfatare la leggenda del concorso in omicidio che va avanti da qualche anno.
Grazie, Raffaele Sollecito.

 


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5 Commenti

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  1. Da quel che si vede dalla sentenza, magari sbaglio ma non vedo i riferimenti che cita il dottor Sollecito ( qui la vedete tutta la sentenza di Cassazione :
    https://www.penalecontemporaneo.it/upload/Cass%207195-2011%20RHG.pdf )
    non ci sono accenni al fatto che il concorso venga escluso. Viene escluso – se capisco bene – l’appellarsi al concorso come motivazione del ricorso stesso.
    Ma non viene detto da nessuna parte che si ritiene infondata la decisione dell’Appello su questo punto.

  2. Una considerazione a latere. Ma come mai questo soggetto aveva libero accesso a casa delle due ragazze? Era un amico di famiglia? Un boy friend? Un pusher? Non avrebbero fatto meglio, le due studentesse, a studiare di più e a selezionare meglio gli amici? Sono state vittime entrambe (se Amanda è innocente ) di una mentalità immigrazionista che ancora resiste. Povere ragazze e poveri genitori.

  3. Eppure io lo so chi ha ucciso la povera Meredith. Infatti, poiché io non credo che l’abbia fatto Guede, penso che, a commettere il crimine, sia stato lo Spirito Santo, approfittando del fatto che il primo era a cagare e gli altri due erano altrove a sbaciucchiarsi.
    Scherzi a parte, le acrobazie giuridiche sono sempre esistite (vedasi processi Gesu Cristo, Landru e tanti altri che non mi vengono in mente). Ma in Italia se ne fa un abuso talvolta finalizzato a sostenere un giudizio di assoluzione o di condanna che il giudice aveva in testa già prima e a prescindere dall’andamento del processo. Ecco perché penso che le sentenze vadano sì rispettate, ma non certo assunte a Verbo indiscutibile.

  4. Se ho ben capito nella sentenza si afferma: 1) che l’imputato, le cui azioni sono l’unico oggetto di valutazione della corte, è colpevole di omicidio; 2) che il concorso di altri eventuali avrebbe potuto essere preso in considerazione dalla corte solo se fosse stato motivo per riformare la sentenza d’appello (ovviamente in senso più favorevole all’imputato); 3) che non essendo stata riformata bensì confermata la sentenza di colpevolezza risulta alla corte ugualmente inconferente ai fini della formulazione del proprio giudizio il concorso eventuale di altri. Ovvero la corte non prende in esame tale eventualità per i motivi suddetti, ma questo non equivale a negarla. Può essere che mi sbagli e comunque lungi da me l’intenzione di entrare nel merito della vicenda processuale di Raffaele Sollecito che è stato con sentenza definitiva giudicato innocente.

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