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Stupro di Rimini. É da razzisti dire che sono stranieri?

The Complete Infidel’s Guide to Free Speech (and Its Enemies) (Robert Spencer )

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La storia dello stupro di Rimini è sintomatica dell’autocensura occidentale, come dicevamo in in pezzo pubblicato su questa pagina solo pochi giorni fa (si tratta del libro di Robert Spencer). 

Non abbiamo, inquirenti e giornalisti, alcun timore di riferire come le vittime (che sarebbero da tutelare) siano due giovani turisti polacchi. Lei ha fatto sapere che spera, una volta tornata a casa sua, di non essere identificata come quella dello stupro. Eppure le cronache non lesinano dettagli.

Al contrario sui quattro animali che hanno prima manato il ragazzo, poi stuprato ripetutamente la sua fidanzata e poi non contento hanno usato altrettanta violenza nei confronti di un trans, ebbene ne confronti di questi quattro usiamo le molle.

Non abbiamo scritto che sono stranieri, che sono nord africani: insomma abbiamo paura di dire le cose ce gli inquirenti sanno. In un paese in cui gli interrogatori e gli avvisi di garanzia arrivano in redazione prima che agli avvocati, in cui non esiste segreto istruttorio, una pista investigativa che tutti conoscono non viene pubblicata.

Perché???

PS Tutto l’Occidente evoluto è vittima della sindrome da felpetta (essere corretti ai tempi di google, facebook, amazon e twitter): il Times di Londra dice che una bambina cristiana è stata affIdata ad una famiglia osservante mussulmana. Non è accettabile.