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“Su Berlusconi non volete ammettere l’errore”. Sallusti vs Cappellini (Repubblica)

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Dopo l’audio del giudice Amedeo Franco che descrive i magistrati che hanno condannato Silvio Berlusconi come un “plotone d’esecuzione”, Quarta Repubblica mostra le testimonianze in esclusiva di tre dipendenti di un hotel di Ischia, in cui il giudice Antonio Esposito andava in vacanza.

Dai loro racconti emergono alcune frasi che il  presidente del collegio di Cassazione avrebbe detto in loro presenza: “Berlusconi è una chiavica, se lo becco gli faccio il mazzo”. In studio ne nasce uno scontro tra il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, e Stefano Cappellini di Repubblica.

Dalla puntata del 6 luglio 2020

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ancoraparli
ancoraparli
11 Luglio 2020 16:52

ma quando la smetterà porro di invitare il travaglino di turno? ma che contributo possono dare al dibattito questi pennivendoli di regime che ripetono a pappagallo sempre e solo quello che dice il padrone editoriale di turno e hanno una libertà di pensiero e un’onestà intellettuale che il direttore della pravda sovietica al confronto era oriana fallaci? gente come questo tal cappellini ci ha campato 30 anni speculando in totale malafede sulle traversìe giudiziarie di berlusconi e ora ti aspetti che ti venga a dire “..si, mea culpa mea culpa, era l’ennesimo segreto di pulcinella, la cricca mediatico-giudiziaria di cui “La repubblica” e le toghe rosse di milano erano il fulcro che complottava per far fuori berlusconi c’era eccome, altro che paranoie, e alla fine ce l’abbiamo fatta, da 30 anni prendiamo per il **** i fessi che ci leggono inventando di sana pianta crimini e misfatti berlusconiani in combutta con l’Esposito di turno solo per togliere di mezzo chi non si riusciva a battere col voto, i veri fascisti siamo noi, col fez di cachemire però, il diritto e la democrazia sono morti e li abbiamo ammazzati noi, viva il diritto e la democrazia!” praticamente è come chiedere a vishinsky di rinnegare le sentenze con le quali ha spedito in siberia o fatto fucilare migliaia di poveri cristi. ma… Leggi il resto »

art3mide
art3mide
10 Luglio 2020 10:30

L’unica cosa infima, squallida e di basso livello, è di negare gli attacchi alla democrazia e alla Repubblica Italiana fatti dalla magistratura rossa.

Berlusconi, “Salvini ha ragione ma dobbiamo attaccarlo” … sono cose di una gravità inaudita.
Sono atti eversivi dove pochi magistrati hanno ribaltato il voto del popolo italiano che, vorrei ricordare è SOVRANO!

“Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

Cappellini si prende pure una lezione da Sansonetti!

Antonio
Antonio
9 Luglio 2020 14:37

Sono rimasto molto deluso da Cappellini perche’ contrariamente a molti altri giornalisti di sinistra l’ho sempre considerato molto a modo e ragionevole. L’altra sera, invece l’ho trovato molto chiuso, attaccato alla Vecchia linea politica del suo giornale, rifiutando di prendere in considerazione i molti indizi e prove emersi su questa Vicenda. Una persona intelligente non puo’negare l’evidenza.

Mario
Mario
9 Luglio 2020 13:01

Tra Cappellini e Sallusti il primo ad insultare e ad andare fuori contesto è stato il Direttore del Giornale , rivedetevi il video.
Sallusti appoggiato dall’altro urlatore seriale del Riformista hanno contestualizzato all’interno della discussione la guerra tra quotidiani che non c’entrava nulla con l’argomento.
Ora della riapertura di questa storia non me ne frega nulla.
La storia non si può riscrivere altrimenti ci sarebbero molteplici avvenimenti più importanti di Berlusconi da riconsiderare.

Enrico
Enrico
9 Luglio 2020 12:58

Ho seguito come è mia abitudine, l’altra sera fino a notte fonda, “quarta Repubblica”. Non nascondo di aver provato un rigurgito di stizza contro Porro perchè, dopo aver dato la parola a Sallusti, non ha tolto l’audio a Cappellini. Questo, infatti, dopo le prime frasi pronunciate dal direttore di “il Giornale” lo ha interrotto in continuazione coprendone la voce. A quel punto non si capiva più ciò che diceva l’uno e ciò che diceva l’altro.
Sono abbastanza vecchio per sapere che era ciò che Cappellini voleva. È la vecchia tattica del sinistrume, vecchia quanto lo è la loro ideologia: quando si mettono a nudo le loro magagne e sono a corto di argomenti, si mettono a vociare tutti insieme per impedire che il pubblico senta le argomentazioni dei loro avversari.
Sallusti è stato grande, da par suo. Quando gli è stata data di nuovo la parola, con poche frasi iniziali, secche, precise, ha gelato in bocca a Cappellini il tentativi di interromperlo. Così il direttore ha detto fino in fondo ciò che aveva nello stomaco. In pratica il ruolo di prim’ordine avuto da “Repubblica” nella persecuzione giudiziaria contro Berlusconi e nella sua diffamazione a raggio internazionale.
Mi sono riappacificato anche con Porro; evidentemente conosce le qualità del Direttore meglio di me.

gianfranco benetti longhini
gianfranco benetti longhini
9 Luglio 2020 12:23

Il comportamento di “Stefano Cappellini di Repubblica” è tipico di uno che pensa che parlare contemporaneamente con chi dice quello che lui non accetta, può nascondere le verità.
Per me, è un segno di arroganza tipica di molti noi Italiani.
Quando impareremo che chi parla, deve essere sentito (in toto) anche dagli ascoltatori?

vince50_19
vince50_19
9 Luglio 2020 12:02

Al di là di posizioni personali pro o contro Berlusconi, credo vadano considerati due aspetti: in quel processo è esistita grave inimicizia fra il magistrato e Berlusconi? La sezione civile non ha rilevato, nella trattativa, quelle mancanze che, al contrario, ha evidenziato la sezione feriale. Quest’ultima, è notorio, non viene demandata a risolvere cause di natura tecnica come quella che ha interessato il leader di Fi. Pertanto un fumetto di persecuzione lo si potrebbe anche considerare. C’era la solita fifa che tutto finisse in prescrizione, fra l’altro e da quello che ho letto, sbagliata nella data di scadenza. Non spendo altro tempo, dopo aver assistito a quella schifezza avvenuta di recente afferente concessione di arresti domiciliari per detenuti di alto grado di pericolosità. La giustizia, a partire dal Capo del Csm alquanto silente, per me ne è uscita fortemente indebolita. Meno chiacchciere e distintivo e più fatti reali in tempi rapidissimi, altrimenti la stima che si ha per un paese dipende soprattutto dal pianeta giustizia, se funziona con equilibrio, oppure si perde in eccessivi dilungamenti dei tempi della giustizia, cosa che fa ricredere la gente comune. E chi vorrebbe investire nella nostra terra, di fronte a certi spettacoli deplorevoli, se ne va a gambe levate.

cir
cir
9 Luglio 2020 11:51

sallusti e’ il nulla.