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Tira aria di inciucio, ma la gente è esasperata

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Buongiorno. L’Italia è una repubblica parlamentare e di conseguenza, se cade un governo, non è automatico che si vada al voto. Potrebbe infatti esserci una nuova maggioranza capace di “produrre” un nuovo esecutivo. Quando Salvini ha annunciato di voler fa cadere il governo, lo ha fatto in base a due considerazioni. La prima è ovvia: capitalizzare il consenso e liberarsi dal fardello dei 5 stelle. La seconda, meno: pare abbia ricevuto precise rassicurazioni da Mattarella che si sarebbe andati al voto.

Oggi però, basta sfogliare i giornali, tira aria di inciucio. Una parte del Pd, i 5 stelle e spezzoni di ciò che resta di Forza Italia non vogliono votare. Vediamo caso per caso. Zingaretti vuole votare: in questo modo fa fuori i renziani, che non ricandiderà. Per lo stesso motivo, dopo aver affermato per giorni il contrario, Renzi esce allo scoperto questa mattina con un’intervista al Corriere: meglio non votare. Prima il taglio dei parlamentari. Che è sacrosanto ma ne sento parlare da quando sono nato. Oggi diventa la priorità assoluta. In realtà Renzi non è pronto a lanciare un nuovo partito, che accoglierà anche una fetta di Forza Italia, e quindi vuole rimandare. I 5 stelle non vogliono votare: ovvio. La batosta alle urne è sicura. La pattuglia parlamentare di oggi sarebbe ridotta anzi massacrata. Infine ciò che resta di Forza Italia. Toti si schiera con Salvini e fa sapere che nel nuovo centrodestra a trazione leghista non c’è spazio per Berlusconi. Gli altri cercano di rallentare la crisi per capire il da farsi.

Tutto questo è lecito. Ma la gente è così esasperata che il passaggio dalle urne è necessario. Trovarsi un governo di gente che non rappresenta più nessuno sarebbe un affronto. Vogliono forse le barricate dei gilet “gialli” in strada?

Alessandro Gnocchi, 11 agosto 2019