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Tutta la verità sul debito da 12 miliardi di Roma

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Il debito pubblico dell’Uganda, nazione del centro Africa con 34 milioni di abitanti, ammonta a circa 11 miliardi di dollari, un miliardo in meno del comune di Roma che ad oggi conta circa 12 miliardi di debiti. La parte più consistente sono di carattere finanziario (9 miliardi), i restanti commerciali accumulati in anni di cattiva amministrazione da giunte di tutti i colori politici consapevoli di amministrare un comune too big to fail che ha portato a una gestione sconsiderata dei bilanci comunali.

La cosa grave è che, a fronte del costante aumento del debito comunale, non è corrisposto un miglioramento dei servizi per i cittadini, i rifiuti e i trasporti sono l’emblema e non a caso vengono gestiti da due partecipate, l’Ama e l’Atac. Negli ultimi anni le condizioni di Roma sono progressivamente peggiorate; dal decoro urbano alla sicurezza, dalla gestione dei rifiuti alle strade e ai trasporti, la città è inoltre ferma in un immobilismo che impedisce la realizzazione di grandi opere a causa delle continue vicende giudiziarie che si abbattono su costruttori, amministratori e imprenditori legati a una gestione della cosa pubblica tutt’altro che limpida.

Il celebre racconto di Ennio Flaiano “Un marziano a Roma” in cui si racconta l’arrivo di un alieno nella città eterna dapprima osannato, poi sempre meno considerato e infine dimenticato, calza a pennello per descrivere l’amministrazione Raggi incapace di gestire le problematiche della città, in primis l’enorme debito pubblico.

Dove non riesce l’amministrazione capitolina arriva lo Stato che in questi anni, per evitare che il comune di Roma dichiarasse bancarotta, ha elargito un contributo annuo di 300 milioni di euro, una cifra ingente che non è bastata a risanare i bilanci della capitale. Così è stata elaborata una nuova soluzione che dovrebbe entrare nel decreto crescita per cui lo Stato si accollerà gran parte dei debiti di Roma, una decisione che se approvata porterebbe tutti gli italiani a dover pagare la cattiva gestione del Comune di Roma. Un progetto ingiusto nei confronti delle centinaia di comuni virtuosi che, a fronte della buona amministrazione di tanti amministratori locali e ai sacrifici dei cittadini, hanno mantenuto in questi anni i conti in ordine e si ritroverebbero a dover pagare debiti per colpe non loro. Una misura che non incontrerebbe il favore dell’elettorato leghista, sopratutto al nord, e che si prefigura come un nuovo capitolo della visione economica statalista del M5S. Per risanare i conti del comune di Roma servono tagli agli sprechi, ottimizzazione delle risorse, attrarre nuove investimenti, non scaricare il debito sulle spalle degli italiani.

Francesco Giubilei, 5 aprile 2019