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Usa e Iran ai ferri corti, nuova guerra all’orizzonte? - Seconda parte

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A questo va aggiunto che la USS Kearsarge nave da attacco anfibio è approdata vicino agli Emirati Arabi Uniti. Mentre alcuni droni di fabbricazione iraniana, in mano agli yemeniti, hanno bombardato dei siti petroliferi sauditi, 4 petroliere, due saudite, una degli Emirati Arabi e una norvegese sono state colpite da atti di sabotaggio e mentre gli specialisti stanno eseguendo le verifiche sugli scafi al fine di chiarire eventuali responsabilità, è trapelato che due cacciatorpediniere, l’USS McFaul e l’USS Gonzalez, hanno attraversato lo stretto di Hormuz.

Anche la nave ospedale USNS Mercy, la più grande del mondo, si trova nel golfo Persico e proprio questa presenza fa sospettare che questa volta la Casa Bianca faccia sul serio. Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha fatto sapere che i Paesi che rimangono nell’accordo hanno 60 giorni di tempo per rispettare le promesse sulla protezione del settore petrolifero e bancario iraniano dalle sanzioni americane. Difficile capire come reagiranno Germania, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, considerando che Trump ha promesso sanzioni anche contro chi continuerà a fare affari con l’Iran. È chiaro che la situazione, sia nelle varie cancellerie che nei tavoli segreti di trattativa, sempre presenti dietro le quinte delle grosse crisi internazionali, sia estremamente tesa, e la speranza è che gli incaricati riescano a trovare una soluzione soddisfacente per tutti prima che si cominci a sparare, perché mai prima d’ora si era arrivati così vicini a una sanguinosa guerra regionale che oltre a infiniti lutti potrebbe riportare il mondo a vivere nuove disastrose crisi energetiche.

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David Campagnano
David Campagnano
23 Maggio 2019 19:18

Secondo un modesto parere, credere alla bontà dei programmi futuri Iraniani sarebbe da stolti.
Ricordiamoci che in quella area comprendente Iraq e Iran esiste la cultura del ” vincere ad ogni costo”.
Ricordiamoci che l’Iraq nel recente 2001 non esitò ad usare gas nervini contro la popolazione Iraniana, causando in una unica volta la morte di più di 10mila persone.
Ed ultimamente anche l’Iran ha usato gas velenosi verso popolazioni inermi avverse.
Questo cosa significa?
Significa che uno stato come l’Iran, una volta prodotta la bomba nucleare , e una volta messo all’angolo, non esiterebbe ad usarla verso lo stato Ebraico.
Causando ovviamente la risposta dello stesso ;creando quindi il temuto olocausto nucleare.
Obama a suo tempo fu alquanto INCOSCENTE a riservare fiducia verso un simile stato!

Alfredo Branzanti
Alfredo Branzanti
20 Maggio 2019 21:43

Caro Orlo sono io a ringraziarti sentitamente.

Orlo
Orlo
20 Maggio 2019 14:23

La “storia dei 500 kg” di dossier in cui si incolpava l’Iran di nn mantenere i suoi impegni nel JCPOA si sono rivelati inerenti a prima della stipula dello stesso,e la recente operazione di recupero di un tecnico iraniano venduto ad Israele da parte di mossad,mi6 e parrebbe cia,si è rivelato un boomerang della propaganda anti-Iran dal momento che lo stesso ha confermato che i persiani si stanno attenendo ai patti e soltanto in questi giorni(per far pressione sui Paesi ancora dentro il JCPOA)si stanno discostando per l’evidente minaccia che si sta profilando all’orizzonte. Nn ci sono scusanti nella gestione mediorientale di Trump che mettendo all’angolo l’unico paese NON arabo dell’area,sta innestando una spirale in cui la sua proverbiale capacità di fare bancarotta,nn finirà con i libri in tribunale. Oltremodo le pressioni comunistoidi fatte alle aziende americane dell’hi-tech(tra cui google che nn fornirà piu a Huawei le patch commerciali di Android)di belligeranza commerciale con la Cina,porteranno acqua al mulino della stessa superpotenza asiatica che sono già diversi anni che,fiutato l’arrivo del socialismo in USA,sta installando componentistica hi-tech autoctona. Se Trump nn fosse arrogantemente convinto di essere il miglior venditore di tappeti del pianeta e si fosse posto il perché la tecnologia del 5g fosse la più avvanzata nello sviluppo in casa Huawei,si sarebbe risparmiato l’ennesima bancarotta col **** degli altri.… Leggi il resto »

Alfredo Branzanti
Alfredo Branzanti
19 Maggio 2019 21:49

Gent.mo Valter ho appena letto il Suo cortese commento e credo sia opportuno precisare alcuni aspetti che Lei sottolinea nelle mie opinioni. Anche perché non è, ahimè, la prima volta che mi viene attribuita la posizione più lontana possibile per me e cioè l’essere (o essere stato) comunista. In verità sono stato filoamericano (con la k si diceva allora) per oltre cinquant’anni, considerando che credo di aver sentito il primo fremito in proposito (e la contemporanea spinta anticomunista) al tempo della crisi dei missili di Cuba, quando avevo …sette anni. – l’anticomunismo lo maturai certamente con la visione de “Il dottor Zivago”, quattro o cinque anni dopo. Sono stato favorevole agli Usa per tutti quegli anni, ho assunto posizioni a loro favore in dibatti pubblici, nel corso della mia esperienza politica e di amministratore pubblico (nel PRI il partito italiano più vicino agli Usa), ho viaggiato al loro interno in ogni circostanza possibile, avevo persino pensato di andarci a vivere. Poi ho avviato un percorso di revisione, di riconsiderazione delle mie opinioni, su cui ha inciso, certamente, l’elezione di un presidente su cui non esiste aggettivo per definire il mio giudizio negativo (pessimo è riduttivo). Una riconsiderazione che mi ha portato a trovare impossibile, come in passato, ignorare gli enormi difetti del paese sul piano del sistema politico, dell’assetto economico… Leggi il resto »

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
19 Maggio 2019 18:08

Credere alla buona fede dell’Iran é da sciocchi o da ciechi abbagliati da immediati interessi commerciali.
Se lascissimo che l’Iran sviluppi capacitá nicleare avremmo un caos inpredicibile nel Medio Oriente con terribili conseguenze sull’economia mondiale. Cedere in nome di parole vane nella politica internazionale é suicida, l’unica soluzione é agire quando hai il vantaggio, questa é una veritá elementare per chi abbia un minimo di senso comune. Non ci sará nessuna guerra fino a che l’Iran non sia sicuro di vincere perció ricordiamoci la saggezza romana:
Si vis pacem para bellum.

Riccardo Pareschi
19 Maggio 2019 15:48

Ottimo articolo, come sempre. Credo che Trump, che ci ha abituato a mantenere quello che dice, non desideri assolutamente la guerra, come da sua affermazione. E’ vero che è necessario tenere a freno l’espansionismo iraniano, espansionismo che si avvale di prodi inclini al terrorismo. Non è pensabile che Iran possa arrivare al mediterraneo. Il tutto deve essere inoltre visto nella scacchiera internazionale dove la Russia deve stabilizzare il suo dominio in Crimea e Donbass, mentre la Cina si sta spostando verso l’Africa per avere più risorse naturali e portare le condizioni di vita interne più dignitose. Innegabile anche la caratteristica di superpotenza militare e tecnologica che sta lentamente consolidando. Venezuela e Corea del Nord, sono altri due punti di “gioco”, mentre ancora non sono ben definibili gli altri due grossi partecipanti: India e Brasile.

Alfredo Branzanti
Alfredo Branzanti
19 Maggio 2019 15:04

Quando c’è una contesa che può sfociare in un conflitto catastrofico ed uno dei contendenti é l’unico ad avere usato, nella storia, l’arma nucleare contro gli esseri umani e ad aver vissuto in pace solo 16 dei suoi 230 anni di esistenza, qualche preoccupazione bisogna nutrirla.