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Vaccini: i pasticci dell’Ue ci costano 90 miliardi

ursula vaccini
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L’Europa sui vaccini ha sbagliato tutto. E, come vedremo tra poco, ci potrebbe essere costata 90 miliardi di euro, secondo la Cdp (la controllata del Tesoro nell’economia italiana). Siamo indietro rispetto agli Stati Uniti, in cui a governare c’era un certo Donald Trump. Abbiamo fatto peggio, in termini di approvvigionamento, rispetto alla Gran Bretagna. E questo è proprio uno smacco: vi ricordate quando si sosteneva che avrebbero sofferto di una tremenda scarsità di medicinali se avessero abbandonato l’Unione? La Russia, quel grande paese a metà strada tra Europa e Asia, che fu preso per i fondelli quando il suo presidente annunciò di aver trovato il vaccino e di averlo somministrato alla figlia, ha un prodotto che tutti vogliono replicare. Per non parlare della piccola Israele, la cui popolazione vale più o meno quella della Lombardia, eppure ha un numero di vaccinati quasi dieci volte superiori a quelli europei.

In un impasto di supponenza, improvvisazione e burocrazia, abbiamo davvero sbagliato tutto. Parafrasando il mitico Vitaliano Brancati: L’Europa non si stanca mai di essere un paese arretrato e fa qualunque sacrificio, perfino delle rivoluzioni, per rimanere vecchio. Il suo organismo di controllo dei medicinali, quello che autorizza, ci ha impiegato mesi per dare il via libera a ciò che gli altri avevano autorizzato da tempo e, aggiungiamo, senza avere sicurezze maggiori su efficacia ed effetti collaterali dei sieri. Non è dotato infatti delle necessarie procedure per controllare lo sviluppo di un farmaco in corsa, per così dire. Il problema è che in Russia, e vabbè, in America, nel Regno Unito e in Israele ce l’hanno. A ciò si aggiunga che per firmare i contratti abbiamo impiegato quattro mesi in più rispetto agli altri sistemi paese: roba da matti. O meglio roba europea. Vi ricordate la battuta di Kissinger, che sospirava dell’impossibilità di alzare il telefono e parlare con qualcuno che davvero contasse a Bruxelles o comunque in Europa.

Poi alla farsa europea si aggiunge, la commedia italiana. Pensate al vaccino AstraZeneca, quello dei presunti effetti collaterali mortali tutti da dimostrare, ebbene siamo riusciti, noi italiani, prima ad autorizzarlo solo per gli under 55, poi a portarlo fino ai sessantacinquenni.

Il tutto ci ha fatto perdere un mucchio di tempo. Mentre gli altri aprono, grazie alla protezione assicurata dal siero, noi chiudiamo.

Ieri la Cassa depositi e prestiti ha fatto un calcolo clamoroso. I vaccini sono costati all’Europa 22 miliardi di euro. E questo più o meno si sapeva. Ma, dicono gli economisti della cassaforte del Tesoro: “I paesi europei registrano un ritardo di circa cinque settimane nella somministrazione dei vaccini, che potrebbe generare una perdita di circa 90 miliardi di euro, pari a circa quattro volte rispetto al valore dei contratti siglati”. Per l’Italia l’inefficienza europea può essere costata, continuano da Cdp, la bellezza di 10 miliardi. “Con questo ritmo l’immunità di gregge sarebbe raggiunta solo alla fine del 2022”. Quando non servirà più ad un fico secco, aggiungiamo noi.

Insomma Ursula e company, che scrivono lettere pensose in cui rivendicano, contro il buon senso, la loro straordinaria capacità di contrasto al virus, sono costati quanto un figlio scemo. Anzi converrà trovare un modo di dire meno volgare, ma più efficace per definire questo gigantesco infortunio dei nostri politici e burocrati che ci governano in Europa.

Nicola Porro, 13 marzo 2021

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Stefano amati
Stefano amati
14 Marzo 2021 13:51

AH AH MA COSA CREDEVA O I PECORONI ITALIANI.. FINCHÉ IL MAGNA MAGNA NON AVRÀ SODDISFATTO TUTTE LE IENE.. QUESTA FARSA NON FINIRÀ.

alessandro
alessandro
14 Marzo 2021 11:20

I ritardi nella fornitura di vaccini contro il coronavirus AstraZeneca all’Unione Europea sono in parte dovuti al fatto che l’impianto per la produzione del farmaco nei Paesi Bassi non ha ancora trasferito una singola dose a Bruxelles. A riferirlo è il Financial Times:
“I problemi del vaccino AstraZeneca dell’UE legati al ritardo della fabbrica misteriosa “…………………………….
https://www.ft.com/content/8e2e994e-9750-4de1-9cbc-31becd2ae0a8
Lo stabilimento della città olandese di Leida, come fa notare il giornale, risulta essere presente nel contratto di fornitura come uno dei principali centri di produzione del principio attivo utilizzato per il vaccino, insieme allo stabilimento del belga Senef. L’impianto nei Paesi Bassi, gestito da un subappaltatore di Halix, dovrebbe produrre almeno 5 milioni di dosi e farle pervenire nell’UE. Tuttavia, come osserva il quotidiano, nonostante sia in corso la produzione di vaccini, l’impianto non ha ancora ricevuto il permesso di rifornimento dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Secondo le fonti della pubblicazione, per questo AstraZeneca non ha ancora fornito al regolatore tutti i dati necessari. Un portavoce di AstraZeneca ha recentemente affermato che “l’approvazione dell’EMA per la struttura sta procedendo come previsto”.

stefano
stefano
14 Marzo 2021 10:46

Stare dentro l’europa e personalmente fino a qualche anno fa non ero antieuropa vuol dire condanna a morte e nessun futuro.
Non a caso sono fermi a 27 i paesi aderenti,e quelli che devono entrare stanno frenando.
Se fanno un referendum come è stato per UK non entrano,e molti invece escono.

stefano
stefano
14 Marzo 2021 10:42

Poi dopo il 5 aprile torna tutto come prima.
Ristoranti chiusi alle 18.00
Divieto spostamento tra regioni.
Mascherine addosso anche all’aria aperta vaccinati o non non fa differenza almeno fino a tutto il 2022 e avanti così.
Turismo straniero di nuovo dimenticarselo per tutto il 2022 e comunque fino a quando non sarà il paese allineato a quelli più aperti e avanti così.
Nel peggio l’italia non perde occasione per piazzarsi sempre al primo posto.

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
13 Marzo 2021 16:40

La lezione é chiara. l’assetto politico della UE non esiste e l’assetto burocratico a Bruxelles soffre del male che affetta tutte le burocrazie: arroganza e incapacitá.
Per quel che ci riguarda bisogna dire che regna la confusione e sopratutto la paura tanto di sbagliare ma anche pervasiva nll’azione. I piú coraggiosi emigrarono i paurosi son rimasti. La prova sta che tutti gli europeisti sono sempre pronti adabbassare il capo di fronte a Bruxelles e a non pigliare l’iniziativa se non protetti. La dimostrazione piú clamorosa l’abbiamo nel nostro continuo bisogno di un commissario per risolvere gli imbrgli interni, ovvero anche nella gestione interna abbiamo bisogno di un leader che ignori i timori e si faccia rispettare, con tutto il dolore debbo dire che facciamo la figura di una na zione di pecore che da decenni é stao guidato, non governato, da pastori incapaci.

ARTURO LORUSSO
ARTURO LORUSSO
13 Marzo 2021 15:17

Il cervello deve essere giovane non il corpo. Se i “palloni gonfiati”, che hanno il sederino(per non dire ****, e non lo dico) al caldo, poco sanno della povertà che stanno generando, ma forse non gli interessa. Povero nipote mio che dovrà pagarmi tutti questi debiti.

Jimbo
Jimbo
13 Marzo 2021 15:16

Chi non ha copiato a scuola? Forse qualche secchione.

Da chi si copiava? Dai migliori naturalmente, se possibile dal numero uno.

NOI IN ITALIA INVECE COSA FACCIAMO ? Siccome il governo, i virologi, il CTS, l’ISS si sono tutti accorti che non ci capiscono una fav…., che sono inadeguati, COPIANO DAL PEGGIORE DELLA CLASSE !
L’EUROPA.

Geometra 67
Geometra 67
13 Marzo 2021 15:10

Ma possibile che nessuno,Berlusconi soprattutto,della famosa “maggioranza Ursula” abbia l’onestà intellettuale di criticare l’Europa e di chiedere alla baronessa Ursula di andare a casa? L’Europa è ormai diventata una religione indiscutibile e intoccabile. Chi osa metterla in discussione viene esposto alla pubblica gogna mediatica. La libertà ormai è un bene perduto.