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Viaggio nel futuro, quando i migranti saranno europei

RIGONCE, SLOVENIA - OCTOBER 24: Migrants are escorted through fields by police and the army as they are walked from the village of Rigonce to Brezice refugee camp on October 24, 2015 in Rigonce, Slovenia. Thousands of migrants marched across the border between Croatia into Slovenia as authorities intensify their efforts to attempt to cope with Europe's largest migration of people since World War II. (Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images)

E se i migranti fossimo noi europei? Uno scenario futuro a ruoli invertiti.

Il dramma non lo comprendiamo perché non lo viviamo sinché non ci tocca. Sono passati pochi decenni dal 2000 e l’emigrazione è diventata una piaga: decine di barche partono da Montecarlo per Tunisi, donne ingioiellate vendono tutto pur di essere boat people, dalla Svizzera migliaia in attesa di imbarcarsi, lo stesso dallo Stato Vaticano. Ad attenderli il primo mondo, quell’Africa che in pochi anni ha trasformato una economia di sussistenza in uno dei luoghi di ricchezza che risplende ovunque: autostrade con quattro carreggiate, macchine da sogno, ville protette da guardie svizzere, viali battuti da donne del Lichtenstein che si prostituiscono come possono, cameriere del Principato di Monaco disponibili 24 ore su 24.

L’Africa è il primo stato al mondo per ricchezza: non è Dubai, nessuno sfarzo per miliardari, ma soltanto lo sfruttamento delle proprie risorse e una pace che ha favorito la crescita. Gli Stati Uniti d’Europa obbediscono alle leggi africane, l’Italia è collegata da Tunisi alla Sicilia con un Ponte costruito in pochi mesi. Tutte le infrastrutture in Italia sono state rimesse a nuovo da Tunisi. Il Ponte di Genova, che nel 2021 non era ancora stato costruito, è stato portato a termine in poche settimane, le autostrade sono gratis basta guidare auto africane, gli immigrati europei sono subito accolti e impiegati come operai o come manovali, le donne come domestiche. Hanno i contributi. Tutte in regola.

In Africa arrivano turisti da tutto il mondo per assistere agli spettacoli del rinato Circo Barnum: con pochi africanes, alla moneta ufficiale, si possono vedere dal vivo la Donna labbrona, la Donna Tettona, tutti esemplari di chirurgia estetica che sono il nuovo spettacolo. Anche le soubrette televisive vivono al circo e i giornali di gossip le immortalano mentre chiedono la carità agli angoli delle strade. I quotidiani italiani sono fatti di figure, i libri di numeri e x, i polemisti politici sono stati mandati nei mercati a discutere i prezzi dello zafferano, le influencer come Chiara Ferragni mandate nel deserto a cercare il rovello ardente, i cantanti rap stanno costruendo una nuova piramide che non serve a niente, i politici puliscono i fiumi dall’inquinamento mentre gli stilisti fanno passerelle nel centro storico di Algeri.

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11 Commenti

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  1. noi già siamo migranti!
    E’ un fenomeno naturale, si migra per diversi motivi, solo uno è un motivo illecito, inquietante, pericoloso, immorale, dilinquenziale: usare i migranti come merce e guadagnarci sopra.

    • Meno di un secolo e mezzo fa – ed anche meno -, l’Italia esportava migranti a milioni; c’era di tutto: gente onesta, galeotti, mendicanti e prostitute.

      Ma oggi siamo troppo “nobili” per ricordare un pezzo di storia che la nuova generazione vuole ignorare…

      Eppure, non tutti dimenticano che esistono 60 (sessanta) milioni di oriundi nel mondo, di cui solo in Brasile quasi 30 milioni…

  2. Questo paragone tra i migranti e gli emigrati italiani mi irrita, perché ancora gira nonostante le confutazioni. Gli italiani, buoni io cattivi che fossero , non erano clandestini. Ovvero: non erano illegali. Non erano invasori né occupanti. Quando gli italiani sono stati invasori e occupanti, ciò non è avvenuto senza dichiarazione di guerra. Ora noi siamo in una situazione di guerra non dichiarata, che ci rende vittime, a volte perfino consenzienti, di una invasione e di una occupazione che vengono compiute in modo subdolo e di soppiatto (clandestino è colui che arriva clam= di nascosto ).

    • Mi spiace doverla contraddire, ma, è evidente che lei non conosce la storia dei nostri migranti.

      Giusto per darle un piccolo dettaglio: Fino a circa di mezzo secolo fa, gli Italiani negli Stati Uniti erano definiti WOP (Without Passport)…

      Poi, se vuole, le posso dettagliare qualche altro particolare che non ci fa affatto onore, sugli Italiani in Francia, in Brasile, in Cile, in Argentina, in Svizzera ed in Germania e parlo con cognizione di causa.

      Del resto c’è un’ampia letteratura sull’argomento; vuole qualche riferimento?

  3. Tra la fine dell’800 e i primi del 900 migliaia di italiani sono emigrati chi in altre nazioni europee che in altri continenti. La maggior parte di loro erano onesti lavoratori che emigravano per cercare migliori condizioni di vita, altri erano delinquenti e/o mafiosi che a volte scappavano per non finire in galera e a ben vedere è quello che capita oggi con i migranti, per quel che riguarda la droga, il fenomeno esiste da molto prima che iniziassero le migrazioni attuali, e il mercato di sostanze e sempre comandato ed alle mafie di ogni nazione coinvolta. La colpa non è di chi vende droga, ma chi gliela da da vendere.

    • Non mi risulta che i NOSTRI migranti abbiano imposto la loro religione/legge/civiltà totalitaria ammazzando gente e sventolando il codice di mammasantissima. Chi l’ha fatto è stato per suo tornaconto personale, delinquente era qui, delinquente è rimasto in America, ma mai lo ha fatto in nome di un dio, ne hanno costruito templi alla mafia, ne si sono raccolti a pregare affinchè mammasantissima ammazzasse tutti.

      La droga è un riferimento al trip lisergico da volemmosebbene che deve sicuramente essere l’ispiratore dell’estensore dell’articolo che suona così, ” sii buono e accogliente, potrebbe poi toccare a te”.

      • Verissimo, i nostri migranti non sono mai stati molto religiosi e certamente nemmeno dei fanatici della fede, anzi.

        Tanto è vero che quando arrivavano negli Stati Uniti, dove i cattolici erano considerati “religiosamente” più autentici, mentre i nostri erano considerati al contrario, molto superficiali…
        Cosa che per mia interpretazione non ci trovo niente di grave.

    • Mi permetta una correzione: non erano migliaia, ma milioni!

      Tanto è vero che Ludovico Incisa di Camerana nel suo saggio IL GRANDE ESODO parla di “due Ialie” quella nazionale e quella straniera, dove vivono altrettanti oriundi:

      http://www.liberalismowhig.com/2018/04/05/le-due-italie/

  4. Non c’è bisogno con i nuovi immigrati: non hanno soldi, gioielli, ville, capitali. Per loro l’importante è vivere e ringraziare gli africani dell’accoglienza. Già perchè attualmente si accontentano di vivere e ringraziono con qualche petardino da decine o centinaia di morti e ci festeggiano con raffiche di mitra. Basta ciucciare i francobolli all’acido, per favore. Ma cosa vogliono in definitiva? imporci Allah e la Sharjia, bazzecole, sostanzialmente.

  5. Manca un riferimento a Bergoglio, salvato in etremis da un zatterotto libico in quanto rispettoso del Profeta e per aver abbattuto le inutili mura vaticane e castel s.angelo! Previsto, dopo traversata deserto, arrivo nel Senegal con elemosiniere elettricista, tipo “non si sa mai ” !

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