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Viva internet che tiene memoria delle bufale dei gretini

Internet è una cosa meravigliosa. Grazie a internet, il monito «potete ingannare tutti per qualche tempo, forse qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre» diventa realtà operativa. Con internet tutte le biblioteche del mondo sono a portata di un semplice click. E potete controllare se v’hanno ingannato e, di conseguenza, se stanno continuando a farlo.

Per esempio, i soloni della Ue, vi stanno ripetendo che, in ordine al riscaldamento globale, «bisogna agire in fretta» e che «non c’è più tempo». We don’t have time è lo slogan dei Gretini. Sarà vero? Sarà falso? Boh. Però, grazie alla banca-dati di internet che – a differenza di noi – nulla dimentica, scopriamo che nel 1989 ci dicevano già che c’era pochissimo tempo: l’Onu prevedeva che intere nazioni sarebbero state cancellate dalla faccia della Terra dalle inondazioni conseguenti all’aumento del livello dei mari se non si sarebbe agito entro 10 anni. Le stime «scientifiche» più caute garantivano che la temperatura del pianeta sarebbe stata fino a 7 gradi più elevata dopo 30 anni. Leggete qua.

I 10 anni sono passati da 20 anni, e potete decidere da soli, senza l’aiuto d’internet, se un sesto del Bangladesh e/o un quinto dell’Egitto sono scomparsi affogati, come dissero trent’anni fa. Se invece volete controllare se la temperatura è aumentata di qualcosa comparabile coi 7 gradi annunciati, internet è preziosissimo: qui potete scoprire che nei trent’anni 1989-2019 la temperatura media globale è aumentata di mezzo grado. Dieci volte di meno di quanto allarmarono 30 anni fa.

La nostra memoria è corta. Tutti rammentiamo che Al Gore prese il premio Nobel per la Pace sulla faccenda del clima, ma non sappiamo esattamente perché. Certo non per aver avvertito il mondo intero che d’inverno fa freddo e d’estate caldo. Sennò anche io voglio il Nobel. No, nel 2007 Al Gore avvertiva tutti che entro 7 anni il Polo Nord si sarebbe sciolto. Completamente. In soli 7 anni. Abbiamo tutti dimenticato questo particolare. Ma la memoria d’internet è infinita e le parole di Al Gore  – The North Polar ice cap could be completely gone in less than 22 years, and a new study warns it could happen in as little as 7 years. Seven years from now. – potete leggerle qui (13mo capoverso).

Non mancherà tra voi lettori il genio pronto a precisare che Al Gore aveva usato il condizionale. Ma secondo voi, se io avverto il mondo intero che fra 7 anni la Luna potrebbe cadere sulla Terra, mi daranno il Nobel?

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6 Commenti

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  1. Da secoli viviamo di bufale, da Zoroastro a Gesu che prediceva la fine nella seguente generazione per cui nacque il monache simo in cui molti entrarono a soffrire le austeritá dei monasteri aspettando la felicitá eterna. Anche il grande monaco Columbanus trattava i suoi seguaci a frustate, bastava lasciarsi scappare l’aggetivo mio o miei., Poi venne la illusione dell’anno mille e poi gli illusi dissero mille e poi mille. Tutto si basa sulla propagazione della paura, che ha generato massacri e distruzioni, ed oggi esiste nella mente di una giovane ignorante che soffre del sintoma di di Asperger, lei stessa ammise che cominció ad aver paure all¡etá di nove anni. Ma che si possa far tanta leva sulla gente con questa parola é dimostrato dalla storia.

  2. l’economia delle emozioni, così si può definire lo sviluppo economico propagandato dall’asinistra ecogretina.
    A dire una scemenza e, grazie ad internet, diffonderla nel mondo intero è facile quanto bere un bicchier d’acqua, confutare quelle scemenza è molto più arduo, non solo perchè bisogna avere dati e fatti alla mano (e ci vuole tempo per raccoglierli), ma anche perchè si tratta di usare la ragione, la logica ed il metodo scientifico contro le emozioni suscitate dalla bufala.
    Battaglia ringrazia internet perchè tiene memoria, ma dimentica che proprio grazie ad internet le cazzate ambientaliste sono state esponenzialmente diffuse, complice la stampa ed i mass media in cerca di sensazionalismo emotivo piuttosto che di verità fattuali.
    Internet è una gran cosa, ma averlo reso pubblico e dato in pasto a chiunque è stata la più tragica e maldestra operazione commerciale: vengono diffuse le notizie che più raccolgono emozioni e non verità. Il web doveva rimanere relegato nei laboratori scientifici, come quello del Cern dove fu inventato, solo in quegli ambienti ha un significato di progresso ed utilità; averlo donato a private aziende interessate ai “mi piace” è stato un disastro che solo un impatto meteorico può eguagliare.
    E la scienza sta perdendo credibilità, sta assecondando le emozioni ed è più interessata al “pubblicazionismo sensazionalistico” che alla ricerca ed alla verifica delle teorie, interessata a soddisfare ideologie per ottenere finanziamenti, seguire mode per vedere pubblicato un articolo su una rivista.
    Internet… nu cess’ chien’ e merd’

  3. Purtroppo la setta dei fanatici ambientalisti che ha inanellato nei decenni solo catastrofiche previsioni sempre smentite, si adegua all’aforisma del “calunniate, calunniate, qualcosa resterà”. E quello che resta è il sentimento irrazionale e diffuso di una catastrofe climatica comunque sempre incombente, un mito in cui l’umanità dovrà essere punita a causa del suo nuovo peccato originale: l’offesa non più a dio ma alla divinità di una natura immaginata sempre provvida e benevolente. E come sappiamo la forza del mito è spesso assai più potente di ogni evidenza.

  4. Siete di un astuzzia che riesce a scorgere anche una lettrice dilettante come me. E sia Prof. Battaglia dopo questa cronologica ed attenta contestazione, sino al prossimo articolo, per pura fede calcistica e simpatia “sposo” la sua tesi scientifica che si avvale di documenti ad alto contenuto sccientifico per dimostrarne l’inconfutabilità:- Ma che mi tocca leggere da un docente di fisica e chimica? Una nuova produzione giornalistico scientifica, la scienza ha una nuova tecnica per dimostrare la ragionevolezza ed esattezza, appellarsi al GOSSIP scientifico:D

  5. Ho paura che tutte queste teorie, regolarmente smentite dai fatti ma paradossalmente sempre attuali, facciano leva sul senso di onnipotenza di certi scienziati (possiamo fare tutto quello che ci proponiamo, anche modificare il clima a nostro piacimento) e sulla colpa primordiale delle masse (è tutto colpa nostra, se piove, se fa caldo, se fa freddo, se nevica, se grandina). Ed i furbi ci marciano.

  6. Per fortuna questi grandi scienziati fanno delle previsioni basate su modelli e teorie personalizzate che la terra con il proprio potere di adattamento smentisce regolarmente. Sino a quando CINA INDIA e tanti paesi africani in via di sviluppo non si daranno una vera regolata le cose peggioreranno inesorabilmente.

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