<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Biblioteca liberale</title>
	<atom:link href="https://www.nicolaporro.it/biblioteca-liberale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nicolaporro.it/biblioteca-liberale/</link>
	<description>Il giornale di Nicola Porro</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Jul 2026 15:20:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Il sacrificio di Yoni Netanyahu e la lezione di Israele</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/yoni-netanyahu-e-la-liberta-oltre-le-parole-vuote/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/yoni-netanyahu-e-la-liberta-oltre-le-parole-vuote/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 19:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Yonathan Netanyahu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=329346</guid>

					<description><![CDATA[<p>Noi europei abbiamo trasformato la pace in una posa morale. Ci piace pensare che il male si sciolga con i comunicati, i minuti di silenzio, le conferenze</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/yoni-netanyahu-e-la-liberta-oltre-le-parole-vuote/">Il sacrificio di Yoni Netanyahu e la lezione di Israele</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinquant’anni fa, <strong>la notte tra il 3 e il 4 luglio 1976,</strong> un commando d’élite delle forze armate israeliane, guidato da un giovanissimo tenente colonnello, arrivò nell’aeroporto ugandese della città di Entebbe per liberare più di cento ostaggi ebrei e israeliani tenuti ostaggio di terroristi palestinesi e tedeschi dopo che avevano dirottato un aereo.</p>
<p><strong>L’operazione fu uno straordinario successo</strong>, praticamente tutti gli ostaggi vennero liberati. L’unico caduto militare di quell’operazione per parte israeliana fu il suo comandante, appena trentenne, Yonathan Netanyahu. Quell’operazione fu subito celebrata come un successo senza precedenti, e il suo giovane comandate caduto come un eroe in tutta Israele.</p>
<p>Così, il fratello più giovane, e attuale primo ministro, <strong>Benjamin Netanyahu,</strong> e i genitori decisero di raccogliere in un libro lettere che Yoni scrisse dai diciassette anni fino a pochi giorni prima della morte ai due fratelli, Bibi e Iddo, ai genitori, agli amici e alle donne della sua vita.</p>
<p>Ecco cosa è questo libro straordinario, <strong>Lettere di Yonathan Netanyahu,</strong> che Liberilibri ripubblica a cinquant’anni dalla morte del suo autore. È qualcosa di molto più interessante del diario di un soldato. C’è un ragazzo <strong>colto, intelligente,</strong> ammesso ad Harvard, che avrebbe potuto costruirsi una vita splendida, comoda, americana.</p>
<p>E invece decide di tornare in Israele.<strong> Non perché ami la guerra</strong>, ma perché capisce che la libertà, quando non la difendi, diventa una parola da salotto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.liberilibri.it/catalogo/lettere-n/?fbclid=IwY2xjawSZXa5leHRuA2FlbQIxMABicmlkETFCTm0ydVRDWDNzcEFTMHFHc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHssqo6xurFDVk8KFSLEJm7VQ6rKI88xvWiRy1VH292OVGEMAIzZw3tYkEIGK_aem_2FQ05IHBTdUBNJcx8hpBAA" target="_blank" rel="noopener">clicca qui per acquistare il libro</a></p>
<p>Questa è la parte che <strong>dà fastidio a tanti occidentali.</strong> Noi europei abbiamo trasformato la pace in una posa morale. Ci piace pensare che il male si sciolga con i comunicati, i minuti di silenzio, le conferenze. Israele, invece, vive dalla sua nascita dentro una verità elementare: il male, quando viene a prenderti, non lo convinci a un tavolo. Lo fermi. E per fermarlo servono uomini, armi, decisioni, responsabilità.</p>
<p>Serve ciò che la nostra civiltà stanca preferisce chiamare «militarismo», perché non ha più il coraggio di chiamarlo difesa. La lettura di questo libro pone <strong>un grande interrogativo politico.</strong> Che cosa siamo disposti a fare per difendere ciò che diciamo di amare? Libertà, tolleranza, identità, civiltà occidentale, parole magnifiche, ma fragili.</p>
<p>Non si reggono da sole. <strong>I valori non stanno in piedi se non si è disposti a sacrificarsi</strong> per farlo. Israele ce lo sbatte in faccia ogni giorno. Per questo in occidente è tanto detestato.</p>
<p>Vedete, criticare il primo ministro Benjamin Netanyahu, è più che legittimo, come sempre in ogni sistema democratico. Ma chi pensa che dopo «Bibi» <strong>Israele smetterà di essere Israele</strong>, ossia di fare ciò che deve per difendersi, non ha capito nulla. Israele non è un capriccio elettorale.</p>
<p>Nicola Porro, 28 giugno 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/yoni-netanyahu-e-la-liberta-oltre-le-parole-vuote/">Il sacrificio di Yoni Netanyahu e la lezione di Israele</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/yoni-netanyahu-e-la-liberta-oltre-le-parole-vuote/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le lettere segrete di Yonathan Netanyahu</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/le-lettere-segrete-di-yonathan-netanyahu/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/le-lettere-segrete-di-yonathan-netanyahu/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[Yonathan Netanyahu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=326361</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’involontario romanzo di formazione di un uomo moderno dalla vita eroica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/le-lettere-segrete-di-yonathan-netanyahu/">Le lettere segrete di Yonathan Netanyahu</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le lettere di Yonathan Netanyahu,</strong> scritte tra il 1963 e il 1976, sono un involontario romanzo di formazione. Brillante tenente colonnello israeliano, morto in azione ad appena trent’anni, nella corrispondenza con i familiari, gli amici e le donne della sua vita, Yonathan traccia la drammatica parabola di un ragazzo che si fa uomo in uno dei luoghi più difficili del mondo.</p>
<p>Giovane studente ammesso ad Harvard, decide di tornare nel suo Paese, di rimanere nell’esercito e combattere per il suo ideale: <strong>la sopravvivenza di Israele.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.liberilibri.it/catalogo/lettere-n/?fbclid=IwY2xjawSZXa5leHRuA2FlbQIxMABicmlkETFCTm0ydVRDWDNzcEFTMHFHc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHssqo6xurFDVk8KFSLEJm7VQ6rKI88xvWiRy1VH292OVGEMAIzZw3tYkEIGK_aem_2FQ05IHBTdUBNJcx8hpBAA" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per acquistare il libro clicca qui</strong></a></p>
<p>Queste pagine raccontano la sua breve e intensissima esistenza, nel corso della quale combatterà la Guerra dei sei giorni e quella dello Yom Kippur, ma in realtà vivendo in una situazione di guerra permanente. <strong>Le lettere sono una testimonianza storica eccezionale,</strong> lirica, potente e di straordinaria bellezza, che ci restituisce l’autentica dimensione eroica che abita l’uomo.</p>
<p>Michele Silenzi, 16 giugno 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1984650192417687%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/le-lettere-segrete-di-yonathan-netanyahu/">Le lettere segrete di Yonathan Netanyahu</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/le-lettere-segrete-di-yonathan-netanyahu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>21</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;antirazzismo come terrore</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/lantirazzsimo-come-terrore/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/lantirazzsimo-come-terrore/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 14:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Millet]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=326617</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una nuova ideologia che impone una visione del mondo senza popoli e senza identità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/lantirazzsimo-come-terrore/">L&#8217;antirazzismo come terrore</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla prossima fiera <strong>«Più libri più liberi» di Roma,</strong> per vendere libri, non basterà più pagare uno stand ed esporre i propri prodotti, bisognerà produrre il certificato dell’anima: <strong>la dichiarazione di antifascismo.</strong> Una sorta di modulo della purezza creato dagli ennesimi sacerdoti del Bene, che invece di occuparsi di organizzare bene una manifestazione e di aiutare gli editori a vendere libri, vogliono dell’eresia, della libertà di leggere anche ciò che ci irrita, si trasforma in una dogana ideologica dove si controlla se l’editore è abbastanza buono per esporre libri</p>
<p>In questa miseria burocratica torna alla mente <strong>Richard Millet.</strong> Non un matto della rete, non un agitatore da talk show, ma uno dei grandi scrittori francesi contemporanei e, soprattutto, un formidabile editor della Gallimard, chiamato persino «fabbrica dei Goncourt» per la capacità di selezionare romanzi vincitori del più importante premio letterario francese. Poi, però, questo gigante del mondo delle lettere ha scritto quello che non si doveva scrivere. Ha toccato immigrazione, identità, decadenza europea, multiculturalismo, industria culturale. E l’ha fatto «da destra».</p>
<p>E allora <strong>il mondo letterario francese l’ha espulso,</strong> l’ha cancellato dal proprio ambiente. Liberilibri ha pubblicato due testi di questo uomo libero: L’antirazzismo come terrore letterario e Lingua fantasma. Entrambi hanno contribuito in maniera decisiva a ostracizzarlo dal mondo che tanto l’aveva coccolato. E perché mai? Il motivo è semplice, in quei libri, tosti e radicali, su cui certo si può non essere d’accordo, diceva cose che a quel mondo non piaceva.</p>
<p>Eppure quei libri di Millet, indipendentemente dal fatto che li si condividesse o meno, avevano visto prima degli altri <strong>la metamorfosi del Bene in apparato di controllo.</strong> Avevano capito che parole apparentemente incontestabili – antirazzismo, antifascismo, inclusione, diversità – possono diventare strumenti di esclusione, manganelli lessicali.</p>
<p>Millet fu trattato come un appestato perché aveva osato dire che <strong>la letteratura non deve diventare un reparto dell’umanitarismo</strong> ufficiale. Oggi una fiera del libro pretende di sapere se un editore ha l’anima in regola, secondo non si sa quale criterio stabilito da quale autorità morale, per poter esporre i propri libri e far conoscere le proprie idee.</p>
<p>Allora, i libri di Millet non parlavano solo della Francia. P<strong>arlavano di noi, dell’ambiente culturale di questo Paese</strong> che non crede nella libertà, che è prigioniero di insopportabili circoletti autoriferiti, che occupa questi spazi miserabili di potere organizzativo con la stessa pervicacia e ideologismo di un Minculpop fuori tempo massimo. Come altro potrebbe definirsi un «mondo culturale» che non vuole più libri provocatori, anche estremi, ma con cui discutere e confrontarsi anche duramente, ma solamente editori che esibiscano il loro certificato di bontà? Questi non vogliono idee vive, ma coscienze timbrate con le parole da loro scelte.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 14 giugno 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/lantirazzsimo-come-terrore/">L&#8217;antirazzismo come terrore</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/lantirazzsimo-come-terrore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché non dobbiamo temere l&#8217;intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/perche-non-dobbiamo-temere-lintelligenza-artificiale/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/perche-non-dobbiamo-temere-lintelligenza-artificiale/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 14:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=325030</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una frase attraversa La società degli scambi (Ibl libri) di Johnson, Lusch e Schmidtz come un filo rosso: ogni volta che nasce qualcosa di nuovo, qualcuno annuncia la fine del mondo. È successo con le macchine agricole, con l&#8217;automobile, con il computer. E oggi succede con l&#8217;Intelligenza artificiale. Cambiano gli strumenti, non cambia la paura. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/perche-non-dobbiamo-temere-lintelligenza-artificiale/">Perché non dobbiamo temere l&#8217;intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una frase attraversa <em>La società degli scambi</em> (Ibl libri) di <strong>Johnson, Lusch e Schmidtz</strong> come un filo rosso: ogni volta che nasce qualcosa di nuovo, qualcuno annuncia la fine del mondo. È successo con le macchine agricole, con l&#8217;automobile, con il computer. <strong>E oggi succede con l&#8217;Intelligenza artificiale</strong>. Cambiano gli strumenti, non cambia la paura. Il capitolo dedicato alla «distruzione creatrice» riprende la celebre intuizione di Joseph Schumpeter: il capitalismo non è un sistema statico, ma una rivoluzione permanente. L&#8217;innovazione non si limita ad aggiungere qualcosa al mondo esistente; spesso lo travolge. Elimina attività, rende obsolete professioni, spazza via imprese che fino al giorno prima sembravano inattaccabili. <strong>È il lato duro del progresso</strong>. Ma è anche il motivo per cui le società prosperano.</p>
<p>Gli autori raccontano un meccanismo che la politica e il dibattito pubblico tendono sistematicamente a ignorare. Quando un settore entra in crisi, i perdenti sono immediatamente visibili. Quando nasce un settore nuovo, i vincitori ancora non esistono. E così i primi finiscono sui giornali, i secondi no. Tutti piangono i produttori di frustini quando arrivano le automobili; nessuno racconta i meccanici, i gommisti, i costruttori di strade, gli assicuratori e i concessionari che nasceranno grazie a quelle stesse automobili.</p>
<p><strong>È il grande errore di prospettiva</strong> che vediamo ancora oggi. Quando una fabbrica automatizza, si contano i posti persi. Molto più difficile contare quelli che verranno creati nella progettazione, nella manutenzione, nel software, nella logistica. Gli autori chiamano questi effetti «vantaggi invisibili». Ed è una definizione perfetta. Perché la politica vive di ciò che si vede, mentre l&#8217;economia produce spesso risultati che si vedranno soltanto domani. L&#8217;esempio dell&#8217;automobile è particolarmente efficace. A prima vista sostituisce il cavallo e distrugge un intero ecosistema economico. Ma subito dopo genera industrie completamente nuove: pneumatici, carburanti, officine, infrastrutture, assicurazioni, finanza. Persino il modo di abitare cambia. Nascono le periferie moderne, aumenta la mobilità, <strong>si amplia la libertà individuale</strong>. Il punto non è che nessuno perde. Il punto è che la società nel suo complesso guadagna.</p>
<p>Ed è qui che emerge una delle lezioni più interessanti del libro. <strong>L&#8217;imprenditore non è un semplice uomo d&#8217;affari</strong>. È il soggetto che si assume il rischio di rompere l&#8217;equilibrio esistente. È colui che investe senza garanzie, sapendo che il suo successo sarà temporaneo perché qualcun altro, prima o poi, inventerà qualcosa di migliore. In un&#8217;epoca in cui l&#8217;imprenditore viene spesso descritto come un privilegiato da tassare o un sospetto da sorvegliare, questa è una salutare boccata d&#8217;aria fresca.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 7 giugno 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/perche-non-dobbiamo-temere-lintelligenza-artificiale/">Perché non dobbiamo temere l&#8217;intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/perche-non-dobbiamo-temere-lintelligenza-artificiale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fusione nucleare, una storia di fake news</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/fusione-nucleare-una-storia-di-fake-news/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/fusione-nucleare-una-storia-di-fake-news/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 14:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[fusione nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=323508</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Sole perduto. La grande illusione della fusione nucleare (Bietti) di Sergio Bartalucci, fisico nucleare in importanti istituti di ricerca all&#8217;estero (Svizzera, Germania, Usa) e in Italia, affronta la ormai pluridecennale questione della realizzazione di questa nuova tecnica, da tutti attesa, quale fonte primaria di energia. L&#8217;autore prende parte da una celebre risposta che Lev [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/fusione-nucleare-una-storia-di-fake-news/">Fusione nucleare, una storia di fake news</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Sole perduto. La grande illusione della fusione nucleare</em> (Bietti) di <strong>Sergio Bartalucci</strong>, fisico nucleare in importanti istituti di ricerca all&#8217;estero (Svizzera, Germania, Usa) e in Italia, affronta la ormai pluridecennale questione della realizzazione di questa nuova tecnica, da tutti attesa, quale fonte primaria di energia. L&#8217;autore prende parte da una celebre risposta che Lev Arcimovic, direttore del programma sovietico sulla fusione nucleare, dette alla domanda, postagli negli anni &#8217;60, su quando sarebbe arrivato il primo reattore a fusione: «Quando l&#8217;umanità ne avrà davvero bisogno», disse. Oggi, in piena crisi energetica globale, la domanda torna attuale, ma con un dubbio più urgente: riusciremo a ottenere questa tecnologia in tempo?</p>
<p>Nel libro si descrivono in modo chiaro e realistico i tentativi di produrre sulla Terra la fusione nucleare su grande scala. L&#8217;autore combina un approccio storico ripercorrendo tappe, esperimenti e risultati con uno tecnico-scientifico, e lo fa senza troppi tecnicismi; anzi, con stile discorsivo,<strong> illumina il lettore sui principi fisici che governano l&#8217;uso della fusione nucleare</strong> quale fonte d&#8217;energia. Si smentiscono i tanti luoghi comuni che leggiamo sui media, e poi echeggiati dai politici di turno, spesso digiuni dell&#8217;argomento. Già parlare di «riprodurre sulla Terra l&#8217;energia delle stelle» è un&#8217;inesattezza, perché la reazione che vorremmo realizzare è proprio quella che non avviene nelle stelle, dove peraltro uno dei due componenti del combustibile usato per la fusione in laboratorio, il trizio, sulle stelle neanche esiste, né esiste altrove in Natura: va creato appositamente, cosicché non può nemmeno essere considerato una fonte di energia.</p>
<p><strong>Altro mito è quello che vuole «pulita» l&#8217;energia da fusione</strong>, in contrapposizione alla fissione nucleare, detta «sporca», perché produce le famigerate scorie: anche i materiali dei reattori da fusione vengono radio-attivati e devono essere trattati opportunamente. Nulla di grave, in linea di principio, ma quanto basta per attivare anche gli ambientalisti e i Signor-no di professione. La storia della fusione è ricca di fallimenti (tanti) e successi (pochi), e il libro li illustra con dovizia di particolari, che testimoniano l&#8217;interesse di tanti politici famosi e non, da Stalin a Perón, fino ai nostrani Cinque stelle che, con non senza ignoranza, tifano per la «fusione fredda», che pur colossale granchio, inspiegabilmente sopravvive come sogno tenacemente alimentato da scienziati, non sempre affidabili ma comunque abili nel venderlo.<br />
Parlando di fusione vera, come di scienza in generale, bisogna guardare ai fatti e solo a quelli, perché si possono ingannare gli uomini, ma non la Natura, precisa Bartalucci, che si propone di fornire una rappresentazione oggettiva e scevra da contaminazioni ideologiche dei fatti.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 31 maggio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/fusione-nucleare-una-storia-di-fake-news/">Fusione nucleare, una storia di fake news</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/fusione-nucleare-una-storia-di-fake-news/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>15</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio Occidente: perché il nostro modello di civiltà sta crollando miseramente</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/addio-occidente-perche-il-nostro-modello-di-civilta-sta-crollando-miseramente/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/addio-occidente-perche-il-nostro-modello-di-civilta-sta-crollando-miseramente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Russell R. Reno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=322205</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alla fine della Seconda guerra mondiale, dopo quegli indicibili orrori, l&#8217;Occidente capì che bisognava costruire un nuovo ordine, capace di impedire il ritorno delle ideologie assassine e delle guerre totali. Da lì nasce il mondo in cui abbiamo vissuto per ottant&#8217;anni fatto di pace, commercio, libertà, mercati aperti, democrazia, diritti, benessere. E diciamolo, questo ordine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/addio-occidente-perche-il-nostro-modello-di-civilta-sta-crollando-miseramente/">Addio Occidente: perché il nostro modello di civiltà sta crollando miseramente</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine della Seconda guerra mondiale, dopo quegli indicibili orrori, l&#8217;Occidente capì che bisognava<strong> costruire un nuovo ordine,</strong> capace di impedire il ritorno delle ideologie assassine e delle guerre totali. Da lì nasce il mondo in cui abbiamo vissuto per ottant&#8217;anni fatto di pace, commercio, libertà, mercati aperti, democrazia, diritti, benessere. E diciamolo, questo ordine ha funzionato creando la civiltà più libera, più ricca, più prospera e più capace di migliorare la vita degli uomini che sia mai esistita.</p>
<p>L&#8217;Occidente ha prodotto sviluppo, scienza, tecnologia, impresa, ricchezza diffusa, mobilità sociale, per sé e per la stragrande maggioranza del mondo togliendo dalla miseria masse enormi di persone. E questo è il primo punto che va sempre ricordato, ossia che<strong> l&#8217;Occidente non è perfetto, ma non c&#8217;è niente di meglio.</strong> Ora, però, tutto ciò sembra essersi spezzato.</p>
<p>Ed è questo l&#8217;oggetto del <strong>gran libro di Russell R. Reno</strong>, Il ritorno degli dèi forti (Liberilibri). Reno chiama questo ordine «consenso postbellico», incentrato sull&#8217;idea che il mondo, giustamente, dovesse essere aperto: nei commerci, nelle idee, nei confini, nelle culture. Il problema è che, a un certo punto, «l&#8217;apertura» è diventata una specie di dogma.</p>
<p>L&#8217;Occidente ha cominciato a <strong>diffidare di ogni verità forte,</strong> di ogni appartenenza. E questo relativismo, questa totale liquidità di ogni valore e di ogni verità sono diventate il nuovo dogmatismo. Pensate a tutti gli slogan anti- che sono diventati le pietre angolari della nostra società corretta. Se non ti dichiari di continuo anti-fascista, anti-razzista, anti-omofobo, etc. istantaneamente diventi una specie di mostro morale.</p>
<p>Gli <strong>«dèi forti»</strong> del titolo di Reno non sono qualcosa di strano, ma sono, in realtà, la cosa più importante, ossia quei valori che sono in grado di reggere, di fondare, di dare senso a una civiltà. Reno sembra dirci che quella che oggi viene chiamata destra, se vuole essere all&#8217;altezza della sfida di questa epoca, deve tenere insieme due cose.</p>
<p>Da una parte <strong>il conservatorismo,</strong> perché senza radici, senza continuità, senza istituzioni, senza appartenenza, una società si disfa. Dall&#8217;altra <strong>il liberalismo</strong>, perché senza libertà economica, iniziativa individuale, proprietà, impresa e mercato, una società si impoverisce e si spegne. Gli dèi forti servono a tenere insieme la casa. Il mercato serve a renderla libera, ricca, dinamica. Questi due aspetti non possono essere separati, perché ciascuno da solo non basta a se stesso, mentre insieme costituiscono l&#8217;architrave della forza dell&#8217;Occidente.</p>
<p>Nicola Porro, 25 maggio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/addio-occidente-perche-il-nostro-modello-di-civilta-sta-crollando-miseramente/">Addio Occidente: perché il nostro modello di civiltà sta crollando miseramente</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/addio-occidente-perche-il-nostro-modello-di-civilta-sta-crollando-miseramente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La verità dietro le esagerazioni della Flotilla</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-verita-dietro-le-esagerazioni-della-flotilla/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/la-verita-dietro-le-esagerazioni-della-flotilla/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Silenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 18:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Global Sumud Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=321650</guid>

					<description><![CDATA[<p>La missione della Global Sumud non serviva a portare aiuti a Gaza. L'obiettivo era essere fermati per accusare Israele di essere il male. Ma c'è un libro per capire tutto questo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-verita-dietro-le-esagerazioni-della-flotilla/">La verità dietro le esagerazioni della Flotilla</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F2223505541719505%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L&#8217;ennesima Flotilla è stata fermata e al netto del pessimo<strong> Ben Gvir</strong>, stigmatizzato anche dal governo israeliano, sul caso della <strong>Global Sumud</strong> bisogna dire le cose come stanno. E per capire la verità dietro una missione inutile (per Gaza), ma ottima per chi vuole farsi pubblicità, bisogna leggere un libro. <a href="https://www.liberilibri.it/catalogo/maledetto-israele/?srsltid=AfmBOoom5WuXMtlfpCinRs6NWOYNTmZj5k_r5p3PrZ6n5WHLbrJP7Aet" target="_blank" rel="noopener">Questo</a>.</p>
<p>Michele Silenzi, 21 maggio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-verita-dietro-le-esagerazioni-della-flotilla/">La verità dietro le esagerazioni della Flotilla</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/la-verita-dietro-le-esagerazioni-della-flotilla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>32</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per salvare l’Occidente meglio allearsi con la Silicon Valley</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/per-salvare-loccidente-meglio-allearsi-con-la-silicon-valley/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/per-salvare-loccidente-meglio-allearsi-con-la-silicon-valley/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 15:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[silicon valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=320591</guid>

					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un passaggio nel libro di Alexander C. Karp (fondatore di Palantir) e Nicholas W. Zamiska La Repubblica tecnologica (Silvio Berlusconi editore), che colpisce più di altri: l&#8217;idea che l&#8217;Occidente non stia semplicemente vivendo una rivoluzione tecnologica, ma una vera redistribuzione del potere. E il potere, oggi, non passa più soltanto dagli Stati, gli eserciti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/per-salvare-loccidente-meglio-allearsi-con-la-silicon-valley/">Per salvare l’Occidente meglio allearsi con la Silicon Valley</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un passaggio nel libro di Alexander C. Karp (fondatore di Palantir) e Nicholas W. Zamiska <em>La Repubblica tecnologica</em> (Silvio Berlusconi editore), che colpisce più di altri: l&#8217;idea che l&#8217;Occidente non stia semplicemente vivendo una rivoluzione tecnologica, ma una vera redistribuzione del potere. E il potere, oggi, non passa più soltanto dagli Stati, gli eserciti o le banche centrali. Passa da: algoritmi, dati, server, intelligenza artificiale. Insomma: dalla <strong>Silicon Valley</strong>. Il libro, che come sottitolo ha «Come l&#8217;alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell&#8217;Occidente», è quasi un manifesto politico. A tratti persino ideologico. Ma proprio per questo interessante. Gli autori partono da <strong>una critica feroce alle élite occidentali</strong>, accusate di aver abdicato alla propria funzione strategica. Per anni, spiegano, l&#8217;Occidente si è illuso che la tecnologia fosse neutrale: un insieme di strumenti utili a migliorare la vita delle persone e a far crescere il Pil.</p>
<p>Nel frattempo, però, Cina e altre autocrazie hanno capito che la tecnologia è soprattutto potere geopolitico. Da qui nasce la tesi centrale: le grandi aziende tecnologiche americane non possono più limitarsi a vendere pubblicità o social network. Devono diventare parte integrante della difesa dell&#8217;Occidente. Una sorta di alleanza permanente tra democrazie liberali e innovazione privata. Karp difende apertamente il ruolo di aziende come Palantir nella sicurezza, nell&#8217;intelligence, nel controllo dei dati. E qui il libro diventa provocatorio. Perché mette in discussione molti dogmi progressisti della Silicon Valley:<strong> l&#8217;idea della neutralità morale della tecnologia</strong>, il rifiuto della collaborazione con i governi, la fuga dalle responsabilità geopolitiche. Secondo gli autori, l&#8217;Occidente rischia di perdere la sfida del XXI secolo non per mancanza di denaro o di innovazione, ma per assenza di volontà politica.</p>
<p><strong>Tradotto: abbiamo i cervelli, ma non abbiamo più il coraggio.</strong> Il tono è diretto, spesso aggressivo. Interessante anche il sottotesto culturale: Karp accusa una parte delle università e delle élite occidentali di aver perso fiducia nella civiltà liberale. E sostiene che senza una nuova identità comune l&#8217;Occidente non riuscirà nemmeno a usare bene le proprie innovazioni. Naturalmente il libro ha anche i suoi limiti. In alcuni passaggi l&#8217;entusiasmo per la collaborazione tra Big Tech e apparati statali rischia di far venire qualche brivido. Perché il confine tra sicurezza e sorveglianza è sottile. E perché affidare troppo potere a poche aziende private non è mai privo di rischi. O meglio: è solo la più sfrenata concorrenza che ci può tutelare dalla rendita di posizione degli oligopoli privati. Ma il merito del volume è proprio questo: costringe il lettore a uscire dalle banalità. Qui non si parla di app, smartphone o gadget.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/per-salvare-loccidente-meglio-allearsi-con-la-silicon-valley/">Per salvare l’Occidente meglio allearsi con la Silicon Valley</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/per-salvare-loccidente-meglio-allearsi-con-la-silicon-valley/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché l’Occidente cerca di nuovo identità e appartenenza</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/perche-loccidente-cerca-di-nuovo-identita-e-appartenenza/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/perche-loccidente-cerca-di-nuovo-identita-e-appartenenza/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:14:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[Russell R. Reno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=319447</guid>

					<description><![CDATA[<p>Michele Silenzi racconta il primo libro di Russell R. Reno</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/perche-loccidente-cerca-di-nuovo-identita-e-appartenenza/">Perché l’Occidente cerca di nuovo identità e appartenenza</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="gs">
<div class=" ">
<div id=":26i" class="ii gt">
<div id=":261" class="a3s aiL ">
<div id="avWBGd-415">
<div class="gmail_quote">
<div dir="ltr">
<div>
<p>Dopo decenni di stabilità, crescita e relativa armonia, l’ordine nato dalle macerie della Seconda guerra mondiale mostra oggi segni sempre più evidenti di crisi. <strong>Russell R. Reno</strong> propone una lettura di questa trasformazione individuandone le cause proprio nei presupposti che hanno reso possibile il successo del <strong>“consenso postbellico”.</strong> Fondato sull’apertura dei mercati, sulla circolazione delle idee e su una progressiva relativizzazione delle verità forti, quel modello ha garantito pace e prosperità senza precedenti, ma al prezzo di un indebolimento dei riferimenti morali e simbolici condivisi.</p>
<p>Oggi riemerge con forza il bisogno umano di appartenenza, identità e significato. Le tensioni politiche e culturali degli ultimi anni non sono, secondo Reno, semplici deviazioni o involuzioni, ma il segnale di una domanda più profonda: quella di “dèi forti”, ossia di valori capaci di orientare la vita individuale e collettiva.</p>
<p>Mentre si preoccupano di<strong> un improbabile regresso verso l’autoritarismo</strong>, le nostre società si stanno dissolvendo. L’uomo, però, non tollererà indefinitamente una tale dissoluzione. Desidera ardentemente far parte di qualcosa che dia senso alla sua vita. Gli déi forti ricompariranno, avverte Reno, in una forma o nell’altra. Il nostro compito è prestare attenzione a quelli che ispirano il meglio delle nostre tradizioni. Altrimenti, inviteremo gli déi più oscuri, il cui ritorno la società aperta intendeva impedire.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div id="avWBGd-416" class="WhmR8e" data-hash="0"></div>
</div>
</div>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1737786847601106%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Liberilibri, 17 maggio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/perche-loccidente-cerca-di-nuovo-identita-e-appartenenza/">Perché l’Occidente cerca di nuovo identità e appartenenza</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/perche-loccidente-cerca-di-nuovo-identita-e-appartenenza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Distrutto da un’indagine infinita: la vita spezzata di un innocente</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/distrutto-da-unindagine-infinita-la-vita-spezzata-di-un-innocente/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/distrutto-da-unindagine-infinita-la-vita-spezzata-di-un-innocente/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Silenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Esposito]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=317387</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un libro per capire come stampa e magistratura possono rovinare la vita di un cittadino tra intercettazioni illegali, gogna mediatica e verità negate</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/distrutto-da-unindagine-infinita-la-vita-spezzata-di-un-innocente/">Distrutto da un’indagine infinita: la vita spezzata di un innocente</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F26535950892729580%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Sette anni sotto indagine. Accuse gravissime. <strong>Una vita sospesa.</strong> Questa non è la storia di un potente caduto in disgrazia, ma di un cittadino qualunque travolto da un ingranaggio più grande di lui. Un’indagine infinita, centinaia di intercettazioni illegali, una gogna mediatica che divora reputazione, lavoro, famiglia, dignità, sotto il peso di una condanna che arriva prima ancora di qualsiasi processo.</p>
<p>Nel libro parla in prima persona la vittima di questo tritacarne mediatico-giudiziario,<strong> l’ex senatore Stefano Esposito</strong>, ma anche chi ha vissuto quel calvario accanto a lui: un figlio costretto a vedere il padre trasformato in un mostro sui giornali; un amico, Giulio Muttoni, schiacciato da anni di inchieste e sospetti; un avvocato che ha combattuto contro un’indagine assurda; esponenti della politica (pochi) che hanno reagito a un’ingiustizia plateale.</p>
<p>Come nota <strong>Giuliano Ferrara nella prefazione</strong>, la vicenda Esposito è talmente surreale che rievoca Il processo di <strong>Franz Kafka.</strong> Si è di fronte a «un caso esemplare di errore e orrore giudiziario» che potrebbe accadere a chiunque. E leggerlo fa paura. Proprio per questo è necessario.</p>
<p>Michele Silenzi, 4 maggio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/distrutto-da-unindagine-infinita-la-vita-spezzata-di-un-innocente/">Distrutto da un’indagine infinita: la vita spezzata di un innocente</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/distrutto-da-unindagine-infinita-la-vita-spezzata-di-un-innocente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi sono i veri nemici della libertà</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/chi-sono-i-veri-nemici-della-liberta/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/chi-sono-i-veri-nemici-della-liberta/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 14:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[intellettuali]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Iannello]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=317521</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio ho assistito a un interessante dibattito televisivo tra Corrado Augias, passano gli anni e il suo garbo di esposizione sembra aumentare, e il filosofo Umberto Galimberti: uno che ha sempre l&#8217;aria di quello a cui hanno ammazzato il gatto. Parlavano di cose forti, di Donald Trump, del referendum, ma in un contesto poco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/chi-sono-i-veri-nemici-della-liberta/">Chi sono i veri nemici della libertà</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio ho assistito a un interessante dibattito televisivo tra <strong>Corrado Augias</strong>, passano gli anni e il suo garbo di esposizione sembra aumentare, e il filosofo <strong>Umberto Galimberti</strong>: uno che ha sempre l&#8217;aria di quello a cui hanno ammazzato il gatto. Parlavano di cose forti, di Donald Trump, del referendum, ma in un contesto poco mondano: la tecnica che distrugge l&#8217;uomo, il Noi che ritorna sull&#8217;Io, l&#8217;Illuminismo che non ha mai frequentato i padri fondatori e così via. Sono andato subito a compulsare un prezioso e recente libretto curato da<strong> Nicola Iannello</strong> che si intitola <em>La Libertà e i suoi nemici. Le radici intellettuali dell&#8217;antiliberalismo contemporaneo</em> (IBL-Libri). E lì ho trovato la lampadina che inconsciamente mi si era accesa.</p>
<p>È nell&#8217;incipit di <em>Dialettica dell&#8217;Illuminismo</em> di Adorno e Horkheimer: «La terra interamente illuminata splende all&#8217;insegna di trionfale sventura». «Questo è l&#8217;esito tragico dell&#8217;Illuminismo» secondo la scuola di Francoforte, insiste Sergio Berardinelli. Senza prenderci troppo sul serio e senza prendere troppo sul serio un dibattito televisivo, lì in quel salotto c&#8217;era un pezzo della scuola di Francoforte; ma la prima: quella di inizio Novecento. Certo Galimberti potrebbe saltare sula sedia: uno junghiano, allievo di Jaspers. Resta però intatto quel nodo irrisolto che ci portiamo avanti dall&#8217;inizio del secolo scorso, come nota al succo Berardinelli: la distinzione tra Kultur e Zivilisation. In cui c&#8217;è tutto: <strong>patria, famiglia, individuo, arte e tecnica, tradizione e innovazione</strong>. Ma al cui fondo c&#8217;è lo scontro radicale, tra individuo e collettivo o come direbbe Luigi Einaudi tra cittadino e Stato. La Kultur come spirito di un popolo e come sua identità irriducibile contro la Zivilisation che indica progresso tecnico, commercio, diritto codificato. Siamo ritornati là.</p>
<p>Nel nuovo millennio affrontiamo la tecnologia pensando di sfidarla con una intervista a lei stessa (ci ha provato con effetti ridicoli il Corriere della sera l&#8217;altro giorno, con una intervista di Walter Veltroni a Claude&#8230;). Crediamo che le macchine, quelle dell&#8217;800, come quelle di oggi, siano al servizio di se stesse. Come, anche se diversamente a quelle di ieri, riteniamo che siano coscienti: cioè umani, anzi ultra-umane. Critica ferocissima dunque a quello stesso umanesimo di cui si nutre <strong>l&#8217;individualismo liberale</strong>. In fondo ha ragione Iannello nelle prime righe della sua introduzione: «Chi sono i nemici della libertà? La prima risposta che viene in mente è: i dittatori, i despoti&#8230; ma c&#8217;è anche una galleria di pensatori che hanno contribuito a forgiare strumenti concettuali impiegati a comprimere la libertà». E nel libro ce n&#8217;è una bella antologia&#8230;</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 3 maggio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/chi-sono-i-veri-nemici-della-liberta/">Chi sono i veri nemici della libertà</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/chi-sono-i-veri-nemici-della-liberta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ode all&#8217;anarco-capitalismo</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ode-allanarco-capitalismo/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/ode-allanarco-capitalismo/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 14:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[Murray Rothbard]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=316080</guid>

					<description><![CDATA[<p>Murray Rothbard è morto nel 1995. Sono passati trent’anni. In Italia lo conosce ancora una «cerchia abbastanza ristretta di specialisti», come ammette candidamente il curatore don Beniamino Di Martino nella sua introduzione. Capito? Uno dei più grandi pensatori del Novecento, il più sistematico teorico della libertà individuale, il più radicale critico dello Stato moderno &#8211; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ode-allanarco-capitalismo/">Ode all&#8217;anarco-capitalismo</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nicolaporro.it/perche-i-talebani-delluguaglianza-mettono-in-pericolo-la-liberta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Murray Rothbard</strong></a> è morto nel 1995. Sono passati trent’anni. In Italia lo conosce ancora una «cerchia abbastanza ristretta di specialisti», come ammette candidamente il curatore <strong>don Beniamino Di Martino</strong> nella sua introduzione. Capito? Uno dei più grandi pensatori del Novecento, il più sistematico teorico della libertà individuale, il più radicale critico dello Stato moderno &#8211; e nel Paese di Croce e Einaudi lo conoscono in quattro. <strong>Benvenuti nell’Italia intellettuale</strong>. Meritoriamente l’editore Giubilei Regnani ci prova, e lo fa bene.</p>
<p><em>Apologia del libertario</em> è un’antologia curata da Di Martino &#8211; sacerdote e direttore della rivista <em>StoriaLibera</em> &#8211; che raccoglie saggi e articoli di Rothbard tradotti in italiano nel corso degli anni, organizzati in quattro aree: economia, libertarismo, storia e politica. <strong>Non è l’opera omnia, è un assaggio</strong>. Ma un assaggio necessario, nel centesimo anniversario della nascita del filosofo newyorkese (2 marzo 1926). La prefazione di Di Martino è densa e utile. Racconta il ragazzo del Bronx cresciuto in un ambiente ebraico comunista che sceglie controcorrente, a undici anni, di <strong>schierarsi per il libero mercato e la libertà individuale</strong>. Il padre David, chimico, individualista convinto, anomalia assoluta nei circoli progressisti ebrei newyorkesi, è la sua prima e fondamentale influenza. L’altro maestro è Ludwig von Mises, di cui Rothbard diventa il più brillante, e il più radicale, degli allievi.</p>
<p><strong>Qui sta il punto.</strong> Perché Rothbard non è solo un epigono di Mises. È qualcosa di più perturbante. Prende la Scuola Austriaca e la porta fino alle sue conseguenze logiche estreme. La sua economia parte dall’assioma dell’azione umana e da lì costruisce l’intero edificio. Ma è sull’analisi monetaria che Rothbard colpisce più duro. <em>America’s Great Depression</em> (1963) capovolge la vulgata: il crollo del ’29 non fu il fallimento del mercato, fu il fallimento della <em>Federal Reserve</em>. La banca centrale americana, gonfiando il credito negli anni Venti, creò le condizioni per il disastro. E Roosevelt, anziché lasciar depurare il sistema, intervenne con il New Deal trasformando una recessione in una depressione decennale. Suona familiare? Dovrebbe.</p>
<p><em>What Has Government Done to Our Money?</em> &#8211; disponibile finalmente anche in italiano &#8211; è il pamphlet divulgativo che spiega come lo Stato distrugga sistematicamente il valore della moneta. <strong>Rothbard è scomodo per tutti</strong>. Troppo radicale per i conservatori, troppo liberale per i progressisti, troppo anticomunista per la sinistra del campus dove era cresciuto. Era un «joyous libertarian» &#8211; formula che lui stesso aveva usato per Mencken &#8211; che non cercava mediane e non costruiva coalizioni. Cercava la verità. Rara merce, anche allora. Leggete questo libro. Non è completo, non è esaustivo. Ma è un inizio. In Italia arriviamo sempre tardi &#8211; almeno stavolta arriviamo.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 26 aprile 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ode-allanarco-capitalismo/">Ode all&#8217;anarco-capitalismo</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/ode-allanarco-capitalismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sull’orlo della guerra: i segreti dietro lo stretto di Hormuz</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/sullorlo-della-guerra-i-segreti-dietro-lo-stretto-di-hormuz/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/sullorlo-della-guerra-i-segreti-dietro-lo-stretto-di-hormuz/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Silenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Pompeo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=314392</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla CIA al Dipartimento di Stato. Mike Pompeo racconta le decisioni che hanno ridefinito gli equilibri globali</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sullorlo-della-guerra-i-segreti-dietro-lo-stretto-di-hormuz/">Sull’orlo della guerra: i segreti dietro lo stretto di Hormuz</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se volete capire meglio quello che accadendo in Iran, e in generale sullo scenario geopolitico globale in questo momento così complesso, il modo migliore per farlo è andare alla fonte, ossia a chi dentro le stanze del<strong> potere americano</strong> ci è stato da protagonista.</p>
<p><strong>Mike Pompeo</strong> è stato l’uomo politico più vicino a Donald Trump durante il suo primo mandato presidenziale. Prima come direttore della CIA, poi come segretario di Stato, ha lavorato su tutti i fronti più caldi a livello globale: dall’Iran alla Corea del Nord, dalla Russia a Israele e il mondo arabo. Ma soprattutto, ha guidato una trasformazione generazionale delle relazioni dell’America con il suo avversario numero uno: la Cina.</p>
<p>I principi trasmessi dai Padri Fondatori e la sua profonda fede cristiana hanno ispirato costantemente la sua azione politica, e i suoi sforzi per <strong>promuovere la libertà religiosa</strong> in tutto il mondo non hanno eguali nella storia diplomatica americana.</p>
<p>Mescolando le storie memorabili e spesso divertenti delle sue interazioni con i principali leader mondiali e un’acuta e rigorosa analisi della storia recente, Mai un passo indietro racconta come Pompeo abbia aiutato l’amministrazione <strong>Trump</strong> a cambiare la rotta geopolitica del mondo.</p>
<p>Un grande racconto delle tendenze e dei protagonisti che plasmano il mondo di oggi, questo libro è <strong>una visione straordinaria</strong> dietro le quinte del grande potere americano.</p>
<p>Michele Silenzi, 20 aprile 2026</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1294268836130521%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sullorlo-della-guerra-i-segreti-dietro-lo-stretto-di-hormuz/">Sull’orlo della guerra: i segreti dietro lo stretto di Hormuz</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/sullorlo-della-guerra-i-segreti-dietro-lo-stretto-di-hormuz/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antonio Martino: semplicemente liberale</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/antonio-martino-semplicemente-liberale/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/antonio-martino-semplicemente-liberale/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 14:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[antonio martino]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=314544</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando penso ad Antonio Martino, la prima immagine che mi viene in mente non è quella del ministro, né quella dell’economista celebrato nelle università americane, né quella dell’oratore che al congresso liberale del 1988 fece tremare la platea con un discorso che ancora oggi andrebbe ristampato e distribuito nelle scuole di politica. Io penso a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/antonio-martino-semplicemente-liberale/">Antonio Martino: semplicemente liberale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando penso ad <a href="https://www.nicolaporro.it/antonio-martino-il-grande-maestro-dei-liberali/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Antonio Martino</strong></a>, la prima immagine che mi viene in mente non è quella del ministro, né quella dell’economista celebrato nelle università americane, né quella dell’oratore che al congresso liberale del 1988 fece tremare la platea con un discorso che ancora oggi andrebbe ristampato e distribuito nelle scuole di politica. Io penso a un professore in panciotto, con un Seiko al polso invece di un Cartier, una splendida cravatta regimental, e un’ironia capace di smontare in tre battute l’intero apparato retorico dello statalismo italiano.</p>
<p>Chi leggerà <em>Semplicemente liberale</em>, appena uscito in nuova edizione per <strong>Liberilibri</strong>, troverà il cuore vero del professore: le sue idee. Perché Martino era fatto così. <strong>Sui dettagli poteva anche scherzare</strong>, poteva perfino concedere qualcosa. <strong>Sui principi, mai</strong>. E questa raccolta non è soltanto un’antologia di scritti: è la mappa coerente di una vita intellettuale che non ha mai fatto sconti al conformismo. Conobbi Martino quando ero poco più che un ragazzo. Non era il mio professore, ma lo diventò nel senso più pieno del termine. <strong>Nei suoi corsi parlava di mercato, di libertà individuale, di Stato minimo</strong>, mentre tutto intorno si insegnava che lo Stato dovesse correggere tutto, redistribuire tutto, pianificare tutto. Martino, invece, partiva da un presupposto tanto semplice quanto rivoluzionario nel nostro Paese:<strong> lo Stato non è il motore della prosperità</strong>, è al massimo un arbitro, e spesso nemmeno imparziale. Fondamentali poi, oggi più che mai, sono le sue idee sull’Europa.</p>
<p><strong>Molti lo hanno etichettato come euroscettico, ma è una semplificazione</strong>. Figlio di Gaetano Martino, uno dei padri dell’integrazione europea, conosceva bene la differenza tra cooperazione e centralismo. Non temeva l’Europa dei mercati aperti, <strong>temeva l’Europa delle regolazioni pervasive</strong>. Questa raccolta è molto più di un omaggio. È un promemoria. È il tentativo di restituire al dibattito pubblico italiano un pensiero che non ha mai cercato applausi facili. Quando Martino diceva che la difesa dell’individuo contro i poteri arbitrari dello Stato non è una moda, ma il cuore del liberalismo, stava ricordando a tutti noi che<strong> la libertà non è un accessorio</strong>. Personalmente, gli devo molto. Non soltanto perché mi diede fiducia quando ero un ragazzo con una cravatta presa in prestito, ma perché mi insegnò che si può stare nelle istituzioni senza smarrire la bussola. <strong>Che si può governare senza innamorarsi del potere</strong>. Che si può essere minoranza senza diventare marginali.</p>
<p>Leggendo queste pagine ritroverete l’economista, il politico, il professore. Ma soprattutto troverete un uomo che ha scelto di essere, fino in fondo,<strong> semplicemente liberale</strong>. In un Paese che ama le ambiguità, lui preferiva la chiarezza. In un sistema che premia la mediazione sui principi, lui ricordava che sui principi non si transige.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 19 aprile 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/antonio-martino-semplicemente-liberale/">Antonio Martino: semplicemente liberale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/antonio-martino-semplicemente-liberale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allarme climatico, viva chi rifiuta il dogmatismo</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/allarme-climatico-viva-chi-rifiuta-il-dogmatismo/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/allarme-climatico-viva-chi-rifiuta-il-dogmatismo/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 14:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Scafetta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=312943</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il saggio La frontiera della scienza del clima. Variabilità solare, cicli naturali e l&#8217;incertezza dei modelli (Complexity Insight Press) è un’opera che interviene con forza in uno dei dibattiti più accesi del nostro tempo. In un contesto mediatico spesso dominato da narrazioni univoche e da un linguaggio emergenziale, Nicola Scafetta, professore di Fisica dell’atmosfera e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/allarme-climatico-viva-chi-rifiuta-il-dogmatismo/">Allarme climatico, viva chi rifiuta il dogmatismo</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il saggio <em>La frontiera della scienza del clima. Variabilità solare, cicli naturali e l&#8217;incertezza dei modelli</em> (Complexity Insight Press) è un’opera che interviene con forza in uno dei dibattiti più accesi del nostro tempo. In un contesto mediatico spesso dominato da narrazioni univoche e da un linguaggio emergenziale, <strong>Nicola Scafetta</strong>, professore di Fisica dell’atmosfera e climatologia all’Università “Federico II” di Napoli, riporta l’attenzione su ciò che dovrebbe essere il cuore della scienza: <strong>il dubbio, la verifica</strong>, la pluralità delle ipotesi.</p>
<p>Il volume, frutto di un lavoro imponente che integra oltre 650 studi scientifici, offre una lettura ampia e documentata della variabilità climatica naturale e del ruolo, spesso sottovalutato, della variabilità solare. <strong>L’autore non si limita a criticare i <a href="https://www.nicolaporro.it/e-se-la-vera-crisi-ambientale-non-fosse-il-cambiamento-climatico/" target="_blank" rel="noopener">modelli climatici globali</a></strong>: li analizza dall’interno, ne evidenzia i limiti strutturali, le incertezze epistemologiche e la difficoltà nel rappresentare correttamente oscillazioni naturali ben documentate nella letteratura scientifica e nella storia climatica della Terra. Il sistema climatico è un intreccio complesso di forzanti — astronomiche, oceaniche, atmosferiche — che non possono essere ridotte, come si vuol far credere, a un’unica variabile: la quantità di anidride carbonica immessa in atmosfera dalle attività umane. Tutt’altro: un ruolo particolare è attribuito alle armoniche astronomiche planetarie, che secondo l’autore mostrano sorprendenti coerenze con i cicli solari e con alcune oscillazioni climatiche pluridecennali.</p>
<p><strong>Il libro affronta altri temi spesso ignorati nel discorso pubblico:</strong> l’incertezza nelle serie di temperatura, l’effetto isola di calore urbana, la contaminazione nelle procedure di omogeneizzazione dei dati meteorologici, la divergenza tra osservazioni satellitari e modelli, la controversia sulla “pausa” del riscaldamento occorsa negli anni 2000-2014. Un punto centrale riguarda le implicazioni politiche del dibattito scientifico. Secondo l’autore, la presenza di una variabilità naturale ampia e strutturata, unita alle difficoltà dei modelli nel rappresentarla, mette in discussione la narrativa dell’allarmismo climatico e, quindi, le politiche di mitigazione aggressiva del Net-Zero che la Ue vorrebbe imporre.</p>
<p>Al contrario, il libro suggerisce che politiche moderate e l’adattamento ai cambiamenti climatici possano essere ben più efficaci per contrastare eventi meteo estremi che da sempre hanno afflitto l’umanità. Ciò che distingue <em>La frontiera della scienza del clima</em> è <strong>il rifiuto del dogmatismo</strong>. Scafetta invita a recuperare una scienza intesa come processo aperto, iterativo, fondato sul confronto tra ipotesi e dati. È un libro che non si limita a criticare: costruisce, argomenta e invita alla verifica. In un’epoca in cui il dibattito pubblico tende a polarizzare e semplificare,<strong> l’opera di Scafetta restituisce alla scienza il suo carattere più autentico</strong>: la ricerca della verità attraverso il confronto rigoroso.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 12 aprile 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/allarme-climatico-viva-chi-rifiuta-il-dogmatismo/">Allarme climatico, viva chi rifiuta il dogmatismo</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/allarme-climatico-viva-chi-rifiuta-il-dogmatismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Titanic Europa&#8221;, come l&#8217;Ue sta perdendo la sua identità</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/titanic-europa-come-lue-sta-perdendo-la-sua-identita/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/titanic-europa-come-lue-sta-perdendo-la-sua-identita/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[giulio meotti]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=311651</guid>

					<description><![CDATA[<p>Unione europea, un attore politico fuori dai giochi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/titanic-europa-come-lue-sta-perdendo-la-sua-identita/">&#8220;Titanic Europa&#8221;, come l&#8217;Ue sta perdendo la sua identità</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1421121833145907%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>L&#8217;Unione europea è a un punto drammatico</strong> della sua vicenda Dinanzi agli eventi che stanno sconvolgendo il mondo e il precedente ordine globale, l&#8217;UE non riesce a giocare un ruolo seppur minimo. Viene continuamente travolta dai venti della storia. E&#8217; quindi legittimo chiedersi quale senso abbia la sua esistenza politica.</p>
<p><strong>Giulio Meott</strong>i, in questo libro formidabile, tagliente e pieno di informazioni dettagliate, traccia un quadro drammatico dell&#8217;attuale Europa. Se da un lato l&#8217;UE appare attivissima nella sua attività burocratica, nella sua volontà di intervenire nelle vite dei singoli Paesi con le folli regolamentazioni (a partire dall&#8217;assurdo Green Deal), dall&#8217;altro <strong>è incapace di fronteggiare le sfide</strong> che la storia gli pone davanti, prima tra tutti un&#8217;immigrazione che non riesce in alcun modo a controllare, e poi l&#8217;energia, la strategia di difesa e molto altro.</p>
<p>Del resto, quando si perde la propria identità, e l&#8217;Europa oggi non sa più chi sia perché ha tranciato ogni rapporto con le proprie radici ebraico-cristiane, è anche difficile pensare di difendere qualcosa. Giulio Meotti ci pone davanti a tutto questo, ma non dispera fino in fondo. Traccia il percorso per <strong>una speranza ancora possibile</strong> per il nostro continente.</p>
<p>Michele Silenzi, 6 aprile 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/titanic-europa-come-lue-sta-perdendo-la-sua-identita/">&#8220;Titanic Europa&#8221;, come l&#8217;Ue sta perdendo la sua identità</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/titanic-europa-come-lue-sta-perdendo-la-sua-identita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Martino, quella lezione liberale contro la politica dei No</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/martino-quella-lezione-liberale-contro-la-politica-dei-no/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/martino-quella-lezione-liberale-contro-la-politica-dei-no/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 14:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[antonio martino]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=310491</guid>

					<description><![CDATA[<p>Michele Silenzi racconta "Semplicemente liberale" di Antonio Martino</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/martino-quella-lezione-liberale-contro-la-politica-dei-no/">Martino, quella lezione liberale contro la politica dei No</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il recente insuccesso del &#8220;Sì&#8221; al referendum sulla riforma della magistratura, il trionfo del &#8220;No&#8221; a qualsiasi cambiamento in questo Paese, è l&#8217;ennesima triste conferma che<strong> le idee liberali hanno poca fortuna</strong> <strong>quando si va alle urne</strong>. Siamo un Paese strutturalmente gattopardesco. Tuttavia, non bisogna demordere, la battaglia delle idee rimane sempre la battaglia fondamentale, quella politica segue!</p>
<p>Per questo è quanto mai <strong>opportuno tornare a leggere chi ha fatto dell&#8217;adesione alle idee liberali</strong> una vera e propria ragione di vita, chi di quelle idee è stato un grande maestro. E stiamo parlando di <strong>Antonio Martino.</strong> Liberilibri ha appena rimandato in libreria, in una nuova edizione con la prefazione di Nicola Porro, <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fliberilibri.it%2Fcatalogo%2Fsemplicemente-liberale%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwVGhKU1hBQVMzelRrb2ljOXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4KBgYzqB6pkfOStBc3F24nshuGHqi_gbJz7eOvRFYLKWtqC_7rWJ2nZCbU8g_aem_3Lk1hKmqlD1SRmXFZ5lFeQ&amp;h=AT5T0-SSrnzV5lFHCHURWGcs89qHxE781twoWSkv4QzkXhehiwUNe8zVq2DaLDTMP4RTNe2GblWOogO7A4jhRDnB-jLHkzKDv9SlFLZWRJy_m5EBjOAN6odRkIHKR3cF8biOzzWujhahua38rHY&amp;__tn__=KF&amp;c[0]=AT5BFxzikfFiFw7w0283DZnzVnYSV659KUY4s6Mb1t0-8vMfXcZ1GfHyfEJd8x6uCOqb6_AA-4SVrBkcVrltlyNjc3ki4xadHzGQRkwo7cfC-CfiBTrSH4LPvdUX4JZBojlU7vmeplme1xZuXGyPJtnHEC1g-JfebR0rXG5JiMHW50sBSQ" target="_blank" rel="noopener"><strong>il testo fondamentale di Antonio Martino: Semplicemente liberale.</strong></a></p>
<p>E <strong>bisogna correre a leggerlo</strong> per trovare gli strumenti per provare a modificare il modo in cui funziona questo nostro straordinario e un po&#8217; sventurato Paese. Sventurato, perché spesso lo rendiamo tale con le nostre stesse mani, con <strong>le nostre scelte ben poco liberali!</strong></p>
<p>Liberilibri, 29 marzo 2026</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1510390891098099%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/martino-quella-lezione-liberale-contro-la-politica-dei-no/">Martino, quella lezione liberale contro la politica dei No</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/martino-quella-lezione-liberale-contro-la-politica-dei-no/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il diritto di odiare? Una piccola inchiesta di Liberilibri&#038;AI</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/il-diritto-di-odiare-una-piccola-inchiesta-di-liberilibriai/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/il-diritto-di-odiare-una-piccola-inchiesta-di-liberilibriai/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fiorenza Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 15:18:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=305831</guid>

					<description><![CDATA[<p>Parola, odio e democrazia nell’era dell’Intelligenza Artificiale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-diritto-di-odiare-una-piccola-inchiesta-di-liberilibriai/">Il diritto di odiare? Una piccola inchiesta di Liberilibri&#038;AI</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Liberilibri</strong> ci provoca due volte. Innanzitutto, sceglie di scrivere in collaborazione con l’IA e poi avvia un’indagine sull’odio pensato e, talvolta, esplicitato: possiamo accettarlo?</p>
<p><strong>La scrittura con l’IA è temibile,</strong> perché ci fa sentire sostituibili, ci toglie una forma di creazione e d’espressione che è propria dell’uomo almeno dal 3500 a.C.</p>
<p>A ben guardare però <strong>non possiamo fare finta di nulla</strong> e ignorare questo alieno intelligente e onnipresente, tanto vale collaborare con la consapevolezza che il supporto tecnologico non sostituisce quel guizzo ideativo che resta soltanto nostro.</p>
<p>E poi è <strong>l’interpretazione delle parole che umanizza</strong> e rende nostro il testo; quindi, c’è ancora bisogno di noi uomini per “significare”.</p>
<p>Il secondo punto, <a href="https://www.liberilibri.it/catalogo/il-diritto-di-odiare-una-piccola-inchiesta/?srsltid=AfmBOopTKcvemQwSh-PZ8TRhOc9viRq4T6wreN4tLo9XrAPkDpkQ0w3o" target="_blank" rel="noopener"><strong>il vero quid di questa indagine,</strong></a> è il più spinoso. Siamo davvero disposti a tollerare la parola dell’altro, persino quando ci appare ripugnante?</p>
<p>Liberilibri interroga un principio democratico basilare:<strong> la parresia.</strong> Se la libertà di parola implica libertà di pensiero, di percezione e di emozione, essa può contemplare anche l’odio; è compito della democrazia sradicare questo moto così brutalmente umano?</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/lintelligenza-artificiale-governera-le-nostre-vite-non-e-per-forza-un-male/" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;intelligenza artificiale governerà le nostre vite? Non è per forza un male</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/economia-finanza/ef-economia/intelligenza-artificiale-lavoro-licenziamenti-automazione/" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;intelligenza artificiale;licenzia i lavoratori</a></li>
</ul>
<p>L’odio espresso in pensiero e parole deve innanzitutto essere definito per ciò che è e, quindi, come qualcosa di brutto e potenzialmente dannoso che deturpa la comunità. <strong>Non lo si può annullare per decreto,</strong> ma lo si può modulare attraverso la riflessione che solo la libertà di parola favorisce.</p>
<p>Anche il pensiero più oscuro, infatti, quando si fa verbo, in qualche modo si attenua, perché si incontra e si scontra con parole diverse, frutto di altre percezioni, ed è forse questa la più grande opportunità evolutiva della democrazia.</p>
<p>La nostra società è complessa e imprevedibile, ha infatti al suo interno un andamento non lineare, in cui però siamo tutti coinvolti, collegati, come suggerisce<strong> l’effetto farfalla di Edward Lorenz:</strong> &#8220;[…] un cambiamento infinitesimale nella posizione iniziale della particella può causare enormi cambiamenti nella sua posizione futura: un cambiamento minuscolo ora può portare a un cambiamento gigantesco e imprevedibile in futuro&#8221;.</p>
<p><strong>Se dunque non si può negare la presenza dell’odio,</strong> non si può nemmeno permettere che prolifichi come un’erbaccia infestante, visto che la sua emanazione, sia pure verbale, ha delle conseguenze nella società.</p>
<p>Ci vogliono <strong>realismo e intelligenza</strong> per promuovere un dialogo in cui ci si chieda il perché delle cose, quale ne sia il destino; quando infatti l’umanità riflette su sé stessa, riscopre il senso di un accordo profondo per vivere insieme, stimola una mente collettiva in cui l’individuo va verso l’altro in un dialogo coraggioso che inevitabilmente lotta per estinguere l’odio in nome della pace.</p>
<p>Questa finalità di pace è talmente importante per il nostro stare al mondo che non si può ignorare, soprattutto in questo periodo, con tanti conflitti aperti e minacce di guerre in cui ci rendiamo conto che <strong>il mondo soffoca senza dialogo. </strong></p>
<p>In questi termini potrebbe essere <strong>una sfida della nostra società plurale e democratica</strong> quella di offrire infinite opportunità per la gestione a parole di ciò che provoca disagio, scandalo, indignazione, fino allo stremo, fino a perdere il fiato, fino a un incontro.</p>
<p>Così, forse, <strong>questo gomitolo di male che si trova in ogni uomo</strong> potrà essere preso per un filo di verbo e a poco a poco tirato fuori per creare nuovi tessuti in cui il contrasto si piega in un intreccio originale e armonioso.</p>
<p>Fiorenza Cirillo, 3 marzo 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-diritto-di-odiare-una-piccola-inchiesta-di-liberilibriai/">Il diritto di odiare? Una piccola inchiesta di Liberilibri&#038;AI</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/il-diritto-di-odiare-una-piccola-inchiesta-di-liberilibriai/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il rogo mediatico di un uomo libero</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/il-rogo-mediatico-di-un-uomo-libero/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/il-rogo-mediatico-di-un-uomo-libero/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 15:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Tortora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=306123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che ti accusano. “Applausi e sputi &#8211; Le due vite di Enzo Tortora” (Piemme) di Vittorio Pezzuto appartiene alla seconda categoria. Non è soltanto la ricostruzione del caso Tortora: è la radiografia impietosa di un Paese che applaude la sera e sputa la mattina. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-rogo-mediatico-di-un-uomo-libero/">Il rogo mediatico di un uomo libero</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che ti accusano. <strong>“Applausi e sputi &#8211; Le due vite di Enzo Tortora”</strong> (Piemme) di <strong>Vittorio Pezzuto</strong> appartiene alla seconda categoria. Non è soltanto la ricostruzione del <a href="https://www.nicolaporro.it/atlanticoquotidiano/quotidiano/aq-politica/il-virus-che-ha-avvelenato-le-nostre-democrazie-il-giustizialismo/">caso Tortora</a>: è la radiografia impietosa di un Paese che applaude la sera e sputa la mattina. Il titolo è perfetto: dentro c’è l’Italia intera. L’Italia che accende la televisione come se fosse un altare domestico e poi la stessa Italia che si eccita davanti alla gogna giudiziaria. Tortora non fu soltanto vittima di un errore. Fu vittima di un meccanismo. Non un semplice errore giudiziario, ma una speculazione giudiziaria. E qui sta il cuore del libro. Non l’incidente. Il sistema.</p>
<p>Pezzuto ricostruisce con precisione chirurgica l’arresto all’alba del 17 giugno 1983: le manette, i fotografi pronti, la regia già scritta. Il processo in piazza precede quello in tribunale. Prima il rogo, poi – forse – l’assoluzione. <strong>Chi ama la libertà non può non sentire un brivido</strong>. Perché la vicenda di Tortora è il paradigma del cortocircuito tra Procure e informazione. Il processo mediatico senza contraddittorio. Le carte che escono, sempre e solo in una direzione. L’imputato che diventa colpevole per definizione. Il punto non è difendere un uomo famoso. <strong>Il punto è difendere il principio</strong>. La presunzione di innocenza non è un vezzo da azzeccagarbugli. È la diga contro l’arbitrio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-306556" src="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina.jpg" alt="" width="1333" height="2048" srcset="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina.jpg 1333w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina-195x300.jpg 195w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina-667x1024.jpg 667w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina-768x1180.jpg 768w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina-1000x1536.jpg 1000w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina-360x553.jpg 360w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina-720x1106.jpg 720w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/03/Copertina-500x768.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 1333px) 100vw, 1333px" /></p>
<p>Il libro racconta anche l’altro Tortora: il professionista rigoroso, l’uomo cresciuto nella Rai delle origini, il presentatore che non si piega all’ipocrisia di certe lotterie televisive, che osa criticare il sistema dall’interno. Un carattere libero. <strong>E chi è libero, spesso, paga</strong>. C’è un passaggio che colpisce più degli altri: dopo l’assoluzione, molti degli accusatori fanno carriera. Non è sete di vendetta. È constatazione amara. In Italia l’errore giudiziario non costa nulla a chi lo commette. Costa tutto a chi lo subisce. Pezzuto non indulge nel vittimismo. Non trasforma Tortora in un santino. Lo restituisce nella sua complessità, persino nelle sue contraddizioni. Ed è proprio questa onestà a rendere il libro potente. <strong>Il caso Tortora non è storia. È avvertimento</strong>.</p>
<p>Questo libro andrebbe letto nelle redazioni e nelle Procure. Andrebbe studiato nelle facoltà di giurisprudenza. Andrebbe tenuto sulla scrivania di chiunque maneggi il potere di accusare. Perché la giustizia non è uno spettacolo. E quando lo diventa, finisce quasi sempre in tragedia. “Applausi e sputi” non è un libro sul passato. È un libro sul passato. <strong>È un libro sul nostro presente</strong>. E su quanto siamo disposti – ancora – ad applaudire prima di capire e a sputare prima di sapere.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 1 marzo 2026</p>
<div class="ad-block ad-block-14">
<div class="gptslot evo-custom2" data-adunitid="2">
<div id="gpt-slot-6" class="optiload" data-google-query-id="CJeRhuaEhpMDFVU7BgAdNJYbxw"></div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-rogo-mediatico-di-un-uomo-libero/">Il rogo mediatico di un uomo libero</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/il-rogo-mediatico-di-un-uomo-libero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>11</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La riforma della giustizia è tutt&#8217;altro che &#8220;di destra&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-riforma-della-giustizia-e-tuttaltro-che-di-destra/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/la-riforma-della-giustizia-e-tuttaltro-che-di-destra/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 15:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Domenico Caiazza]]></category>
		<category><![CDATA[nicola gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[refrendum giustizia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=303168</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al referendum sulla Giustizia si potrà votare in un modo o nell’altro, in maniera legittima. La cosa che non andrebbe fatta è invece quella di demonizzare una delle due parti. Eppure, le ultime dichiarazioni dell’idolo del fronte del No, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri &#8211; il quale ha detto che per il fronte del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-riforma-della-giustizia-e-tuttaltro-che-di-destra/">La riforma della giustizia è tutt&#8217;altro che &#8220;di destra&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al referendum sulla Giustizia si potrà votare in un modo o nell’altro, in maniera legittima. La cosa che non andrebbe fatta è invece quella di demonizzare una delle due parti. Eppure, le ultime dichiarazioni dell’idolo del fronte del No, <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/sono-allibito-gratteri-va-in-tv-per-spiegarsi-e-fa-molto-peggio/" target="_blank" rel="noopener">il procuratore di Napoli <strong>Nicola Gratteri</strong> &#8211; il quale ha detto che per il fronte del Sì sono schierati imputati e massoni &#8211; non lasciano spazio a dubbi in tal senso</a>. L’idea di essere inquisiti, cosa che può capitare a chiunque (questo è fondamentale ricordarlo!), da qualcuno che divide il mondo in questo modo così generico e brutale sulla base di scelte di natura politica, deve terrorizzarci. La battaglia che si sta scatenando attorno al referendum da parte del fronte del No, non ha nulla a che fare con il merito della riforma, ma è tutta rivolta contro il governo.</p>
<p>Se uno andasse a ripescare le dichiarazioni dei corifei del fronte del No, vedrebbe che molti di loro erano interamente d’accordo con il merito della riforma. Ma poiché è stata fatta dal governo Meloni, che odiano, la riforma diviene una specie di <strong>colpo di mano contro la magistratura</strong>. A riprova del fatto che questa riforma sia tutt’altro che «di destra», sarebbe utile leggersi una guida perfetta al perché sia giusto votare Sì, scritta dall’ex presidente dell’Unione delle camere penali Gian Domenico Caiazza: <em>La verità sulla riforma della magistratura</em> (Liberilibri). È bene dire che Caiazza non è un uomo di destra, anzi. Vicino al partito radicale, si è sempre battuto a favore del più deciso garantismo, fin da quando fu giovane avvocato di Enzo Tortora.</p>
<p>Anche per il suo posizionamento politico ha senso leggere il suo libro. Perché vuole porsi interamente fuori da quello che è il dibattito ultra-politicizzato attorno alla riforma, e ne illustra magnificamente i meccanismi che ne stanno alla base, spiegando come e quanto una tale riforma migliorerà il sistema di governo della magistratura. Rendendola, ed ecco il paradosso, più forte e indipendente, ossia più capace di <strong>garantire uno svolgimento giusto del processo</strong>. Chi è che beneficerà maggiormente di questa riforma? Semplice: i cittadini. Se la certezza della pena sta infatti alla base di una società funzionante, altrettanto importante, se non addirittura di più, è la certezza della terzietà del giudice. Ossia la sicurezza che tra chi giudica e chi accusa (ossia il pubblico ministero) non ci sia alcun tipo di possibile «interesse comune» se non l’accertamento della verità.</p>
<p><strong>Scrive Caiazza nell’introduzione:</strong> «Resta stupefacente la determinazione con la quale l’Anm ha inteso orientare lo scontro intorno a parole d’ordine francamente mistificatorie riguardo al contenuto della riforma stessa. Le semplificazioni e anche le forzature comunicative in politica sono inevitabili e forse perfino necessarie&#8230; ma c’è un limite non valicabile, che è il diritto dei cittadini a essere correttamente informati. Un diritto a cui corrisponderebbe il dovere, soprattutto da parte di tecnici quali sono i magistrati – per definizione tenuti ad ispirarsi a criteri di obiettività e verità – di non alterare il contenuto testuale della riforma».</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 15 febbraio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-riforma-della-giustizia-e-tuttaltro-che-di-destra/">La riforma della giustizia è tutt&#8217;altro che &#8220;di destra&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/la-riforma-della-giustizia-e-tuttaltro-che-di-destra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Leggere Mike Pompeo per capire Trump</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/leggere-mike-pompeo-per-capire-trump/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/leggere-mike-pompeo-per-capire-trump/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 15:20:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Pompeo]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=302061</guid>

					<description><![CDATA[<p>Capire l&#8217;attuale fase geopolitica mondiale non è facile. Mai, dalla seconda guerra mondiale, abbiamo assistito a una fase di rimodellamento degli equilibri del mondo come quello a cui stiamo assistendo. Dall&#8217;Iran al Medio Oriente, dalla Russia alla Cina al Sud America e l&#8217;Africa. E, ovviamente, l&#8217;Unione europea che sempre più appare inetta e inefficace, incapace [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/leggere-mike-pompeo-per-capire-trump/">Leggere Mike Pompeo per capire Trump</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capire l&#8217;attuale fase geopolitica mondiale non è facile. Mai, dalla seconda guerra mondiale, abbiamo assistito a una fase di rimodellamento degli equilibri del mondo come quello a cui stiamo assistendo. Dall&#8217;Iran al Medio Oriente, dalla Russia alla Cina al Sud America e l&#8217;Africa. E, ovviamente, <strong>l&#8217;Unione europea che sempre più appare inetta e inefficace</strong>, incapace di reagire alle sfide del tempo, bloccata nella smania di regole e regolette e burocrazia che si è autoimposta e la sta strangolando.</p>
<p>In momenti come questi, per cercare di orientarsi bisogna farsi un po&#8217; guidare da chi questi cambiamenti li ha vissuti dall&#8217;interno e ha contribuito a promuoverli da protagonista. <strong>Mike Pompeo</strong>, formatosi a West Point e ad Harvard, è stato prima direttore della Cia e poi segretario di Stato durante il primo mandato di Donald Trump. Per questo l&#8217;uscita del suo memoriale <em>Mai un passo indietro</em>.<em> In lotta per l&#8217;America che amo</em> (Liberilibri) è un&#8217;occasione unica per dare uno sguardo dietro le quinte del grande potere americano.</p>
<p>Come scrive <strong>Maurizio Molinari</strong> nel suo bel saggio introduttivo: «Nel panorama della politica internazionale contemporanea pochi protagonisti hanno lasciato un&#8217;impronta così marcata come Mike Pompeo. I l libro è molto più di un&#8217;autobiografia politica: è un vero e proprio manifesto che espone, senza ambiguità, la strategia geopolitica che ha guidato gli Stati Uniti dal 2017 al 2021 e che continua a influenzare profondamente il dibattito internazionale. Per un lettore italiano ed europeo queste pagine aiutano a comprendere meglio l&#8217;America di Trump. Pompeo ci invita a riflettere su temi fondamentali: qual è oggi il ruolo dell&#8217;Occidente in un mondo multipolare? Come si difendono le democrazie di fronte alla disinformazione e alla guerra ibrida? Qual è il confine tra compromesso e resa?».</p>
<p>Quelli che possono considerarsi i successi della prima amministrazione Trump sono stati colti principalmente in politica internazionale, e <strong>Pompeo è stato il regista di queste operazioni</strong>: dall&#8217;uscita dall&#8217;accordo sul nucleare con l&#8217;Iran (catastroficamente voluto da Obama e che aveva ridato benzina a quell&#8217;orrendo regime), alla sfida sul piano commerciale e geostrategico con la Cina, passando per lotta all&#8217;estremismo islamico, al tentativo di distendere i rapporti con la Corea del Nord, fino agli storici «Accordi di Abramo» per portare a una normalizzazione delle relazioni tra i Paesi arabi e Israele. Insomma una figura epocale.</p>
<p>Al centro dell&#8217;attività di Pompeo, se da un lato c&#8217;è sempre stata l&#8217;idea guida dell&#8217;«America First», c&#8217;è sempre stata anche la certezza che l&#8217;America non deve essere sola ma, anzi, la nazione guida di un Occidente che deve essere unito sotto i valori del liberalismo e dell&#8217;eredità cristiana. <strong>Una visione forte, chiara</strong>, che andrebbe recuperata con decisione, e che la fiacca Europa attuale è incapace di comprendere.</p>
<p>Nicola Porro per<em> Il Giornale</em> 8 febbraio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/leggere-mike-pompeo-per-capire-trump/">Leggere Mike Pompeo per capire Trump</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/leggere-mike-pompeo-per-capire-trump/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Occhio alla psichiatria coercitiva, il germe del controllo statale</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/occhio-alla-psichiatria-coercitiva-il-germe-del-controllo-statale/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/occhio-alla-psichiatria-coercitiva-il-germe-del-controllo-statale/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 15:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=300956</guid>

					<description><![CDATA[<p>In genere i principi libertari sono stati messi a fuoco, come nota Roberto Festa nella prefazione di Fede nella Libertà di Thomas Szasz (Rubettino editore), da economisti o filosofi. Difficile trovare uno psichiatra. Ma quando ti addentri nelle argomentazioni di Szasz capisci come ti sei perso una parte della Luna. Quella che non si vede. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/occhio-alla-psichiatria-coercitiva-il-germe-del-controllo-statale/">Occhio alla psichiatria coercitiva, il germe del controllo statale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In genere i principi libertari sono stati messi a fuoco, come nota <strong>Roberto Festa</strong> nella prefazione di <em>Fede nella Libertà</em> di<strong> Thomas Szasz</strong> (Rubettino editore), da economisti o filosofi. Difficile trovare uno psichiatra. Ma quando ti addentri nelle argomentazioni di Szasz capisci come ti sei perso una parte della Luna. Quella che<br />
non si vede. Quella del buio della ragione e della mente. Ma anche quella in cui surrettiziamente si insinua<strong> il germe del controllo e dello schiavismo</strong>. Proprio così.<br />
Il cuore del libro di Thomas Szasz è infatti <strong>una critica radicale alla psichiatria coercitiva</strong> e alla sua legittimazione da parte dello Stato. Secondo Szasz, la psichiatria<br />
moderna non è solo una branca della medicina: è un’istituzione che spesso viola la libertà individuale sotto il pretesto di “cura” e “salute mentale”.</p>
<p><strong>Szasz parte da un principio chiaro:</strong> non esistono “malattie mentali” come entità biologiche oggettive, ma solo problemi nel vivere, difficoltà o comportamenti che la società etichetta come pa. Il testo mette in discussione pratiche come il ricovero obbligatorio e la somministrazione forzata di farmaci, sollevando domande scomode: quando è giustificabile togliere la libertà a una persona “per il suo bene”? E chi decide cosa sia davvero bene per un altro essere umano? Un’idea forte è che la risposta corretta alla “vergogna delle schiavitù psichiatriche” non è la riforma, ma la sua abolizione: <strong>non basta migliorare gli strumenti</strong>, bisogna ripensare il concetto stesso di malattia mentale e la legittimità dello Stato e della medicina di intervenire sulla vita personale.</p>
<p><strong>Szasz guarda alla psichiatria come a un sistema di controllo sociale</strong> mascherato da scienza, simile a come un tempo si giustificavano altre forme di dominio. L’errore fondamentale, secondo lui, è confondere comportamenti socialmente indesiderati con patologie da curare con la forza. Per Szasz la libertà individuale è un valore non negoziabile, e nessun potere — medico o statale — può reclamarne la supremazia senza consenso. <strong>La difesa della libertà personale diventa così il filo rosso</strong> che attraversa tutto il libro. Nel lavoro vengono esplorate anche le implicazioni legali ed etiche della psichiatria come istituzione: se lo Stato ha il potere di definire cos’è una malattia mentale e trattenere un individuo contro la sua volontà, quale confine resta al cittadino? Sia chiaro l’autore non contesta la pratica clinica volontaria: egli sostiene che la psicoterapia consensuale possa essere utile se rimane un atto libero tra individuo e terapeuta, senza alcuna imposizione esterna.</p>
<p>Il libro, in fondo, ci racconta la consueta sfida libertaria che ci porta a ripensare concetti radicati come “malattia mentale”, “cura” e “responsabilità sociale”: un punto di analisi per una volta non solo economico.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 1° febbraio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/occhio-alla-psichiatria-coercitiva-il-germe-del-controllo-statale/">Occhio alla psichiatria coercitiva, il germe del controllo statale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/occhio-alla-psichiatria-coercitiva-il-germe-del-controllo-statale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cara Europa, impara dall&#8217;America</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/cara-europa-impara-dallamerica/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/cara-europa-impara-dallamerica/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 18:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=300522</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come sempre i libri di Luigi Marco Bassani, oggi professore di Storia del pensiero politico all’università telematica Pegaso, non sono banali. Ma non perché provocatori, questa sarebbe una strada semplice per stupire i borghesi. Non sono banali perché si insinuano nei vostri dubbi, li alimentano, li coltivano e vi portano a ragionare in territori che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/cara-europa-impara-dallamerica/">Cara Europa, impara dall&#8217;America</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre i libri di <strong>Luigi Marco Bassani</strong>, oggi professore di Storia del pensiero politico all’università telematica Pegaso, non sono banali. Ma non perché provocatori, questa sarebbe una strada semplice per stupire i borghesi. Non sono banali perché si insinuano nei vostri dubbi, li alimentano, li coltivano e vi portano a ragionare in territori che pensavate inesplorati. Non fa eccezione la sua ultima fatica, <em>Occidente contro Occidente</em>. <em>Elegia prima del suo trionfo</em> (Liberilibri). Bassani ricorda, con Oswald Spengler, che «Ogni cultura ha la sua estate, il suo autunno e la sua primavera»: gli imperi tramontano.</p>
<p>Ma mentre gli Stati uniti è dagli anni Cinquanta che fanno i conti sull’ipertrofismo degli imperi, <strong>in Europa si è sviluppata una vera e propria cultura della crisi</strong>, che si tramuta in altezzoso piagnisteo. José Ortega y Gasset nel suo splendido <em>La ribellione delle masse</em> (1030) rappresenta la dimensione sociologica di questo declinismo. «La modernità ha prodotto l’uomo massa, che gode dei risultati della civiltà, ma ignora le radici che li hanno resi possibili. L’uomo massa non è colto ma pretende di giudicare tutto». Tutto ciò veniva elaborato prima della seconda guerra mondiale, ma sembra una foto di Instagram.</p>
<p>Ciò che Bassani nota è che negli Stati Uniti le classi dirigenti affrontano il problema, banalmente, perché sanno che esiste: <strong>gli imperi muoiono, è la loro storia</strong>. Nell’altra parte dell’Occidente, in Europa, si vive una sorta di «tempo del rimpianto» con un paradosso: «Vi è da un lato la nostalgia della perduta potenza mondiale e dall’altro la ben consapevole realtà di quattro secoli di dominio del pianeta non particolarmente edificanti. Combattiamo dunque, a differenza dei più pragmatici americani, in un serrato confronto bipolare tra nostalgia e velleitarismo. In fondo è ciò che ogni giorno ci restituiscono le cronache. <strong>Vogliamo difendere l’Ucraina, ma abbiamo votato costituzioni che ci hanno disarmato</strong>; pretendiamo il controllo della Groenlandia e non protestiamo contro l’occupazione della Crimea. E potremmo continuare all’infinito. Ma l’Europa, per Bassani, vive un’ulteriore contraddizione.</p>
<p><strong>Gli americani vogliono americanizzare</strong>, credono in una modernità spinta fino al parossismo, è la critica di sempre. Al contrario «L’Europa vorrebbe tornare ad essere importante al fine di imporre al mondo un’ideologia antioccidentale» e spesso anche antimoderna. Dopo che avrete finito il libro, davvero denso, di Bassani, leggerete con meno avventatezza, e ve lo diciamo per esperienza personale, le cose internazionali di questi mesi.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/cara-europa-impara-dallamerica/">Cara Europa, impara dall&#8217;America</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/cara-europa-impara-dallamerica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>15</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;euro-suicidio dell&#8217;Ue</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/leuro-suicidio-dellue/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/leuro-suicidio-dellue/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 15:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=297284</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leggetelo, se avete coraggio. Si intitola Eurosuicidio (Fazi) ed è scritto dall’economista Gabriele Guzi, con una interessante prefazione di Lucio Caracciolo. L’economia italiana e quella europea negli ultimi trent’anni hanno subito una fase di «zombizzazione»: siamo morti che camminano. La crisi dell’Unione europea è l’Unione europea stessa: non andiamo a cercare nemici esterni. E uno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/leuro-suicidio-dellue/">L&#8217;euro-suicidio dell&#8217;Ue</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggetelo, se avete coraggio. Si intitola <em>Eurosuicidio</em> (Fazi) ed è scritto dall’economista<strong> Gabriele Guzi</strong>, con una interessante prefazione di <strong>Lucio Caracciolo</strong>. L’economia italiana e quella europea negli ultimi trent’anni hanno subito una fase di «zombizzazione»: siamo morti che camminano. <strong>La crisi dell’Unione europea è l’Unione europea stessa</strong>: non andiamo a cercare nemici esterni. E uno dei maggiori imputati di questa crisi, si chiama euro. Imbellettiamo la realtà, ci raccontiamo storie, soprattutto noi italiani invasi dal mito della Ue: ma i nostri mitici ragazzi Erasmus stanno molto peggio di quelli pre Maastricht (1992).</p>
<p>Con tanto di grafici, nel primo capitolo, Guzzi vi fa vedere come il Pil pro capite italiano dal 1950 al 1991 è cresciuto del 420 per cento, per poi arrestarsi dal 1999 (avvento dell’euro) con una crescita di un misero 5 per cento, contro 20/25 per cento dei partner europei: e non veniteci a raccontare, come amano fare gli euroentusiasti, che si tratta di una fragilità congenita della nostra economia. <strong>Fino all’euro eravamo stati dei fenomeni</strong>. Recuperando reddito pro capite, in termini percentuali, rispetto a tutto il mondo. «L’euro ha eliminato 40 anni di sviluppo economico».</p>
<p>Caracciolo spiega come «l’euro sia nato su spinta franco italiana», contro il parere dell’establishment tedesco, proprio nell’idea, poi rivelatasi velleitaria, di contenere lo strapotere tedesco dopo la riunificazione, e cancellare così il suo marco. Abbiamo dunque fallito due volte: <strong>economicamente siamo andati in declino e politicamente pure</strong>. Bell’affare. Tanto più che in quegli anni, quelli della nascita dell’euro, Antonio Martino e con lui molti economisti liberali, urlavano ai quattro venti che la costruzione della moneta unica fosse economicamente una follia.</p>
<p><strong>Ma il libro è molto di più</strong>. È una vera e propria bomba contro l’eurocorrettismo. Guzzi vi smonta un’altra favoletta, che è riuscita a penetrare anche nelle teste degli insospettabili: il cosiddetto vincolo esterno. Abbiamo bisogno dell’Europa per non fare i nostri soliti casini. Falso, falsissimo. L’autore &#8211; ahinoi &#8211; confonde questa Europa con l’etichetta abusata del neoliberismo.</p>
<p>Temiamo che le analisi acute di Guzzi coincidano in pieno con <a href="https://www.nicolaporro.it/antonio-martino-il-grande-maestro-dei-liberali/" target="_blank" rel="noopener"><strong>le preoccupazioni del liberista e monetarista Martino</strong></a> (sul fatto che l’ex ministro degli Esteri disdegnasse la costruzione dell’euro in tempi non sospetti non ci sono dubbi), ma che Guzzi ci arrivi per una via del tutto diversa. Poco male.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 11 gennaio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/leuro-suicidio-dellue/">L&#8217;euro-suicidio dell&#8217;Ue</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/leuro-suicidio-dellue/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>20</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piccoli esperimenti di felicità</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/piccoli-esperimenti-di-felicita/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/piccoli-esperimenti-di-felicita/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 15:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=296270</guid>

					<description><![CDATA[<p>Piccoli esperimenti di felicità, scritto da Hendrik Groen (Edizione Tea) è uno di quei libri che non ti aspetti: in fondo e letteralmente, è solo il diario di un ironico ottuagenario che vi racconta la sua vista all&#8217;interno di un ospizio di Amsterdam. Un testo da cui scappare, penserete subito: o perché siete vicini a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/piccoli-esperimenti-di-felicita/">Piccoli esperimenti di felicità</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Piccoli esperimenti di felicità</em>, scritto da <strong>Hendrik Groen</strong> (Edizione Tea) è uno di quei libri che non ti aspetti: in fondo e letteralmente, è solo il diario di un ironico ottuagenario che vi racconta la sua vista all&#8217;interno di un ospizio di Amsterdam. Un testo da cui scappare, penserete subito: o perché siete vicini a quella fine, o perché ne siate molto lontani. Eppure è da leggere. <strong>Per tutti e con spirito libertario</strong>. Non fa proclami, non predica, non impartisce lezioni morali. Racconta. E nel raccontare, smonta con eleganza una delle grandi bugie del nostro tempo: l&#8217;idea che la felicità sia un prodotto da scaffale, garantito dallo Stato, dal welfare o dall&#8217;ennesima app per il benessere interiore.</p>
<p><strong>Groen lo fa attraverso piccoli gesti quotidiani</strong>, micro-scelte, esperimenti minimi ma radicali: cambiare abitudine, uscire di casa, dire qualche no in più e qualche sì più autentico. È una filosofia pratica, quasi sovversiva nella sua semplicità. Perché oggi, in un mondo iper-regolato, iper-protetto, iper-spiegato, la vera rivoluzione è prendersi la responsabilità della propria serenità. E non affidarla ad altri, o meglio non pretenderla dalle Istituzioni. Certo siamo nel microcosmo di un palazzetto per vecchi, con una direttrice elegante e dirigista, ma il sapore è ben più ricco.</p>
<p><strong>Il libro è una difesa implicita della libertà individuale</strong>. Non quella urlata, ideologica, ma quella concreta:<strong> la libertà di sbagliare, di essere imperfetti</strong>, di non ottimizzare ogni istante della propria vita secondo parametri imposti da altri. Groen ci ricorda che la felicità non nasce dal controllo totale, ma dal margine di caos che ciascuno riesce a gestire. La libertà terribile di ammalarsi per continuare a vivere, di bere per divertirsi, di rischiare per non morire.</p>
<p><strong>C&#8217;è anche una critica sottile al paternalismo moderno:</strong> l&#8217;idea che qualcuno sappia sempre cosa è meglio per noi. Qui no. Qui la felicità non è un diritto esigibile né un bonus statale. È una conquista personale, fragile, reversibile, e proprio per questo vera. Con ironia nordica e lucidità disarmante, Groen racconta che vivere bene non significa vivere sicuri, ma vivere scegliendo. E scegliendo spesso controcorrente. Un messaggio che oggi suona quasi eretico.</p>
<div id="gptneltesto-video" class="gptslot" data-adunitid="6">
<div id="gpt-slot-6" class="optiload" data-google-query-id="COOWpouZ9ZEDFQH8DQkddqsvRA">
<div id="google_ads_iframe_/5966054,116318342/IlGiornale/IlGiornale_intext_0__container__">Nicola Porro per <em>Il Giornale</em></div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/piccoli-esperimenti-di-felicita/">Piccoli esperimenti di felicità</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/piccoli-esperimenti-di-felicita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intelligenza artificiale governerà le nostre vite? Non è per forza un male</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/lintelligenza-artificiale-governera-le-nostre-vite-non-e-per-forza-un-male/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/lintelligenza-artificiale-governera-le-nostre-vite-non-e-per-forza-un-male/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[time]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=294621</guid>

					<description><![CDATA[<p>Libertà di parola, odio e responsabilità nell’epoca degli algoritmi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/lintelligenza-artificiale-governera-le-nostre-vite-non-e-per-forza-un-male/">L&#8217;intelligenza artificiale governerà le nostre vite? Non è per forza un male</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest’anno la rivista <strong>TIME ha eletto il suo “uomo dell’anno”.</strong> Tuttavia, non si tratta di un essere in carne ed ossa, ma di un processo creativo, di una nuova tecnologia: l’intelligenza artificiale.</p>
<p>La scelta del TIME, sicuramente controversa, è però anche realistica e brillante perché indica con chiarezza quella che non è solamente una tecnologia “del futuro”, ma un evento che sta già cambiando oggi le nostre vite e con cui<strong> è necessario confrontarsi senza allarmismi apocalittici</strong> così come senza facili ottimismi turbo-tecnologici.</p>
<p>Come casa editrice abbiamo provato a confrontarci con questa tecnologia scrivendo un libretto agile in combutta con l’AI, così che, interagendo direttamente con essa sia più facile capirne il funzionamento e l’articolazione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.liberilibri.it/catalogo/il-diritto-di-odiare-una-piccola-inchiesta/?srsltid=AfmBOoooloLi6z1R02xZk_YUuhsOFvwb_Hit606uJMC1abfaD4DKcfgL" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per acquistare il libro</a></p>
<p>Il testo che ne è venuto fuori è <strong>“Il diritto di odiare? Una piccola inchiesta”</strong> in cui cerchiamo di capire, passo passo, a livello storico, filosofico e politico quali siano, e se vi siano, limiti alla libertà di parola: tenendo sempre bene a mente l’invalicabilità della linea che separa l’espressione verbale, per quanto aggressiva, e la violenza fisica, sempre da condannare.</p>
<p>Questo libro è un’eccellente occasione non solo per confrontarsi con<strong> i concetti fondamentali che sorreggono la libertà di espressione</strong>, ma anche per capire quanto possa essere penetrante, affascinante e sorprendente ragionare insieme all’AI.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1379697000228167%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/lintelligenza-artificiale-governera-le-nostre-vite-non-e-per-forza-un-male/">L&#8217;intelligenza artificiale governerà le nostre vite? Non è per forza un male</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/lintelligenza-artificiale-governera-le-nostre-vite-non-e-per-forza-un-male/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>12</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’ipocrisia di sinistra smontata col sorriso</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/lipocrisia-di-sinistra-smontata-col-sorriso/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/lipocrisia-di-sinistra-smontata-col-sorriso/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 17:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Fantin]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Di Bartolo]]></category>
		<category><![CDATA[vignette]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=294253</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una irriverente rappresentazione dell&#8217;odierna situazione socio-politica fotografata dallo sguardo attento di due liberali convinti, con testo e disegni colorati. Si potrebbe riassumere in questi termini il libro di vignette, ma non solo, confezionato per la casa editrice milanese Signs Publishing da Beppe Fantin e Salvatore Di Bartolo, dal titolo Giorgia e i governicoli. La sconfitta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/lipocrisia-di-sinistra-smontata-col-sorriso/">L’ipocrisia di sinistra smontata col sorriso</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una irriverente rappresentazione dell&#8217;odierna situazione socio-politica fotografata dallo sguardo attento di due liberali convinti, con testo e disegni colorati. Si potrebbe riassumere in questi termini il libro di vignette, ma non solo, confezionato per la casa editrice milanese Signs Publishing da <strong>Beppe Fantin</strong> e <strong>Salvatore Di Bartolo</strong>, dal titolo <em>Giorgia e i governicoli. La sconfitta dei governicoli, l&#8217;ascesa di Giorgia Meloni e l&#8217;eterno ritorno dei maestrini dell&#8217;antifascismo militante</em>.</p>
<p>Il libro, scritto a quattro mani dai due autori (Di Bartolo ha curato i testi, Fantin, come sempre magistralmente, le vignette) racconta temi, eventi e personaggi che hanno conquistato la scena politica italiana, ma non solo, nell&#8217;ultimo quinquennio. Dall&#8217;avvento sulla scena del virus, nel marzo 2020, evento che ha radicalmente modificato abitudini e stili di vita degli individui, producendo conseguenze devastanti tanto sulla psiche umana, quanto sulle economie dei Paesi occidentali, al <strong>successo elettorale targato Giorgia Meloni alle politiche 2022</strong>, risultato che ha rappresentato un vero e proprio spartiacque, facendo segnare l&#8217;immediato passaggio dall&#8217;emergenza sanitaria all&#8217;emergenza fascismo.</p>
<p>Lo ricordiamo bene: neppure il tempo di prestare giuramento dinanzi al Capo dello Stato, che già il neonato esecutivo si ritrovava a dover fare i conti con <strong>manipoli di pseudo-antifascisti riluttanti</strong> ad accettare il risultato delle urne. Dopo un lungo e profondo torpore coinciso con la travagliata parentesi pandemica, nelle piazze delle principali città italiane tornavano ad impazzare scioperi, mobilitazioni e manifestazioni di protesta, accompagnate da<strong> efferati episodi di violenza e da acide colate di odio e intolleranza</strong>. Una storia così attuale, che anche le cronache torinesi di ieri ci raccontano.</p>
<p>La piazza antifà è una costante che accompagnerà almeno tutta la prima parte dell&#8217;esperienza governativa di Giorgia Meloni, accomunandola, per molti versi, con quella di altri leader occidentali, su tutti, ovviamente, il presidente Usa Donald Trump, eretto anch&#8217;egli al ruolo di pericoloso autocrate già all&#8217;indomani di quel voto presidenziale, le cui conseguenze per i cangianti equilibri globali sono analizzate dagli autori. Del resto, come giustamente osservano Di Bartolo e Fantin lo schema seguito dalle sinistre progressiste è sempre il medesimo, tanto in Europa quanto negli Usa: <strong>al consenso di destra è sempre accostabile la cupa etichetta del fascismo</strong>, a quello di sinistra la sfavillante insegna della democrazia. Allo stesso modo, il dissenso di destra è sempre ascrivibile alla voce violenza o negazionismo, quello di sinistra da catalogare, invece, come Resistenza, anche se spesso contraddistinto da condotte faziose, aggressive e persino estreme.</p>
<p>Nicola Porro per<em> Il Giornale</em> 21 dicembre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/lipocrisia-di-sinistra-smontata-col-sorriso/">L’ipocrisia di sinistra smontata col sorriso</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/lipocrisia-di-sinistra-smontata-col-sorriso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viva il sindaco liberale</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/viva-il-sindaco-liberale/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/viva-il-sindaco-liberale/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 15:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[liberale]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=292956</guid>

					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un piccolo libro, elegante nella forma e molto diretto nella sostanza, che prova a spiegare una cosa semplice: come dovrebbe essere un sindaco in un Paese dove spesso la politica locale è più complicata del Consiglio dei ministri. Nicolò Costa, con Il sindaco liberale (per la gloriosa Armando editore) ci porta dentro un&#8217;idea che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/viva-il-sindaco-liberale/">Viva il sindaco liberale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un piccolo libro, elegante nella forma e molto diretto nella sostanza, che prova a spiegare una cosa semplice: come dovrebbe essere un sindaco in un Paese dove spesso la politica locale è più complicata del Consiglio dei ministri. <strong>Nicolò Costa</strong>, con <em>Il sindaco liberale</em> (per la gloriosa Armando editore) ci porta dentro un&#8217;idea che a molti sembrerà quasi rivoluzionaria: un amministratore che non passa la giornata a dire «vietato», ma si sforza di dire «fatelo, e vi aiuto pure».</p>
<p><strong>La chiave di lettura è nelle prime righe</strong>: vi è una distinzione «tra forza di legami laschi e debolezza dei legami forti». È la pratica dei legami laschi quella che contraddistingue un amministratore liberale: è uno stile di vita, è un approccio filosofico. Già qui, capite, siamo in controtendenza rispetto alla liturgia italiana delle autorizzazioni, dei protocolli, delle carte che si spostano da un ufficio all&#8217;altro come se fossero reliquie di Stato. Costa dice: <strong>un sindaco serio ascolta, osserva, valuta</strong>. E soprattutto capisce che la società imprenditoriale non è un nemico da tenere al guinzaglio, ma il motore essenziale della città. Una cosa banalissima in teoria, rarissima nella pratica.</p>
<p><strong>Il libro parte da un presupposto liberale semplice:</strong> la politica deve fare poche cose, farle bene, e soprattutto non deve ostacolare chi crea lavoro. Costa propone una figura di sindaco che assomiglia più a un manager illuminato che a un notabile di provincia: uno che prende decisioni, che non ha paura della trasparenza, che comunica in modo chiaro e non si ripara dietro il burocratese. E che, soprattutto, considera i cittadini non come sudditi da catechizzare, ma come interlocutori da ascoltare.</p>
<p><strong>Il libro non è un trattato accademico, e meno male</strong>. L&#8217;autore insiste molto sull&#8217;ascolto quello vero, non la messinscena delle consultazioni pubbliche. È interessante come Costa, tra gli altri, identifichi come nemico dell&#8217;attivista liberale «colui che si impegna in politica per avere la rivincita nella vita», così come il «vittimista». Insiste sulla rapidità delle decisioni, sulla certezza delle regole, sulla trasparenza dei processi. <strong>Tutti ridotti al minimo</strong>. È un testo che farà storcere il naso a chi ama un&#8217;idea dirigista di politica locale, quella dove il Comune è il grande regista di tutto, dai dehors dei bar alle mattonelle dei marciapiedi.</p>
<p>La verità è che <em>Il sindaco liberale</em> colpisce perché mette il dito nella piaga: <strong>l&#8217;Italia non cresce perché la politica locale spesso vive in un mondo suo</strong>, dove chi produce è un fastidio e non una risorsa. Costa invita a cambiare mentalità.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 7 dicembre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/viva-il-sindaco-liberale/">Viva il sindaco liberale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/viva-il-sindaco-liberale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un comunista antico diventato molto liberale</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/un-comunista-antico-diventato-molto-liberale/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/un-comunista-antico-diventato-molto-liberale/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 15:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=291236</guid>

					<description><![CDATA[<p>La recensione del nuovo libro di Lodovico Festa "Non sapendo fare a maglia", edito LiberiLibri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/un-comunista-antico-diventato-molto-liberale/">Un comunista antico diventato molto liberale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete la curiosità di come possa ridursi un ex comunista ex di ferro che ha fatto delle buone letture la sua ricchezza, ricchezza che forse l’ex partito avrebbe provato a distruggere, senza riuscirci. Se siete interessati a sapere come un poeta della politica, un’intelligenza spiccata, un uomo inquieto il quale più distante da alcune delle citazioni che propone non potrebbe essere, ma le propone lo stesso, potendone calibrare gli umori perché maneggia il loro senso con invidiabile disinvoltura. Se apprezzate la sincerità di un dissimulatore straricco di ironia e compassionevole per finta verso chi, povero lui, mai dissimula, beh, allora il nuovo libro di <strong>Vichi Festa</strong>, in libreria tra l’altro dopo quattro fantastici volumi gialli sulle mai lette miserie, e ricchezze, e umanità della politica, a sinistra ma non solo, beh, allora, <a href="https://www.liberilibri.it/catalogo/non-sapendo-fare-a-maglia/?srsltid=AfmBOormf2q_1I_E0pnkZmewTPNFnord9JXslVyT-mu8DGsOLCxfeuhW" target="_blank" rel="noopener"><em>Non sapendo fare a maglia</em>, LiberiLibri, 18 euro</a>, questo è il vostro libro.</p>
<p><strong>Spazia nell’universo del sapere</strong>, lo cita pezzetto per pezzetto, tramite le briciole rivelatrici di mille monumenti della cultura, tenendo sempre lui in mano il gioco, trattenendo signorilmente la voglia matta di pigliare per il culo qualche autore celebrato, qualche gran nome, laddove la voglia, apparentemente trattenuta, viene scatenata posizionando qui questo autore e quell’altro molto altrove. <strong>Fottutissimo e malizioso autore</strong>. Festa propone, per capirci, l’inestricabile casino del nostro mondo di oggi, oppure del mondo prossimo, avvisando, e sorridendo lui come un matto, che non sarebbe questa, per noi che non capiamo, l’ora di sorridere. Vichi Festa, anticomunista com’è, non ha mai dimenticato di amare il suo passato, che Dio lo benedica per questo, né la doppia lingua esposta a suo tempo nelle vetrine dell’aristocrazia comunista piuttosto che sui banconi del popolo militante (c’era eccome, in quei tempi, il radicamento sul territorio).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.liberilibri.it/catalogo/non-sapendo-fare-a-maglia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per acquistare il libro clicca qui</strong></a></p>
<p>Ma una citazione, per il libro di un comunista antico diventato molto liberale, non si può evitare. Tra mille scelgo questa, a pagina 60: “Nei suoi Essais, Michel de Montaigne dice di essere ‘poco soggetto alle violente emozioni, rinforzo ogni giorno la mia corazza grazie alla ragione’. Ecco cosa mi distingue da questo mirabile protagonista del Rinascimento francese, io ho una corazza per difendermi dalle emozioni che fa schifo. Piango più della vedova, se pronuncio l’eulogia di un amico morto: ma fatti una corazza come Montaigne, mi dice Lidia, l’amore della mia vita”. <strong>Un gran libro insomma</strong>, diverte e insegna senza fatica molte cose. Non andrete a comprarlo? Peggio per voi.</p>
<p>Andrea Marcenaro, 3 dicembre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/un-comunista-antico-diventato-molto-liberale/">Un comunista antico diventato molto liberale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/un-comunista-antico-diventato-molto-liberale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli scienziati ribaltano tutto: &#8220;Non c&#8217;è alcuna emergenza climatica&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/gli-scienziati-ribaltano-tutto-non-ce-alcuna-emergenza-climatica/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/gli-scienziati-ribaltano-tutto-non-ce-alcuna-emergenza-climatica/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 15:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[climatismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=288279</guid>

					<description><![CDATA[<p>La più recente pubblicazione di 21moSecolo, Clima: lasciamo parlare i dati di Franco Battaglia, Guus Berkhout e Nicola Scafetta, giunge proprio mentre si sta svolgendo in Brasile la Cop30, la trentesima Conferenza Onu sul clima. Intrise di molta ideologia e con pochissima scienza, in queste Cop non si è mai concluso alcunché, appunto perché l’ideologia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/gli-scienziati-ribaltano-tutto-non-ce-alcuna-emergenza-climatica/">Gli scienziati ribaltano tutto: &#8220;Non c&#8217;è alcuna emergenza climatica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La più recente pubblicazione di 21moSecolo, <em>Clima: lasciamo parlare i dati</em> di <strong>Franco Battaglia</strong>, <strong>Guus Berkhout</strong> e<strong> Nicola Scafetta</strong>, giunge proprio mentre si sta svolgendo in Brasile la Cop30, la trentesima Conferenza Onu sul clima. Intrise di molta ideologia e con pochissima scienza, in queste Cop non si è mai concluso alcunché, appunto perché l’ideologia ha fatto da padrona. Per 30 anni si sono ripromessi che avrebbero trovato il modo di ridurre le emissioni di CO2, che invece, nel frattempo, sono aumentate del 60%.</p>
<p>I tre autori – ciascuno dei quali ha curato un capitolo del libro – sono fondatori delle Fondazione Clintel, i cui oltre 2000 adepti (tra cui due premi Nobel per la Fisica) hanno sottoscritto la Dichiarazione Mondiale sul clima: <a href="https://www.nicolaporro.it/il-cambiamento-climatico-come-occasione-di-progresso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>non c’è alcuna emergenza climatica</strong></a>. Il chimico-fisico Franco Battaglia, che è portavoce di Clintel-Italia, scrive con stile giornalistico e presenta e commenta i dati così come sono riportati dalle stesse Agenzie che per trent’anni hanno terrorizzato l’umanità con l’emergenza climatica. Guus Berkhout, professore emerito di Geofisica e membro dell’Accademia delle Scienze d’Olanda, è il presidente di Clintel dal 2019, cioè dall’anno di nascita della Fondazione. <strong>Berkhout punta l’indice verso una scienza del clima oggi corrotta dalla politica</strong>. Il suo messaggio è: stiano i politici lontani dalla climatologia. Nicola Scafetta, professore di Fisica dell’atmosfera all’università di Napoli, è oggi il climatologo italiano più noto all’estero. Il suo capitolo è più tecnico, e sarà apprezzato da tutti coloro, e noi per primi, che attendono risposta agli insidiosi dubbi che dovessero emergere dalla lettura dei capitoli precedenti.</p>
<p><strong>Fin qua, la prima metà del libro</strong>. La seconda metà è presentata come Appendice e consiste di ampi stralci dell’ultimo Rapporto del Dipartimento dell’energia americano (Doe), uscito lo scorso luglio e titolato <em>Una revisione critica dell’impatto delle emissioni di gas-serra sul clima</em>. Di fatto l’appendice è la traduzione di oltre i 2/3 del Rapporto del Doe. Il Dipartimento dell’energia americano è stato per decenni portavoce della narrazione catastrofista, una narrazione in contrasto con catastrofi mai avvenute. Col presidente Trump che ha sostituito i quadri del Dipartimento, il recente Rapporto cancella i precedenti e sarà la guida della politica energetico ambientale del presidente. Clima, lasciamo parlare i dati è prefato da due tra i più stimati scienziati italiani: Uberto Crescenti e Alberto Prestininzi, altri esperti della materia. Dopo aver letto questo libro, avrete tutti gli strumenti che servono per contrastare <strong>le narrazioni ideologiche sulla questione climatica</strong>, e li avrete ottenuti dalla viva voce di scienziati di prim’ordine.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 16 novembre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/gli-scienziati-ribaltano-tutto-non-ce-alcuna-emergenza-climatica/">Gli scienziati ribaltano tutto: &#8220;Non c&#8217;è alcuna emergenza climatica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/gli-scienziati-ribaltano-tutto-non-ce-alcuna-emergenza-climatica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>14</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non solo gli sprechi: Milei aziona un&#8217;altra motosega</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/non-solo-gli-sprechi-milei-aziona-unaltra-motosega/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/non-solo-gli-sprechi-milei-aziona-unaltra-motosega/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 15:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Javier Milei]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=286995</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci voleva un argentino con la chioma ribelle e la voce da predicatore per ricordarci una cosa che in Europa abbiamo dimenticato: la libertà non è un favore dello Stato, ma la sua più grande minaccia. Javier Milei, economista, outsider e oggi presidente dell’Argentina, firma con Il cammino del libertario (Rubbettino) un libro che è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/non-solo-gli-sprechi-milei-aziona-unaltra-motosega/">Non solo gli sprechi: Milei aziona un&#8217;altra motosega</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci voleva un argentino con la chioma ribelle e la voce da predicatore per ricordarci una cosa che in Europa abbiamo dimenticato: <strong>la libertà non è un favore dello Stato</strong>, ma la sua più grande minaccia. <a href="https://www.nicolaporro.it/milei-insegna-anche-gli-italiani-meritano-una-rivoluzione-liberale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Javier Milei</strong>, economista, outsider e oggi presidente dell’Argentina</a>, firma con <em>Il cammino del libertario</em> (Rubbettino) un libro che è insieme autobiografia, pamphlet e granata lanciata contro il conformismo progressista che domina il dibattito pubblico.</p>
<p><strong>Altro che politicamente corretto: Milei è il contrario vivente</strong>. Grida, provoca, demolisce, cita Mises e Hayek come fossero compagni di birra, e lo fa con la passione di chi crede davvero che il mercato sia l’unico strumento di emancipazione dell’uomo. Per lui lo Stato è una macchina vorace, un mostro fiscale che divora la ricchezza e soffoca il talento. «La tassazione è un furto legalizzato», scrive senza mezze misure. E capisci subito che non stai leggendo il solito economista da salotto. Anzi nei primi capitoli vi spiega per filo e per segno <strong>il suo cammino culturale verso il liberalismo</strong>, vi racconta con semplicità la teoria economica del monopolio. Dietro al fenomeno Milei c’è molto di più di una motosega.</p>
<p><strong>Il libro scorre come un manifesto urlato</strong>, un viaggio personale e politico in cui Milei racconta come ha deciso di sfidare il sistema partendo da un’aula universitaria fino al palco di Buenos Aires. È il racconto di un uomo che non chiede il permesso di pensare, e che del dissenso ha fatto la sua identità. <strong>Ogni pagina è una frustata contro la burocrazia</strong>, il parassitismo di Stato, l’ipocrisia delle élite che predicano uguaglianza ma vivono di rendite pubbliche. Milei non si nasconde dietro giri di parole: attacca, argomenta, cita numeri e scuote. Si può amarlo o odiarlo, ma è impossibile ignorarlo.</p>
<p>Il cammino del libertario non è un saggio per accademici ma sarebbe molto utile, anche per essi, leggerlo: <strong>è un grido di battaglia</strong>, scritto con la furia di chi crede che la libertà valga più del consenso. E se l’Occidente, anestetizzato dal politicamente corretto, avesse bisogno proprio di <strong>questo urlo argentino per svegliarsi dal torpore</strong>, forse vale la pena ascoltarlo. L’introduzione di Alberto Benegas ha il merito di sintetizzare il decalogo di Milei, dalla lotta all’ambientalismo al ruolo pericoloso delle banche centrali. Dalla legislazione sul lavoro all’aborto (sulla qual cosa ci sarebbe da discutere, ed è forse il punto più ostico per un libertario classico) e poi fisco, democrazia, debito estero e dazi.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 9 novembre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/non-solo-gli-sprechi-milei-aziona-unaltra-motosega/">Non solo gli sprechi: Milei aziona un&#8217;altra motosega</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/non-solo-gli-sprechi-milei-aziona-unaltra-motosega/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>21</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Margaret Thatcher, quell&#8217;idea di libertà che non muore mai</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-quellidea-di-liberta-che-non-muore-mai/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-quellidea-di-liberta-che-non-muore-mai/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 15:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[margaret thatcher]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=285401</guid>

					<description><![CDATA[<p>La recensione del libro "La donna che ha cambiato il mondo" a cura di Luca Bellardini (Liberilibri)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-quellidea-di-liberta-che-non-muore-mai/">Margaret Thatcher, quell&#8217;idea di libertà che non muore mai</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ottobre appena trascorso sono successe così tante cose sul piano della politica interna e internazionale, che è finita in secondo piano una ricorrenza della massima rilevanza: <a href="https://www.nicolaporro.it/la-lezione-della-thatcher-sui-diritti-dei-bambini/" target="_blank" rel="noopener"><strong>i cento anni dalla nascita di Margaret Thatcher</strong></a> (1925-2013). Questa donna straordinaria, uno dei più rilevanti statisti occidentale della seconda metà del ’900 rimane ancora oggi un esempio insuperabile di leadership che non prende il comando per il puro gusto di comandare (cosa che pure senz’altro aveva!), né per accrescere il potere del suo governo ma, anzi, per ridurre l’invadenza che quel governo esercita sui cittadini.</p>
<p>Per celebrare l’evento Liberilibri ha pubblicato un testo dal titolo assolutamente inequivocabile <a href="https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-la-donna-che-ha-cambiato-il-mondo/" target="_blank" rel="noopener"><em>La donna che ha cambiato il mondo</em></a> a cura di <strong>Luca Bellardini</strong>. L’incidenza della Thatcher sulla storia dentro cui ancora oggi noi siamo, è difficilmente calcolabile e la sua eredità va celebrata e recuperata proprio perché, nell’attuale spaesamento politico europeo, costituisce ancora un faro che indica la via. Come scrive il curatore nella nota introduttiva: «La riscoperta del pensiero e dell’azione di Margaret Thatcher è quanto mai essenziale oggi, allorché il conservatorismo sta finalmente riottenendo un posto di primo piano tra le piattaforme politiche su cui i cittadini delle maggiori democrazie sono chiamati a esprimersi; oggi che l’Occidente ha più che mai bisogno di essere unito contro l’aggressività delle autocrazie; oggi che la prospettiva di uno Stato limitato, snello ma forte, rispettoso dell’autonomia privata e governato con responsabilità – senza sussidi a pioggia, senza appesantire il fardello del debito per le generazioni future – riceve nuova linfa proprio dall’<a href="https://www.nicolaporro.it/milei-insegna-anche-gli-italiani-meritano-una-rivoluzione-liberale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Argentina di Javier Milei</strong></a>, mostrando che nel lungo periodo le buone idee hanno più successo delle armi».</p>
<p>Il libro, attraverso i saggi di alcuni dei massimi conoscitori delle politiche della<strong> Lady di Ferro</strong>, percorre la carriera politica della politica britannica prendendo in esame non solo la sua biografia ma soprattutto la sua azione politica. Viene mostrato come sia stata in grado di mutare la direzione di un Paese che si era avviato sulla strada di un grossolano socialismo che stava spegnendo per intero le forze propulsive di una nazione che, solo fino a pochi decenni prima, era ancora l’impero più vasto del mondo. Al centro delle politiche della «figlia del droghiere» c’era <strong>un’idea straordinariamente concreta di libertà</strong> che si realizzava nella volontà di mettere in condizioni ogni individuo di poter valorizzare al massimo le proprie capacità personali, di poter sviluppare la propria individualità per realizzare il meglio di sé.</p>
<p>In questo senso va compresa la celebre affermazione thatcheriana secondo cui <strong>non esiste la società ma solo gli individui</strong>. La società è un’entità astratta, spesso niente altro che l’oggetto dei discorsi di politici che vogliono ampliare la propria sfera d’intervento. Mentre gli individui sono coloro che esistono, producono, fanno. E che vogliono essere liberi. Recuperare l’importanza di questi concetti ricordando l’eredità politica di Margaret Thatcher sarebbe già moltissimo.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 2 novembre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-quellidea-di-liberta-che-non-muore-mai/">Margaret Thatcher, quell&#8217;idea di libertà che non muore mai</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-quellidea-di-liberta-che-non-muore-mai/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I 3 anni di governo Meloni</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/i-3-anni-di-governo-meloni/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/i-3-anni-di-governo-meloni/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 15:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=283797</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo tre anni di governo, c&#8217;è, ovviamente, chi la ama e chi la detesta, ma di Giorgia Meloni tutti parlano. E Alessandro Iovino in Giorgia, onorare le radici e pensare il domani, (edizioni Bonfirraro), sceglie di fare un passo diverso: non un&#8217;agiografia, non un&#8217;invettiva, ma un tentativo riuscito di capire chi sia davvero la donna che ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/i-3-anni-di-governo-meloni/">I 3 anni di governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tre anni di governo, c&#8217;è, ovviamente, chi la ama e chi la detesta, ma di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/persone/giorgia-meloni-134874.html" target="_blank" rel="nofollow">Giorgia Meloni</a></strong> tutti parlano. E <strong>Alessandro Iovino</strong> in <em>Giorgia, onorare le radici e pensare il domani</em>, (edizioni Bonfirraro), sceglie di fare un passo diverso: non un&#8217;agiografia, non un&#8217;invettiva, ma un tentativo riuscito di capire chi sia davvero la donna che ha cambiato il volto della politica italiana.</p>
<p>Il libro non si limita a ripercorrere la scalata della leader di Fratelli d&#8217;Italia, dalla Garbatella a Palazzo Chigi. <strong>Racconta piuttosto l&#8217;evoluzione di una visione culturale</strong>: quella di una destra che non chiede più permesso, che smette di vergognarsi delle proprie radici e che prova, dopo decenni di subalternità, a proporre un modello alternativo di società. Iovino analizza, nella prima parte del libro, la Meloni politica, ma anche quella umana: la ragazza cresciuta in un quartiere popolare, la militante di Atreju, la donna che si è fatta da sé in un mondo dominato dagli uomini e dalla retorica del «politicamente corretto e la mamma».</p>
<p><strong>C&#8217;è il coraggio di dire che la Meloni non è un accidente politico</strong>, ma il prodotto coerente di una lunga traiettoria culturale. E c&#8217;è la consapevolezza che il suo successo nasce da un linguaggio diverso: diretto, emotivo, intriso di identità. Una politica che parla di patria, di Dio, di libertà, parole che fino a ieri parevano tabù. Il merito del libro è di riportare il dibattito sul terreno delle idee, non dei pregiudizi. Iovino mostra una Meloni capace di incarnare la frattura tra l&#8217;Italia reale e quella delle élite, tra chi lavora e chi pontifica.</p>
<p>Ci sono alcuni passaggi fulminanti, ad esempio quelli sull&#8217;opposizione di <strong>Matteo Renzi.</strong> Alla fine, chi è davvero Matteo Renzi? Un riformatore? Un illusionista? Un eterno indeciso che ormai ha perso per sempre quel Paese che credeva di aver conquistato? È un politico esperto ed è un uomo scaltro. Eppure qualche volta si ha la sensazione che per Giorgia Meloni, con la forza che la premier ha oggi, un oppositore con tale credito e con tale seguito sia più un vantaggio che non un pericolo. In definitiva, Iovino firma un saggio che si legge come un racconto giornalistico: agile, denso, mai ideologico.</p>
<p>Nicola Porro, Il Giornale 26 ottobre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/i-3-anni-di-governo-meloni/">I 3 anni di governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/i-3-anni-di-governo-meloni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>34</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La tassa sugli affitti brevi è un attacco alla libertà</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-tassa-sugli-affitti-brevi-e-un-attacco-alla-liberta/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/la-tassa-sugli-affitti-brevi-e-un-attacco-alla-liberta/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 17:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[affitti brevi]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=283350</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al Ministero dell'Economia dovrebbero leggere "La libertà abita qui", il libro che smonta le principali obiezioni mosse contro il libero utilizzo degli immobili</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-tassa-sugli-affitti-brevi-e-un-attacco-alla-liberta/">La tassa sugli affitti brevi è un attacco alla libertà</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://www.nicolaporro.it/affitti-brevi-toc-toc-a-salvini-e-tajani-nel-testo-ufficiale-resta-la-fregatura/" target="_blank" rel="noopener"><strong>regolamentazione degli affitti brevi</strong></a> è oggi campo di una lotta ideologica: da un lato, chi vuole preservare libertà e dinamismo; dall’altro, una classe dirigente sempre più autoritaria. Dietro la pretesa di tutelare le città, si cela la volontà di soffocare l’iniziativa privata, <strong>criminalizzare la proprietà</strong> e ridurre i cittadini a semplici ingranaggi di un sistema pianificato. Il libro <em>La libertà abita qui</em> intende smontare le principali obiezioni mosse contro il libero utilizzo degli immobili: dall’aumento dei prezzi alla gentrificazione, dai troppi turisti alla concorrenza sleale e alla sicurezza. Perché il vero bersaglio non sono le case, ma <strong>la libertà degli individui</strong>, come cittadini e come imprenditori.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Presentazione del libro &quot;La libertà abita qui. Case, affitti brevi e diritto di proprietà&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/b-hFZTCBGmc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ieri, presso <strong>la sede di Confedilizia</strong> a Roma, si è svolta la presentazione di questo volume, <em>La libertà non abita qui</em>. Un testo fondamentale per capire quanto la tutela della proprietà della casa sia imprescindibile per difendere la libertà stessa dagli arbitri dallo Stato che ritiene, invece, di poterne disporre come vuole, quanto vuole, come se fosse una sorta di bancomat governativo.</p>
<p>Liberilibri, 23 ottobre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-tassa-sugli-affitti-brevi-e-un-attacco-alla-liberta/">La tassa sugli affitti brevi è un attacco alla libertà</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/la-tassa-sugli-affitti-brevi-e-un-attacco-alla-liberta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi comanda davvero è la casta dei giudici</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/chi-comanda-davvero-e-la-casta-dei-giudici/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/chi-comanda-davvero-e-la-casta-dei-giudici/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 14:46:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[giudici]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=282647</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mettiamo in fila un po’ di storie della recente cronaca politica. Il decreto del governo e le seguenti modifiche per confinare in Albania una ristretta cerchia di immigrati senza permesso di soggiorno. Il decreto di arresto di Putin deciso da una corte penale internazionale, che gli renderebbe complicato atterrare a Budapest per vedersi con Donald [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/chi-comanda-davvero-e-la-casta-dei-giudici/">Chi comanda davvero è la casta dei giudici</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mettiamo in fila un po’ di storie della recente cronaca politica. Il decreto del governo e le seguenti modifiche per confinare in Albania una ristretta cerchia di immigrati senza permesso di soggiorno. Il <strong>decreto di arresto di Putin</strong> deciso da una corte penale internazionale, che gli renderebbe complicato atterrare a Budapest per vedersi con Donald Trump. Le decisioni di un bel numero di corti americane sulle politiche di «deportation», espulsioni, decise dall’amministrazione repubblicana. Cosa hanno in comune queste storie così apparentemente diverse?</p>
<p><strong>La decisione di un magistrato, di un giudice</strong>, che si oppone con la forza di una sentenza a una decisione politica, che in ultima istanza è stata sottoposta a un processo democratico. Ma cosa sta succedendo nel mondo occidentale? A leggere lo stupendo<em> I signori del diritto. Il potere più irresponsabile</em> (IBL Libri) di <strong>Raiomondo Cubeddu</strong> e <strong>Pier Giuseppe Monateri</strong>, non ci sono dubbi: <strong>chi comanda davvero è la casta dei giuristi</strong>, come li definisce, con immagine provocatoria, Monateri. Nella sua bella introduzione Nicola Zanon parla, in termini tecnici, di prevalenza della giurisdizione rispetto alla politica. «La giurisprudenza è divenuta realmente creatrice del diritto e le sentenze vere e proprie fonti di esso». Peraltro con un intrecciarsi di fonti nazionali e internazionali che rendono tutto molto più complicato.</p>
<p>Zanon nota come spesso venga <strong>agitato il feticcio dell’indipendenza del magistrato</strong> per riaffermarne la sua insindacabilità: «Ma l’indipendenza del giudice non è, e non è mai stata, indipendenza dalla legge» come oggi sembra che sia. Come nota Monateri inoltre la figura del giudice sta mutando «da tecnico del diritto a moralista pubblico». «Questo processo si è rafforzato negli ultimi decenni sotto la spinta di due grandi correnti: da un lato, l’espansione dell’ideologia dei diritti, sempre più numerosi, indefiniti, assoluti; dall’altro, la crisi del potere politico, percepito come incapace di guidare i processi sociali&#8230; Non è un caso che molte sentenze negli ultimi anni &#8211; in Italia come all’estero &#8211; contengano riferimenti sempre più espliciti a valori, dignità, eguaglianza, progresso sociale».</p>
<p>Nelle recenti ordinanze della procura di Milano riguardo ai presunti illeciti edilizi si legge: «Siamo di fronte ad una dinamica puramente estrattiva, ad aspettative di rendite che generano un mercato immobiliare iniquo&#8230;massimizzare il profitto è l’unico obiettivo degli investitori». Nero su bianco. Vorremmo capire che titolo hanno dei magistrati per permettersi di confutare logiche di mercato e massimizzazione dei profitti. Vogliono forse stabilire loro quali debbono essere gli obiettivi degli investitori? <strong>È forse un reato massimizzare il profitto?</strong> L’avidità, se mai ci fosse, è censurabile da qualche norma? Ma la critica non si esaurisce qua. C’è molto di più nel saggio di Cubeddu e nella ricca appendice che ci riporta riflessioni di Hume, Hayek, Leoni e Menger. Non ve lo perdete, se ritenete che il giuridicismo sia una delle malattie delle società occidentali.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 19 ottobre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/chi-comanda-davvero-e-la-casta-dei-giudici/">Chi comanda davvero è la casta dei giudici</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/chi-comanda-davvero-e-la-casta-dei-giudici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>38</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un atto di disobbedienza intellettuale: il libro che dovete leggere su Israele</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/un-atto-di-disobbedienza-intellettuale-il-libro-che-dovete-leggere-su-israele/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/un-atto-di-disobbedienza-intellettuale-il-libro-che-dovete-leggere-su-israele/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 17:15:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[hamas]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=281306</guid>

					<description><![CDATA[<p>C’è un libro che va letto oggi, proprio oggi a pochi giorni dall’anniversario del 7 ottobre, quando la parola «Israele» scatena urla, striscioni, indignazioni prefabbricate e un moralismo a senso unico. Si chiama Maledetto Israele! di Niram Ferretti. E no, non è un pamphlet ideologico: è un atto di disobbedienza intellettuale. Fresco di stampa, con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/un-atto-di-disobbedienza-intellettuale-il-libro-che-dovete-leggere-su-israele/">Un atto di disobbedienza intellettuale: il libro che dovete leggere su Israele</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un libro che va letto oggi, proprio oggi a pochi giorni dall’anniversario del <strong>7 ottobre</strong>, quando la parola «Israele» scatena urla, striscioni, indignazioni prefabbricate e un moralismo a senso unico. Si chiama<em> Maledetto Israele!</em> di Niram Ferretti. E no, non è un pamphlet ideologico: è un atto di disobbedienza intellettuale. Fresco di stampa, con una preziosa introduzione di <strong>Giuliano Ferrara</strong>.</p>
<p>Ferretti scava nel cuore del nuovo conformismo occidentale, quello che ha sostituito il vecchio antisemitismo con una forma più raffinata: l’odio legittimato contro lo Stato ebraico. Non servono più le svastiche, bastano i talk show, i titoli dei giornali, i cortei con la kefiah. Israele è diventato il nemico perfetto: piccolo, efficiente, occidentale e – soprattutto – vincente. Ferretti dimostra, come in un perfetto capovolgimento dei ruoli, Tel Aviv da vittima si trasformi sempre in carnefice. <strong>È sempre successo così, è un’accusa antica</strong>, che li perseguita almeno dal Medioevo. L’autore racconta questa crociata con lucidità chirurgica. Mostra come l’opinione pubblica europea, intrisa di sensi di colpa e di terzomondismo, si sia inventata un nuovo oppresso a cui inchinarsi e un nuovo oppressore da demonizzare. La realtà non interessa: interessa la narrazione. Israele deve essere «maledetto» perché serve un capro espiatorio per le nevrosi dell’Occidente.</p>
<p>Ferretti non fa sconti a nessuno. <strong>Anche la Chiesa ha le sue responsabilità</strong>. O almeno un pezzo di essa che gioca ancora con il pregiudizio antisemita. Ecco perché la guerra e la risposta al 7 ottobre diventa ingiusta per definizione. Se ne può discutere, ma rimettendo sul tavolo anche Tommaso e Agostino, teorici della cristianissima guerra giusta.</p>
<p>C’è una tesi forte dietro tutto questo:<strong> l’odio per Israele è il termometro del declino occidentale</strong>. Israele è diventato «il canarino della miniera» dei valori e della cultura dell’Occidente. «Oggi diversamente dal 1941 in poi, la soluzione finale della questione ebraica, nella sua forma aggiornata di questione israeliana, gode di una vasta popolarità non solo, come naturale che sia, nel mondo islamico, ma in quell&#8217;Europa da tempo stanca di portare sulle spalle il peso, in realtà alleggerito assai, del compianto degli ebrei sterminati dai nazisti. Se, infatti, come dichiara Hamas, e <strong>come ripete Francesca Albanese</strong>, Israele nasce nella colpa, appropriandosi di terra palestinese e opprimendo un popolo nativo, si fa solo giustizia espropriando del maltolto, liberando la Palestina «dal fiume al mare», dagli usurpatori, dai coloni, dagli abusivi per far sì che tutto torni in seno all’islam sotto il suo stendardo».</p>
<p><em>Maledetto Israele!</em> non è un testo per tifosi, ma per lettori liberi. <strong>È una difesa dell’intelligenza contro la propaganda</strong>, della complessità contro la semplificazione. E in tempi come questi, leggere Ferretti è un atto di igiene mentale.</p>
<p>Nicola Porro, <em>il Giornale</em> 12 ottobre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/un-atto-di-disobbedienza-intellettuale-il-libro-che-dovete-leggere-su-israele/">Un atto di disobbedienza intellettuale: il libro che dovete leggere su Israele</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/un-atto-di-disobbedienza-intellettuale-il-libro-che-dovete-leggere-su-israele/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Margaret Thatcher, la donna che ha cambiato il mondo</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-la-donna-che-ha-cambiato-il-mondo/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-la-donna-che-ha-cambiato-il-mondo/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 15:36:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[margaret thatcher]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=281398</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché ricordare Margaret Thatcher a un secolo dalla nascita? Non solo per le sue politiche, capaci di guarire un Regno Unito che era “il grande malato d’Europa”, ridando forza all’orgoglio britannico dopo decenni di stagnazione. Non solo per la validità delle sue opinioni, sintesi efficace e originale di etica vittoriana, liberalismo classico e conservatorismo anglosassone. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-la-donna-che-ha-cambiato-il-mondo/">Margaret Thatcher, la donna che ha cambiato il mondo</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché ricordare <a href="https://www.facebook.com/share/v/1F3uG1NtNZ/" target="_blank" rel="noopener nofollow"><strong>Margaret Thatcher</strong></a> a un secolo dalla nascita? Non solo per le sue politiche, capaci di guarire un Regno Unito che era “il grande malato d’Europa”, ridando forza all’orgoglio britannico dopo decenni di stagnazione. Non solo per la validità delle sue opinioni, sintesi efficace e originale di etica vittoriana, liberalismo classico e conservatorismo anglosassone.</p>
<p>Ma, soprattutto, per <strong>la sua straordinaria capacità di cambiare le idee dominanti</strong> nella società dell’epoca; per il suo coraggio di condurre una campagna vincente, senza compromessi, contro quel “consenso” che a Londra aveva reso indistinguibili i due partiti maggiori e nel mondo infiacchiva le democrazie capitaliste minacciate dal socialismo. «L’economia è soltanto il mezzo», ebbe a dire la<strong> Lady di Ferro</strong>, «l’obiettivo è cambiare la mente e l’anima». In sei saggi che vanno alla radice della visione thatcheriana, del suo impatto contingente e della sua eredità nel tempo, ispiratrice per la soluzione di molti problemi contemporanei, questo volume racconta come oltremanica fu possibile dare battaglia – e prevalere – <strong>contro i rischi di uno Stato onnipotente</strong> e un individuo massificato.</p>
<p>Perché fu una donna del popolo della provincia inglese – la “figlia del droghiere” divenuta primo ministro grazie al suo intelletto, al suo carisma, alla sua determinazione – a difendere il bene più prezioso di tutti: la libertà.</p>
<p>Liberilibri, 12 ottobre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-la-donna-che-ha-cambiato-il-mondo/">Margaret Thatcher, la donna che ha cambiato il mondo</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/margaret-thatcher-la-donna-che-ha-cambiato-il-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;economia spiegata da un grande liberale</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/leconomia-spiegata-da-un-grande-liberale/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/leconomia-spiegata-da-un-grande-liberale/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2025 13:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[sergio ricossa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=277311</guid>

					<description><![CDATA[<p>Capire l’economia è una cosa talvolta complicata e spesso noiosa, eppure fondamentale. Servono maestri che sappiano spiegartela bene, che te la facciano comprendere davvero. Tra questi maestri forse nessuno è migliore di Sergio Ricossa. Questo formidabile professore straborghese che in tempi impensabili ha difeso in maniera brillante, forsennata e geniale l’economia di mercato, la proprietà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/leconomia-spiegata-da-un-grande-liberale/">L&#8217;economia spiegata da un grande liberale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capire l’economia è una cosa talvolta complicata e spesso noiosa, eppure fondamentale. Servono maestri che sappiano spiegartela bene, che te la facciano comprendere davvero. Tra questi maestri forse nessuno è migliore di<strong> Sergio Ricossa</strong>. Questo <strong>formidabile professore straborghese</strong> che in tempi impensabili ha difeso in maniera brillante, forsennata e geniale l’economia di mercato, la proprietà privata e la libertà d’impresa, oltre alla libertà in generale. Che ha difeso il primato dell’iniziativa privata sull’arroganza espropriativa della tassazione folle. Che dalle colonne di questo giornale ha spiegato l’economia, e tante altre cose, agli italiani.</p>
<p>È allora un’occasione bellissima per avvicinarsi al pensiero di questo intellettuale ed economista eccezionale leggere un libro bellissimo che Ricossa ha scritto all’inizio degli anni Novanta e che <a href="https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/zuppa-liberilibri-con-michele-silenzi-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Liberilibri</strong></a> ha appena ripubblicato in un’edizione tutta aggiornata e curata da Carlo Stagnaro. Il libro s’intitola <em>I grandi classici dell’economia</em> (pagg. 464, euro 20) ed è una fantastica storia economica attraverso i libri più significativi di questa «scienza triste». Dall’antica Grecia (in cui nasce il termine<br />
«oikonomia» che semplicemente significa amministrazione della casa) fino ai giorni nostri, perché Stagnaro ha integrato il racconto di Ricossa arrivando fino ai più recenti incisivi economisti, <strong>il libro mostra il dipanarsi delle idee</strong> che hanno dato forma al nostro mondo. Perché questo è il punto.</p>
<p>Se le idee filosofiche e politiche sono quelle che hanno innervato la storia e dato forma ai grandi eventi, che sono quasi sempre tragici, è l’economia il meccanismo attraverso cui gli uomini hanno cercato di incontrarsi e di capire come poter prosperare, inevitabilmente insieme, perché insieme viviamo su questa terra, anche quando non ci piacciamo, quando non andiamo d’accordo, finanche quando ci odiamo. Ecco <strong>l’essenza dello scambio e del commercio</strong>, migliorare le proprie condizioni e così anche quelle degli altri, scambiandoci liberamente ciò di cui abbiamo bisogno, spesso anche e soprattutto con chi altrimenti finiremmo per scontrarci, o per fare la guerra.</p>
<p>L’unicità di questo libro sta, ovviamente, anche nella prosa di Ricossa, nella sua capacità di raccontare concetti a volte complessi con straordinaria chiarezza, ironia e pungente brillantezza. Non nasconde ovviamente le sue idee e <strong>le sue preferenze liberali</strong>, ben note, ma questo non gli impedisce di presentare anche i grandi “avversari” con la rilevanza che pure meritano. Per chi vuole capire l’economia, o ripassare determinati concetti, è difficile pensare a un libro migliore.</p>
<p>Anche perché<strong> lo si può leggere tutto d’un fiato</strong> o consultare i singoli autori che più ci interessano. Scrive Carlo Stagnaro nel suo notevole saggio introduttivo: «I grandi classici sono, dunque, una sorta di lasciapassare per il lettore non specialista ma interessato a comprendere gli aspetti pedestri della vita: la produzione, il risparmio, l’investimento, il commercio. Quegli aspetti, cioè, che rappresentano la base e forniscono il contesto all’interno del quale si svolgono gli amori e le avventure», ossia l’intera grande vicenda della vita umana attraverso i secoli.</p>
<p>Nicola Porro per<em> Il Giornale</em> 21 settembre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/leconomia-spiegata-da-un-grande-liberale/">L&#8217;economia spiegata da un grande liberale</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/leconomia-spiegata-da-un-grande-liberale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cambiamento climatico come occasione di progresso</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/il-cambiamento-climatico-come-occasione-di-progresso/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/il-cambiamento-climatico-come-occasione-di-progresso/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 14:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=275206</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si tratta di un libro davvero stimolante. Il titolo è molto ambizioso ed è Gestire la discontinuità. È un’intervista tra Giordano Riello giovane e affermato imprenditore Veneto e il professor Carlo Pelanda. L’idea di base, si capisce nelle due introduzioni affiancate, è di incrociare le prospettive. Quella, per l’imprenditore, di «alzare la testa dal tornio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-cambiamento-climatico-come-occasione-di-progresso/">Il cambiamento climatico come occasione di progresso</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di un libro davvero stimolante. Il titolo è molto ambizioso ed è <em>Gestire la discontinuità</em>. È un’intervista tra <strong>Giordano Riello</strong> giovane e affermato imprenditore Veneto e il <strong>professor Carlo Pelanda</strong>. L’idea di base, si capisce nelle due introduzioni affiancate, è di incrociare le prospettive. Quella, per l’imprenditore, di «alzare la testa dal tornio senza però perderlo di vista». Riello non è un imprenditore qualsiasi. È un giovane molto curioso e che evidentemente non si accontenta di quello che ha o che gli è stato fornito. Dall’altra parte Carlo Pelanda non è un docente tradizionale chiuso nell’accademia. Sono due le sue ricerche che in particolare si possono intrecciare con quella prospettiva di futuro di cui è gravida l’intervista.</p>
<p>La prima, iniziata nel 1990 e proseguita per anni, sull’esaurimento della Pax americana; e una seconda pensata solo pochi anni dopo, nel 1994, focalizzata sull’impoverimento delle democrazie. La cornice dell’intervista è questa, ma dentro c’è di tutto. <strong>Il cambiamento geopolitico è giustamente ritenuto il punto di partenza</strong>. Con il suo corollario fondamentale di crisi del libero scambio, che, come ricorda bene Pelanda, inizia con le critiche francesi alla Ttip che vanno oltre<br />
ad una critica solo protezionistica. In prospettiva ricorda Riello stiamo attenti a fare previsioni banali sul futuro americano. Per quanto imbizzarrita ha bisogno<br />
dell’Occidente o almeno dell’Europa per mantenere la sua primazia mondiale e quella della sua moneta. Interessante la lettura delle follie ambientali.</p>
<p>Nel terzo capitolo si sostiene che <strong>l’«ecopolitica» tradizionale sia rimasta troppo spesso intrappolata in ideologie</strong> e contrapposizioni sterili. Riello e Pelanda propongono invece l’«ecopragmatismo», un approccio attuabile che coniughi tutela ambientale e sviluppo economico senza generare paralisi produttiva. L’attenzione è rivolta a soluzioni concrete, misurabili e applicabili subito nelle imprese e nei territori. Non si tratta quindi di rinunciare alla crescita, ma di guidarla in modo responsabile e sostenibile. Accanto a questo, l’«ecofuturizzazione» rappresenta la dimensione prospettica e visionaria della nuova «ecopolitica»: integrare tecnologia, energia pulita ed economia circolare per costruire un futuro rigenerativo.</p>
<p>«Ecofuturizzare» significa trasformare i sistemi produttivi con innovazione e ricerca, non solo con vincoli e restrizioni. In questo modo l’«ecopolitica» unisce <strong>pragmatismo operativo e capacità di progettare a lungo termine</strong>, affrontando il cambiamento climatico non come vincolo ma come occasione di progresso. Bisognerebbe discuterne.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 7 settembre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-cambiamento-climatico-come-occasione-di-progresso/">Il cambiamento climatico come occasione di progresso</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/il-cambiamento-climatico-come-occasione-di-progresso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’interesse pubblico è un’invenzione dei politici</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/linteresse-pubblico-e-uninvenzione-dei-politici/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/linteresse-pubblico-e-uninvenzione-dei-politici/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 14:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=268812</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;interesse pubblico è un&#8217;invenzione dei politici&#8221;. Con questa frase lapidaria il grande economista e premio Nobel James M. Buchanan distrugge un luogo comune del dibattito pubblico dietro cui spesso non si celano altri che interessi particolari di una certa consorteria politica. Ma questa frase non è uno slogan isolato. Infatti, i lavori più importanti dell’attività [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/linteresse-pubblico-e-uninvenzione-dei-politici/">L’interesse pubblico è un’invenzione dei politici</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fliberilibrieditrice%2Fvideos%2F1223575706235170%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&#8220;L&#8217;interesse pubblico è un&#8217;invenzione dei politici&#8221;. Con questa frase lapidaria il grande economista e premio Nobel <strong>James M. Buchanan</strong> distrugge un luogo comune del dibattito pubblico dietro cui spesso non si celano altri che interessi particolari di una certa consorteria politica.</p>
<p>Ma questa frase non è uno slogan isolato. Infatti, i lavori più importanti dell’attività accademica di Buchanan sono dedicati alla teoria della <em>Public choice</em>, ossia quella disciplina che applica gli strumenti e i metodi dell’economia allo studio della politica e delle decisioni collettive mostrando come le decisioni politiche siano il risultato di <strong>interessi individuali e incentivi economici</strong>, anziché espressione di un “bene comune” neutrale.</p>
<p>Un modo molto agile per avvicinarsi al fondamentale pensiero di Buchanan è il libro “<a href="https://www.nicolaporro.it/liberilibri/perche-dobbiamo-lavorare-di-piu-e-risparmiare-di-piu/" target="_blank" rel="noopener"><em>Perché dobbiamo lavorare di più e risparmiare di più</em></a>” in cui sono raccolti alcuni saggi del grande economista attorno alla centralità dell’etica del lavoro in una società che vuole avere successo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/linteresse-pubblico-e-uninvenzione-dei-politici/">L’interesse pubblico è un’invenzione dei politici</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/linteresse-pubblico-e-uninvenzione-dei-politici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Calo demografico: il disastro è vicino</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/calo-demografico-il-disastro-e-vicino/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/calo-demografico-il-disastro-e-vicino/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 15:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[Demografia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=266813</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un libro appena uscito del demografo britannico Paul Morland spiega con straordinaria chiarezza la situazione che stiamo vivendo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/calo-demografico-il-disastro-e-vicino/">Calo demografico: il disastro è vicino</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia è <strong>un Paese vecchio</strong>, lo si sa da molto tempo. È vecchio nel senso che l’età media della popolazione è molto alta perché non si fanno più figli. La questione è enorme, urgentissima, e, se non si trova presto una soluzione, potrà divenire drammatica per il futuro stesso del nostro sistema economico, e non solo. Oltretutto, dato ancora più allarmante, non si tratta di un fenomeno unicamente italiano ma <strong>colpisce tutti i Paesi occidentali</strong> in maniera crescente e durissima espandendosi via via anche verso i Paesi in via di sviluppo, come un virus: non appena un Paese arriva a un certo grado di benessere, la quantità di figli per coppia tende via via a diminuire.</p>
<p>Un libro appena uscito, del demografo britannico Paul Morland,<a href="https://www.liberilibri.it/catalogo/senza-futuro/" target="_blank" rel="noopener"><em> Senza futuro. Il malessere demografico che minaccia l’umanità</em> (Liberilibri)</a>, spiega con straordinaria chiarezza la situazione che stiamo vivendo.</p>
<p>Come scrive Marco Valerio Lo Prete nella bella introduzione al volume, il fenomeno non inizia certo ieri: «Esattamente trent’anni fa, nel 1995, l’Italia diventava il primo Paese al mondo a registrare “lo storico capovolgimento delle popolazioni”, per citare Joseph Chamie, illustre demografo e già direttore della Divisione per la popolazione delle Nazioni unite, cioè “il punto di svolta demografico in corrispondenza del quale i ragazzi di una certa popolazione diventano meno numerosi degli anziani”».</p>
<p>Se è vero che oggi alla demografia si inizia a fare più attenzione (ad esempio è diventato uno degli argomenti più discussi da <strong>Elon</strong> <strong>Musk</strong>), non è comunque una priorità nelle agende dei principali governi occidentali. E forse perché se ne sottovaluta ancora la portata. Basterà qui accennare, di sfuggita, ad alcune questioni. In una società in cui ci sono molti più anziani che giovani <strong>il sistema pensionistico</strong> e le spese per assistenza sanitaria occuperanno necessariamente una quantità crescente della spesa pubblica, impedendo di utilizzare quei soldi magari per ridurre le tasse o per creare un ambiente economico favorevole per lo sviluppo di imprese innovative. Di conseguenza, <strong>un Paese che invecchia tende inevitabilmente a essere meno creativo</strong> (le innovazioni tendono a venire sempre dai giovani!), ad avere una minora propensione al rischio necessario per investimenti che creino sviluppo e quindi a produrre meno ricchezza. Infatti, ricordiamolo, è la ricchezza ciò su cui si regge l’intero castello politico e sociale di uno Stato, a partire dall’elefantiaco sistema di welfare.</p>
<p>Insomma, il nostro Paese diventa un Paese per vecchi e, leggendo il libro di Morland, capirete come noi siamo l’avanguardia di una tendenza che si sta impadronendo di tutto il «mondo ricco». Il declino demografico impatta in maniera devastante sulla vitalità di un Paese e <strong>sulla sua capacità di rinnovarsi</strong>, migliorare e produrre benessere. E questo gigantesco problema non è in arrivo, ma è già drammaticamente qui.</p>
<p>Nicola Porro per ilGiornale, 7 luglio 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/calo-demografico-il-disastro-e-vicino/">Calo demografico: il disastro è vicino</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/calo-demografico-il-disastro-e-vicino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>28</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un libro scritto bene non è da Premio Strega</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/un-libro-scritto-bene-non-e-da-premio-strega/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/un-libro-scritto-bene-non-e-da-premio-strega/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2025 14:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta Rasy]]></category>
		<category><![CDATA[premio strega]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=265628</guid>

					<description><![CDATA[<p>La recensione di "Perduto è questo mare" di Elisabetta Rasy, la Napoli antica che incanta</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/un-libro-scritto-bene-non-e-da-premio-strega/">Un libro scritto bene non è da Premio Strega</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 40px;"><strong>Elisabetta Rasy</strong> racconta un bel passato e lo scrive bene, cosa rarissima per un libro che concorre al <strong>Premio Strega</strong>. Il libro si intitola <em>Perduto è questo mare</em>. Racconta il suo rapporto con Raffaele La Capria, partendo da quel periodo in cui «a Roma c’era quel futuro che a Napoli latitava». È il classico libro che dovrebbe far impazzire i giurati dei premi letterari: c’è Napoli, c’è la memoria, c’è la guerra, c’è il padre enigmatico che sparisce, e ovviamente c’è pure<strong> Raffaele La Capria</strong> — santino intoccabile della letteratura napoletana.</p>
<p>La Rasy ci racconta la storia di una bambina che cresce nella Napoli del dopoguerra, con un padre affascinante e volubile — aviatore, amante del mare, dell’aria, depresso — che un bel giorno svanisce. E lei? Se lo tiene dentro come una ferita elegante per tutta la vita, finché la morte del suo maestro e amico La Capria non la costringe a fare i conti con quei ricordi.<strong> Il padre e La Capria diventano due figure speculari</strong>, due maschere del maschile assente, idealizzato, inafferrabile. Il libro mescola autobiografia, saggio, memoir e romanzo.</p>
<p><strong>Tradotto: non succede quasi niente</strong>, ma si pensa tanto. Napoli è sempre la stessa: città-simbolo, madre ferita, splendore decadente. Ma basta tirare fuori questi stereotipi eterni? Chissà. Qui Napoli è più uno sfondo emotivo che una città viva. E va bene così, perché<strong> il vero tema non è la città, ma la perdita</strong>. Del padre, del maestro, del tempo, di sé.</p>
<p>E dei <strong>costumi e dei modi che oggi ci sogniamo</strong> o forse peggio ignoriamo: «Il discorso si era rapidamente interrotto, poi mi aveva raccontato un aneddoto divertente… Mi domandò se quando scrivevo una lettera a qualcuno cui davo del lei, usando il pronome le (le chiederei… vorrei chiederle…) mettevo quella particella pronominale con la L maiuscola. No, non mi piace, gli risposi, mi sembra burocratico e curiale. Hai ragione, non piace neanche a me, pensa che proprio poco dopo che avevo vinto lo Strega mi chiamò il capo del mio ufficio Rai e mi rimproverò perché rispondendo a un autore radiofonico avevo scritto le con la minuscola, e con aria sprezzante mi fece riscrivere la lettera… tutti i giorni qualcuno mi dava il tormento». Stupendo e antico.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 29 giugno 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/un-libro-scritto-bene-non-e-da-premio-strega/">Un libro scritto bene non è da Premio Strega</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/un-libro-scritto-bene-non-e-da-premio-strega/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il green deal europeo è inutile e inquinante</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/il-green-deal-europeo-e-inutile-e-inquinante/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/il-green-deal-europeo-e-inutile-e-inquinante/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 15:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=264543</guid>

					<description><![CDATA[<p>La recensione del libro "GREEN DEAL EUropeo. I numeri del fallimento" di Pietro Vicchio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-green-deal-europeo-e-inutile-e-inquinante/">Il green deal europeo è inutile e inquinante</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>green deal</strong> è diventato <strong>la nuova Bibbia dell’Ue</strong>: non ammette critiche ed è venerato come un dogma indiscutibile. Chiunque osi criticarlo o metterne in discussione il carattere assoluto non viene nemmeno confutato, ma emarginato. In 12 capitoli, 6 allegati tecnici e una bibliografia essenziale, l’autore – <strong>Pietro Vicchio</strong> un ingegnere aeronautico della migliore scuola italiana, quella pisana – nel suo <em>Green Deal EUropeo</em> è riuscito a passare oltre concentrandosi sui numeri e trattando il green deal come se fosse un «progetto» da verificare.</p>
<p><strong>I numeri sono numeri e non possono essere ideologizzati</strong> ed in questo sta l’originalità del libro. Vicchio presenta la realtà nella sua crudezza e in modo asettico, proponendo delle valide alternative alle narrazioni ideologiche. E nella realtà ci mette anche il titolo di studio dei Commissari Ue coinvolti nel «progetto»: sarete sorpresi quando li scoprirete. La «specifica di progetto» del green deal europeo è l’attuazione di politiche a supporto della <a href="https://www.nicolaporro.it/articoli-eretici-il-cambiamento-climatico-una-religione-che-vacilla/" target="_blank" rel="noopener"><strong>lotta ai cambiamenti climatici</strong></a> attraverso la riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera fino al totale annullamento programmato per il 2050. La Ue ha deciso di intervenire sulle nostre case (da trasformare in case cosiddette green), sulle nostre fonti energetiche (transizione energetica dai combustibili fossili al fotovoltaico e all’eolico), sulle nostre auto (passaggio alla mobilità elettrica), sull’industria, sull’agricoltura e, potenzialmente, su ogni settore della nostra vita.</p>
<p>L’autore si è coraggiosamente preso la briga di calcolare per ogni attività quante sono le emissioni da abbattere e, confrontandole con quelle globali presenti in Natura, ne ha valutato la reale efficacia in termini di lotta al cambiamento climatico. Ha poi verificato i risultati ottenuti utilizzando i dati di emissione di Co2 pubblicati dallo stesso Parlamento Europeo: <strong>i calcoli sono comprensibili anche ad uno scolaro di terza media</strong> e la sorpresa è <strong>scoprire il loro ridicolo valore assoluto</strong> (addirittura un valore non misurabile in atmosfera). La conclusione è che non solo <strong>il green deal comporta costi esorbitanti</strong> (con gravi conseguenze sociali), danni da inquinamento e danni ambientali ma è tecnicamente fallimentare in quanto del tutto inutile nella lotta al cambiamento climatico.</p>
<p><a href="https://laripartenza.it?ev_source=sito" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-262760 size-large" src="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-1024x1024.jpg" alt="La Ripartenza " width="1024" height="1024" srcset="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-1024x1024.jpg 1024w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-300x300.jpg 300w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-150x150.jpg 150w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-768x768.jpg 768w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-1536x1536.jpg 1536w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-360x360.jpg 360w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-720x720.jpg 720w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-500x500.jpg 500w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-124x124.jpg 124w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-32x32.jpg 32w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017-96x96.jpg 96w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250610-WA0017.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Per comprendere meglio la follia del green deal l’autore ha anche ricostruito la genealogia di questa idea presentando spunti di riflessione interessanti tra i quali il seguente quesito: <strong>è la pseudo scienza dell’Ipcc</strong> (Comitato Onu sui cambiamenti climatici) che ha condizionato gli investimenti green delle Task Force «finanziarie», oppure sono stati gli investimenti green delle Task Force per la lotta ai cambiamenti climatici a condizionare i reports dell’Ipcc dell’Onu? Anche questo scoprirete leggendo il libro.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 22 giugno 2025</p>
<p><em>Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029VaKN8o99xVJeRksTAl0p" target="_blank" rel="noopener nofollow">cliccare qui</a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-green-deal-europeo-e-inutile-e-inquinante/">Il green deal europeo è inutile e inquinante</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/il-green-deal-europeo-e-inutile-e-inquinante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>22</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Senza libertà individuale siamo niente</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/senza-liberta-individuale-siamo-niente/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/senza-liberta-individuale-siamo-niente/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 14:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[liberale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà individuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=261532</guid>

					<description><![CDATA[<p>La recensione del libro "Sono libero, o non sono" di Riccardo Manzotti (edito Liberilibri)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/senza-liberta-individuale-siamo-niente/">Senza libertà individuale siamo niente</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete dei lettori di questa rubrica, sapete che per il sottoscritto non c’è niente di più importante della <strong>libertà individuale</strong>. È da questa libertà generale che derivano infatti tutte le altre: <strong>non vi è altra libertà</strong>, infatti, <strong>se non vi è quella della singola persona</strong>. Da lì derivano tutte le altre libertà e gli altri diritti che fanno funzionare una società. Quando si limita arbitrariamente la libertà individuale, allora iniziano varie forme di totalitarismo più o meno invasive ed evidenti che hanno in odio questa libertà.</p>
<p><strong>Senza libertà individuale non vi è prosperità</strong>, non vi è impresa, non vi sono diritti, non vi è praticamente nulla per cui valga la pena darsi da fare. Ma al centro dell’idea di libertà individuale vi è un concetto semplicissimo, una parola che usiamo comunemente senza renderci spesso conto di quanto sia importante. E questa parola è «persona». Senza scendere nei dettagli dell’origine di questo termine, del suo legame con il cristianesimo, basta dire che il concetto di persona è quello che racchiude l’idea che<strong> ogni uomo e ogni donna è un soggetto unico e irripetibile</strong>, e che quindi proprio per questo la sua libertà non può essere limitata in maniera arbitraria perché nell’autodeterminazione di sé vi è l’unico modo per vivere la propria vita.</p>
<p>Nel saggio <em>Sono libero, o non sono</em>, il professor <strong>Riccardo Manzotti</strong>, filosofo e ingegnere, spiega perché la nostra libertà è in pericolo in quanto proprio <strong>questo concetto di persona è sotto attacco</strong>. Il professore è esperto di scienze della mente e di intelligenza artificiale e, con grande chiarezza, spiega dove oggi si annida in maniera subdola questo pericolo per la libertà individuale. Da un lato, spiega Manzotti, vi sono le neuroscienze e la psicologia che tendono a ridurre la persona a una «cosa come un’altra», un insieme di meccanismi biologici e processi cognitivi. Dall’altro, la crescente delegittimazione politica della libertà individuale, e qui basta ricordare l’esempio delle <strong>restrizioni</strong> durante il periodo della pandemia.</p>
<p>Insomma, <strong>la persona viene vista come soggetto a cui dover badare</strong>, a cui dover dire cosa fare, come fare e quando farlo. In questa ottica, in cui sono le “scienze” a detenere una sorta di verità assoluta anche su quelle che dovrebbero essere decisioni autonome di ogni individuo, la libertà di ogni persona viene vista come una sorta di “errore” che gli “esperti” sono chiamati a correggere. Nelle nostre società, scrive Manzotti, sempre più di frequente <strong>la libertà viene considerata un lusso privo di importanza</strong> a cui bisogna preferire i miti del rischio zero e della salute a tutti i costi. Questo ha comportato politiche che, invece di privilegiare la valorizzazione della scelta individuale, privilegiano<strong> una visione centralista e burocratizzata</strong> in nome di un non meglio identificato «bene comune globale».</p>
<p>Per tutti questi motivi, e per molti altri che troverete leggendo il libro, la vigilanza sulla libertà individuale in ogni sua forma è tantopiù importante oggi in cui le minacce nei suoi confronti sono striscianti. Come dice giustamente Manzotti, o siamo liberi, o non siamo nulla.</p>
<p>Nicola Porro per<em> Il Giornale</em> 1° giugno 2025</p>
<p><em>Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029VaKN8o99xVJeRksTAl0p" target="_blank" rel="noopener nofollow">cliccare qui</a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/senza-liberta-individuale-siamo-niente/">Senza libertà individuale siamo niente</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/senza-liberta-individuale-siamo-niente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La lezione sulle dittature</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-lezione-sulle-dittature/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/la-lezione-sulle-dittature/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 14:23:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Dick]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=257266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Occorre tornare sugli ultimi due volumi dei Meridiani dedicati alle opere scelte di Philip Dick. E riprendere in mano la fantastica ucronia dell’Uomo nell’alto castello. Dick immagina un mondo in cui l’esito della Seconda guerra mondiale è diverso da ciò che è appena avvenuto. Giapponesi, italiani e tedeschi hanno vinto il conflitto. E si sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-lezione-sulle-dittature/">La lezione sulle dittature</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Occorre tornare sugli ultimi due volumi dei Meridiani dedicati alle opere scelte di Philip Dick. E riprendere in mano la fantastica ucronia dell’<em>Uomo nell’alto castello</em>.<br />
Dick immagina un mondo in cui l’esito della Seconda guerra mondiale è diverso da ciò che è appena avvenuto. <strong>Giapponesi, italiani e tedeschi hanno vinto il conflitto</strong>. E si sono spartiti il mondo. I giapponesi governano la westcost e hanno il loro quartier generale a San Francisco e i tedeschi sono sulla costa opposta. Dopo gli ebrei, hanno sterminato tutti gli africani e prosciugato il Mediterraneo.</p>
<p><strong>Quella di Dick è ovviamente un’idea geniale</strong>, ma la sua realizzazione lo è anche di più. In questo libro i personaggi sono meglio tratteggiati rispetto ad un consueto libro di fantascienza e gli attori del romanzo nascondono mondi e sentimenti nei confronti della loro realtà che tradiscono tante idee e pregiudizi che di quei tempi circolavano negli Stati Uniti. Restava ancora inspiegabile per l’americano medio il motivo per cui un popolo intero, quello tedesco, potesse essere stato complice di un genocidio. Traspare nelle pagine di Dick una certa attrazione fatale e disgustata verso l’attitudine tedesca e specificatamente nazista. Non si può dire che abbia usato i termini della Arendt nel descrivere la banalità del male, ma forse fa anche di più.</p>
<p>Sentite come definisce l’uomo nazista, che nella sua ucronia ha conquistato il mondo: «Vogliono essere gli agenti della storia, non le vittime. Si identificano con la potenza di Dio e credono di essere simili a dei. È questa l&#8217;essenza della loro follia. Sono sopraffatti da un qualche archetipo, il loro ego si è espanso psicoticamente, al punto che non capiscono più dove cominciano loro e dove finisce la natura divina. Non si tratta di hybris, di tracotanza: è l’ego gonfiato a dismisura, fino all&#8217;estremo, la confusione fra colui che venera e l’oggetto della venerazione. <strong>L&#8217;uomo non ha divorato Dio: Dio ha divorato l’uomo</strong>. Ciò che loro non comprendono e l’impotenza dell’uomo».</p>
<p><strong>Ecco la presunzione fatale del nazista</strong>, essere Dio e Natura al tempo stesso. Fingono di non sfidarla e paradossalmente ritengono di averla vinta. Una magnifica definizione di ogni autoritarismo: pensare che ci si può permettere di fare ciò che si fa, in nome di un Dio che caso per caso può essere la divinità di qualsiasi religione. Persino quella laica.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 4 maggio 2025</p>
<p><em>Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029VaKN8o99xVJeRksTAl0p" target="_blank" rel="noopener nofollow">cliccare qui</a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-lezione-sulle-dittature/">La lezione sulle dittature</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/la-lezione-sulle-dittature/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La società ci ricatta: istruzioni per difenderci</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-societa-ci-ricatta-istruzioni-per-difenderci/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/la-societa-ci-ricatta-istruzioni-per-difenderci/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 14:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[ricatto]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=256124</guid>

					<description><![CDATA[<p>La recensione del nuovo libro di Marcello Foa </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-societa-ci-ricatta-istruzioni-per-difenderci/">La società ci ricatta: istruzioni per difenderci</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marcello Foa</strong> resta un osservatore davvero originale della nostra società. I suoi libri, compreso l’ultimo, hanno la capacità di leggere fenomeni sociali sotto punti di vista inediti. Scrive ne <em>La società del ricatto</em> (Guerini e Associati): «Nella nostra società, è come se un virus misterioso fosse entrato nel nostro corpo. <strong>Un virus subdolo che ci colpisce in modo sottile</strong>, progressivo, quasi invisibile. Non ci uccide ma rovina la nostra esistenza, svuota i nostri valori senza che ce ne rendiamo conto, perché quasi nessuno lo identifica come un male sistemico. Quando ci colpisce tendiamo a considerarlo episodico e talvolta non siamo nemmeno capaci di individuarlo, quindi tendiamo a subirne le conseguenze come se fosse una fatalità. Eppure è un virus tutt’altro che raro, tutt’altro che episodico bensì vieppiù diffuso, fino a diventare sistemico. Nei casi più gravi di contagio, si manifesta a tutti i livelli, dalla macro-realtà delle relazioni internazionali, alla micro-realtà del nostro mondo privato, affettivo e familiare. Quel virus ha un nome: si chiama “cultura” del ricatto. Sì, siamo diventati anche, purtroppo, la società dei ricatto».</p>
<p><strong>Un mercato è libero se si fonda sul debito?</strong> Si chiede retoricamente Foa. Vedete, il punto non è ovviamente negare l’esigenza di fare debito in una società capitalistica, in cui l’impresa può aver bisogno di risorse di cui non dispone per fare investimenti che produrranno ritorni nel futuro. Il punto è essere banalmente valutati per il debito che si fa o si ottiene. Se il ragionamento lo portiamo alla politica le cose non cambiano. Foa fa un esempio molto specifico e tipico di questi tempi: «La più subdola delle guerre politiche oggi si combatte attraverso la character assassination, ossia la distruzione della personalità, che si realizza diffondendo notizie e dettagli imbarazzanti e possibilmente compromettenti relativi alla vita privata o professionale degli uomini politici.<strong> Lo strumento prioritario resta la stampa, talvolta in veste passiva</strong>, fungendo da cassa di risonanza, talaltra attiva quale fonte primaria. Nelle sue forme più estreme e riprovevoli le campagne sono così intense, in malafede e strumentali da riuscire a far apparire una persona perbene per un mascalzone e a ingigantire strumentalmente piccoli errori».</p>
<p>Quello di Foa è un libro che fa pensare.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 27 aprile 2015</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-societa-ci-ricatta-istruzioni-per-difenderci/">La società ci ricatta: istruzioni per difenderci</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/la-societa-ci-ricatta-istruzioni-per-difenderci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;interminabile &#8217;68</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/linterminabile-68/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/linterminabile-68/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liberilibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 17:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liberilibri]]></category>
		<category><![CDATA[68]]></category>
		<category><![CDATA[cattolico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=255237</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 1968 rimane ancora una data iconica che riassume tutta un’impostazione ideologica che non solo non ci ha ancora abbandonato, ma che ancora costituisce il tessuto connettivo di tanta parte della nostra società occidentale. È questa la considerazione, estremamente critica ma lucidissima, che tiene insieme il libro di Giancarlo Cesana L’interminabile ’68. Un punto di vista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/linterminabile-68/">L&#8217;interminabile &#8217;68</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1968 rimane ancora una data iconica che riassume tutta un’impostazione ideologica che non solo non ci ha ancora abbandonato, ma che ancora costituisce il tessuto connettivo di tanta parte della nostra società occidentale. È questa la considerazione, estremamente critica ma lucidissima, che tiene insieme il libro di <strong>Giancarlo Cesana</strong><em> L’interminabile ’68. Un punto di vista cattolico</em>. Il libro è accompagnato da una splendida prefazione di Giuliano Ferrara.</p>
<p>Cesana, medico, fondatore del Centro Dipartimentale di Studio sulla Sanità Pubblica e professore onorario di Igiene presso l’Università di Milano Bicocca, ha affiancato don Luigi Giussani dagli anni Settanta al 2005 nella conduzione del movimento di Comunione e Liberazione.</p>
<p><strong>Come è cambiata la società negli ultimi decenni?</strong> Si chiede l’autore. E il radicale abbandono del cristianesimo, come ha influito sulla sua struttura? La realtà è che stiamo vivendo un “interminabile ‘68”, e la scomparsa della religione cattolica dalla vita delle persone rappresenta un fenomeno storico di importanza straordinaria, sebbene troppo poco indagato nelle sue conseguenze: sociali, politiche e morali.</p>
<p>Giancarlo Cesana scorre in queste pagine gli ultimi sessant’anni di storia del nostro Paese, che lo hanno visto spesso protagonista in diversi contesti, e lo fa interrogandosi su questo fenomeno di perdita della fede e della cornice di riferimento sociale e politica costituita dal cristianesimo, con lucidità e spregiudicatezza,<strong> da una prospettiva sempre più minoritaria</strong> e proprio per questo degna di attenzione e di riflessione.</p>
<p>«Per la mia vita di ciellino», sostiene Cesana, «autorità e carisma, anzi carisma prima che autorità, hanno determinato tutti i passaggi fondamentali dell’esistenza». Il carisma costituisce il fattore vivificante della Chiesa come capacità straordinaria di presenza, dedizione e leadership. La sfida per ritrovarlo oggi sta nel <strong>recuperare la forza educativa del pensiero e dell’azione di don Giussani</strong>, per il quale educare era «il modo adulto di imparare».</p>
<p>Attraverso la sua lente, <strong>Cesana osserva soprattutto i costumi di un tempo che cambia</strong> abbandonando per intero, ma con superficialità e approssimazione, tutto un insieme di valori che avevano strutturato in modo profondo e dotandola di senso un’intera epoca lasciando, al suo posto, poco o nulla. <strong>Lo sguardo del cattolico</strong>, un punto di vista un tempo maggioritario e oggi straordinariamente minoritario, rende le riflessioni di Cesana inattuali e allo stesso tempo originali e urgenti.</p>
<p>Giuliano Ferrara definisce questo libro «un manuale della desuetudine», come sono ormai desueti educazione, fede, lavoro, amore, carità, funzione della Chiesa e del dogma, etica pubblica e morale privata, e Cesana «un campione di razza uscito dalla Brianza dura e pura» che tenta un’impresa titanica, <strong>un laico fideista</strong> che «arde di qualcosa, di un sacro fuoco, che affonda nel pensiero inattuale», come dimostra il suo «libretto ideologico senza ideologia».</p>
<p>Liberilibri, 21 aprile 2025</p>
<p><em>Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029VaKN8o99xVJeRksTAl0p" target="_blank" rel="noopener nofollow">cliccare qui</a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/linterminabile-68/">L&#8217;interminabile &#8217;68</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/linterminabile-68/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La prefazione di Trevi a Philip Dick? Non c&#8217;ho capito nulla</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-prefazione-di-trevi-a-philip-dick-non-cho-capito-nulla/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/la-prefazione-di-trevi-a-philip-dick-non-cho-capito-nulla/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 14:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Trevi]]></category>
		<category><![CDATA[Opere scelte]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Dick]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=255261</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho più di cinquant’anni e mi sono persino laureato. Ho fatto anche un liceo, anche se scientifico, ma pur sempre con i gesuiti che ci tengono assai all’istruzione. E forse per questo mi sono avventato sulla meravigliosa coppia di Meridiani, appena pubblicata, dedicata alle Opere scelte di Philip Dick. Conosco Dick, come conosco Asimov e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-prefazione-di-trevi-a-philip-dick-non-cho-capito-nulla/">La prefazione di Trevi a Philip Dick? Non c&#8217;ho capito nulla</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho più di cinquant’anni e mi sono persino laureato. Ho fatto anche un liceo, anche se scientifico, ma pur sempre con i gesuiti che ci tengono assai all’istruzione. E forse per questo mi sono avventato sulla meravigliosa coppia di Meridiani, appena pubblicata, dedicata alle <em>Opere scelte</em> di <strong>Philip Dick</strong>. Conosco Dick, come conosco Asimov e il cyberpunk. La fantascienza mi ha sempre affascinato. Pur essendo stata a lungo considerata “letteratura di serie B”, mi ha sempre trasmesso l’idea di <strong>un ribellismo libertario</strong>. Non ne conoscevo esattamente i canoni, ma ne apprezzavo, per così dire, il rumore di fondo.</p>
<p><strong>La nuova raccolta dei Meridiani è dunque preziosa</strong>. Contiene anche una bella biografia scritta da Carrère e una densissima prefazione di <strong>Emanuele Trevi</strong>. Leggevo, leggevo e mentre leggevo capivo di essere finito in un libro di Dick: io non sono quello che sono e la realtà non è quella che sembra e io non sono in grado persino di comprendere l’italiano. E soprattutto non sono in grado di capire quello che gli intellettuali scrivono forse perché la realtà non è come sembra essere o forse perché la realtà non è come sono loro, ma il punto fondamentale è che in tutto quello che ha scritto Emanuele Trevi, <strong>io non ho capito assolutamente nulla</strong>. C’era bisogno del <em>koinos</em> e dell’<em>idios</em> per farmi capire Dick e forse anche Ballard? Mah.</p>
<p>Alla fine, credo di poter dire che io non sono io, non sono un amante di Dick, sono come Eichmann, un androide raccontato dalla Arendt, che non è in grado di avere alcuna empatia, persino nei confronti di Emanuele Trevi, che si è speso così tanto per farci appassionare ai romanzi di Dick mirabilmente collezionati dai Meridiani di Mondadori. È inquietante scoprire così tardi nella propria vita di essere un androide o meglio di essere un personaggio di Dick, ma al tempo stesso è confortante poter rispondere al mio inventore: noi non sogniamo Trevi, neanche elettrico.</p>
<p>P.S. Sono sicuro che Trevi abbia tantissime cose da poter raccontare a uno come me, ma perbacco la faccia più semplice.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em> 20 aprile 2025</p>
<p><em>Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029VaKN8o99xVJeRksTAl0p" target="_blank" rel="noopener nofollow">cliccare qui</a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-prefazione-di-trevi-a-philip-dick-non-cho-capito-nulla/">La prefazione di Trevi a Philip Dick? Non c&#8217;ho capito nulla</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/la-prefazione-di-trevi-a-philip-dick-non-cho-capito-nulla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sergio Ramelli, ucciso dalla violenza rossa e dall&#8217;omertà dei cattivi maestri</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/sergio-ramelli-ucciso-dalla-violenza-rossa-e-dallomerta-dei-cattivi-maestri/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/sergio-ramelli-ucciso-dalla-violenza-rossa-e-dallomerta-dei-cattivi-maestri/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 12:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[avanguardia operaia]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[sergio ramelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=255030</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sapete che da queste parti non si usano i mezzi termini. Correte in libreria e comprate l’ultimo libro di Giuseppe Culicchia. Si chiama Uccidere un fascista, edito da Mondadori, e riguarda la storia di Sergio Ramelli, un giovane studente di destra ucciso da otto delinquenti di Avanguardia operaia. Vi diciamo subito che non si tratta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sergio-ramelli-ucciso-dalla-violenza-rossa-e-dallomerta-dei-cattivi-maestri/">Sergio Ramelli, ucciso dalla violenza rossa e dall&#8217;omertà dei cattivi maestri</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete che da queste parti non si usano i mezzi termini. Correte in libreria e comprate l’ultimo libro di <strong>Giuseppe Culicchia</strong>. Si chiama <em>Uccidere un fascista</em>, edito da Mondadori, e riguarda <strong>la storia di Sergio Ramelli</strong>, un giovane studente di destra ucciso da otto delinquenti di Avanguardia operaia. Vi diciamo subito che non si tratta di un libro di un reduce, ma non è solo la cronaca di uno scrittore.</p>
<p>Sin dalle prime pagine Culicchia non può non citare la sua personale vicenda familiare, la sua parentela con il brigatista Walter Alasia, che uccise e fu ucciso. E vi farà arrabbiare. Cosa diavolo c’entra un terrorista rosso a tutto tondo che ha sparato ed è stato colpito, con la storia di un giovane diciottenne iscritto al Fronte della gioventù e la cui unica colpa è stata quella di scrivere un tema in cui lamentava l’oblio verso le morti di destra? Eppure leggendo capirete e apprezzerete. <strong>Culicchia sa distinguere le storie, ma unisce correttamente i dolori</strong>. E piano piano lascia il passo del racconto alla sola vicenda di Ramelli. E su quella, con la forza di uno scrittore, percorre il dramma di un giovane innocente.</p>
<p>Lo vedete nella copertina di prima pagina, con l’aria pasoliniana di un ragazzino della periferia romana, ma che invece con i suoi capelli lunghi frequentava un istituto tecnico di Milano. Una scuola e un ambiente che lo ha prima isolato, poi costretto a lasciare e infine deriso. <strong>Culicchia è bravissimo</strong>. Con un artificio narrativo fa raccontare in prima persona, alle piazze e alle vie delle stragi, la storia di quegli anni di piombo. E racconta come il povero Ramelli sia stato prima isolato e poi ucciso dalla chiave inglese di una borghesia violenta e incosciente. <strong>Non era un fascista</strong>, nonostante persino il quotidiano <em>Avvenire</em> lo ritenesse tale, <strong>non picchiò nessuno</strong>, non si armava, girava con il suo Ciao, giocava a pallone e amava Celentano. Il preside, i professori, tranne uno, non lo difesero e non si girarono dall’altra parte: si voltarono piuttosto dalla parte degli assassini.</p>
<p>Se l’era cercata, si era iscritto al Fronte, sua unica colpa, e aveva scritto quel tema, che subito era finito sulla bacheca della scuola. Per quello dopo poco <strong>fu umiliato, picchiato e fotografato</strong>. Per questo fu circondato. Per questo fu pedinato e poi ucciso. Per questo suo fratello dovette studiare fuori Milano, sua madre disperarsi vedendo quella pozza di sangue sull’asfalto, e suo padre morire di crepa cuore poco dopo. <strong>È una delle storie degli anni di piombo</strong>. Che ha visto tanti morti da una parte e dall’altra. In gran parte incolpevoli, ma forse nessuno così tragico come quello del povero Sergio Ramelli.</p>
<p>Più di una targa, che la scuola anche oggi non vuole concedere, più di un ricordo dei suo vecchi amici, il libro di Culicchia, ricorda e illumina un rischio costante che la nostra società corre.</p>
<p>Nicola Porro per Il Giornale</p>
<p><em>Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029VaKN8o99xVJeRksTAl0p" target="_blank" rel="noopener nofollow">cliccare qui</a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sergio-ramelli-ucciso-dalla-violenza-rossa-e-dallomerta-dei-cattivi-maestri/">Sergio Ramelli, ucciso dalla violenza rossa e dall&#8217;omertà dei cattivi maestri</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/sergio-ramelli-ucciso-dalla-violenza-rossa-e-dallomerta-dei-cattivi-maestri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La ricerca scientifica sta cambiando (in peggio)</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-ricerca-scientifica-sta-cambiando-in-peggio/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/la-ricerca-scientifica-sta-cambiando-in-peggio/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 17:07:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca liberale]]></category>
		<category><![CDATA[comunità scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=254202</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo libro-inchiesta di Antonio Cassone e Peter D’Angelo I dubbi della scienza (Diarkos) evidenzia come la scienza contemporanea sia sempre più influenzata da interessi economici e pressioni accademiche, mettendo in discussione l’integrità e l’affidabilità dei risultati. Un dato allarmante presentato dagli autori riguarda l’aumento esponenziale delle ritrattazioni di articoli scientifici: secondo Retraction Watch, nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-ricerca-scientifica-sta-cambiando-in-peggio/">La ricerca scientifica sta cambiando (in peggio)</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo libro-inchiesta di <strong>Antonio Cassone</strong> e <strong>Peter D’Angelo</strong> <em>I dubbi della scienza</em> (Diarkos) evidenzia come la scienza contemporanea sia sempre più influenzata da interessi economici e pressioni accademiche, mettendo in discussione l’integrità e l’affidabilità dei risultati. Un dato allarmante presentato dagli autori riguarda <strong>l’aumento esponenziale delle ritrattazioni di articoli scientifici</strong>: secondo <em>Retraction Watch</em>, nel 2002 furono ritirati 119 lavori per inaffidabilità o falsità, mentre nel 2022 il numero è salito a circa 5.000 in un solo anno. La frode accademica non aveva numeri rilevanti vent’anni fa, ma oggi è tutta un’altra storia.</p>
<p>Questo tracollo è stato confermato da <em>Nature</em>, un cui articolo ha certificato la «crisi della scienza»: più del 70 per cento delle ricerche prese in esame aveva fallito i test di riproducibilità. Il libro denuncia inoltre la crescente dipendenza delle università dai finanziamenti privati, che non sono il male assoluto, ma che non dovrebbero orientare le ricerche verso interessi specifici. Questo scenario è aggravato dalla <strong>proliferazione di riviste predatorie</strong> e dalla pressione del motto «Publish or perish», che spinge gli accademici a pubblicare a tutti i costi, talvolta sacrificando la qualità e l’etica della ricerca. Un esempio emblematico di come gli interessi economici possano distorcere la scienza è il caso, riportato nel 2016 da JAMA Internal Medicine, di tre professori di Harvard che nel 1967 pubblicarono ricerche finanziate dall’industria dello zucchero.</p>
<p>Questi studi minimizzavano i rischi associati al consumo di zucchero e enfatizzavano quelli legati ai grassi, influenzando per decenni le linee guida alimentari. In realtà lo zucchero è legato all’obesità, insulino-resistenza, problemi cardiovascolari e altre patologie gravi. Oggi è quasi impossibile tenere il passo con la gamma di aziende alimentari che sponsorizzano la ricerca. Cassone e D’Angelo sottolineano come <strong>i nemici della scienza possano annidarsi all’interno della stessa comunità scientifica</strong>, attraverso pratiche discutibili e conflitti di interesse. Il libro non si limita alla denuncia, ma propone anche possibili soluzioni per ristabilire l’integrità della ricerca scientifica, come una maggiore trasparenza nei finanziamenti, il rafforzamento della ricerca di base e l’adozione di criteri più rigorosi nella pubblicazione dei risultati.</p>
<p>Questa inchiesta rappresenta un contributo significativo al dibattito sulla crisi della scienza contemporanea, offrendo <strong>una riflessione profonda e documentata sulle sfide che la comunità scientifica</strong> deve affrontare per riconquistare la fiducia del pubblico e garantire che la ricerca torni a essere un motore di progresso autentico e disinteressato.</p>
<p>Nicola Porro per <em>Il Giornale</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-ricerca-scientifica-sta-cambiando-in-peggio/">La ricerca scientifica sta cambiando (in peggio)</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nicolaporro.it/la-ricerca-scientifica-sta-cambiando-in-peggio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>42</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: www.nicolaporro.it @ 2026-07-18 01:25:46 by W3 Total Cache
-->