La regolamentazione degli affitti brevi è oggi campo di una lotta ideologica: da un lato, chi vuole preservare libertà e dinamismo; dall’altro, una classe dirigente sempre più autoritaria. Dietro la pretesa di tutelare le città, si cela la volontà di soffocare l’iniziativa privata, criminalizzare la proprietà e ridurre i cittadini a semplici ingranaggi di un sistema pianificato. Il libro La libertà abita qui intende smontare le principali obiezioni mosse contro il libero utilizzo degli immobili: dall’aumento dei prezzi alla gentrificazione, dai troppi turisti alla concorrenza sleale e alla sicurezza. Perché il vero bersaglio non sono le case, ma la libertà degli individui, come cittadini e come imprenditori.
Ieri, presso la sede di Confedilizia a Roma, si è svolta la presentazione di questo volume, La libertà non abita qui. Un testo fondamentale per capire quanto la tutela della proprietà della casa sia imprescindibile per difendere la libertà stessa dagli arbitri dallo Stato che ritiene, invece, di poterne disporre come vuole, quanto vuole, come se fosse una sorta di bancomat governativo.
Liberilibri, 23 ottobre 2025
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