Biblioteca liberale

Cara Europa, impara dall’America

Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo

Autore: Luigi Marco Bassani
Anno di pubblicazione: 2026
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Come sempre i libri di Luigi Marco Bassani, oggi professore di Storia del pensiero politico all’università telematica Pegaso, non sono banali. Ma non perché provocatori, questa sarebbe una strada semplice per stupire i borghesi. Non sono banali perché si insinuano nei vostri dubbi, li alimentano, li coltivano e vi portano a ragionare in territori che pensavate inesplorati. Non fa eccezione la sua ultima fatica, Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo (Liberilibri). Bassani ricorda, con Oswald Spengler, che «Ogni cultura ha la sua estate, il suo autunno e la sua primavera»: gli imperi tramontano.

Ma mentre gli Stati uniti è dagli anni Cinquanta che fanno i conti sull’ipertrofismo degli imperi, in Europa si è sviluppata una vera e propria cultura della crisi, che si tramuta in altezzoso piagnisteo. José Ortega y Gasset nel suo splendido La ribellione delle masse (1030) rappresenta la dimensione sociologica di questo declinismo. «La modernità ha prodotto l’uomo massa, che gode dei risultati della civiltà, ma ignora le radici che li hanno resi possibili. L’uomo massa non è colto ma pretende di giudicare tutto». Tutto ciò veniva elaborato prima della seconda guerra mondiale, ma sembra una foto di Instagram.

Ciò che Bassani nota è che negli Stati Uniti le classi dirigenti affrontano il problema, banalmente, perché sanno che esiste: gli imperi muoiono, è la loro storia. Nell’altra parte dell’Occidente, in Europa, si vive una sorta di «tempo del rimpianto» con un paradosso: «Vi è da un lato la nostalgia della perduta potenza mondiale e dall’altro la ben consapevole realtà di quattro secoli di dominio del pianeta non particolarmente edificanti. Combattiamo dunque, a differenza dei più pragmatici americani, in un serrato confronto bipolare tra nostalgia e velleitarismo. In fondo è ciò che ogni giorno ci restituiscono le cronache. Vogliamo difendere l’Ucraina, ma abbiamo votato costituzioni che ci hanno disarmato; pretendiamo il controllo della Groenlandia e non protestiamo contro l’occupazione della Crimea. E potremmo continuare all’infinito. Ma l’Europa, per Bassani, vive un’ulteriore contraddizione.

Gli americani vogliono americanizzare, credono in una modernità spinta fino al parossismo, è la critica di sempre. Al contrario «L’Europa vorrebbe tornare ad essere importante al fine di imporre al mondo un’ideologia antioccidentale» e spesso anche antimoderna. Dopo che avrete finito il libro, davvero denso, di Bassani, leggerete con meno avventatezza, e ve lo diciamo per esperienza personale, le cose internazionali di questi mesi.

Nicola Porro per Il Giornale 

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