Biblioteca liberale

Chi sono i veri nemici della libertà

La Libertà e i suoi nemici. Le radici intellettuali dell'antiliberalismo contemporaneo

Autore: Nicola Iannello
Anno di pubblicazione: 2026
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Ieri pomeriggio ho assistito a un interessante dibattito televisivo tra Corrado Augias, passano gli anni e il suo garbo di esposizione sembra aumentare, e il filosofo Umberto Galimberti: uno che ha sempre l’aria di quello a cui hanno ammazzato il gatto. Parlavano di cose forti, di Donald Trump, del referendum, ma in un contesto poco mondano: la tecnica che distrugge l’uomo, il Noi che ritorna sull’Io, l’Illuminismo che non ha mai frequentato i padri fondatori e così via. Sono andato subito a compulsare un prezioso e recente libretto curato da Nicola Iannello che si intitola La Libertà e i suoi nemici. Le radici intellettuali dell’antiliberalismo contemporaneo (IBL-Libri). E lì ho trovato la lampadina che inconsciamente mi si era accesa.

È nell’incipit di Dialettica dell’Illuminismo di Adorno e Horkheimer: «La terra interamente illuminata splende all’insegna di trionfale sventura». «Questo è l’esito tragico dell’Illuminismo» secondo la scuola di Francoforte, insiste Sergio Berardinelli. Senza prenderci troppo sul serio e senza prendere troppo sul serio un dibattito televisivo, lì in quel salotto c’era un pezzo della scuola di Francoforte; ma la prima: quella di inizio Novecento. Certo Galimberti potrebbe saltare sula sedia: uno junghiano, allievo di Jaspers. Resta però intatto quel nodo irrisolto che ci portiamo avanti dall’inizio del secolo scorso, come nota al succo Berardinelli: la distinzione tra Kultur e Zivilisation. In cui c’è tutto: patria, famiglia, individuo, arte e tecnica, tradizione e innovazione. Ma al cui fondo c’è lo scontro radicale, tra individuo e collettivo o come direbbe Luigi Einaudi tra cittadino e Stato. La Kultur come spirito di un popolo e come sua identità irriducibile contro la Zivilisation che indica progresso tecnico, commercio, diritto codificato. Siamo ritornati là.

Nel nuovo millennio affrontiamo la tecnologia pensando di sfidarla con una intervista a lei stessa (ci ha provato con effetti ridicoli il Corriere della sera l’altro giorno, con una intervista di Walter Veltroni a Claude…). Crediamo che le macchine, quelle dell’800, come quelle di oggi, siano al servizio di se stesse. Come, anche se diversamente a quelle di ieri, riteniamo che siano coscienti: cioè umani, anzi ultra-umane. Critica ferocissima dunque a quello stesso umanesimo di cui si nutre l’individualismo liberale. In fondo ha ragione Iannello nelle prime righe della sua introduzione: «Chi sono i nemici della libertà? La prima risposta che viene in mente è: i dittatori, i despoti… ma c’è anche una galleria di pensatori che hanno contribuito a forgiare strumenti concettuali impiegati a comprimere la libertà». E nel libro ce n’è una bella antologia…

Nicola Porro per Il Giornale 3 maggio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

Scarcerazione con parolacce - Vignetta del 01/11/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Scarcerazione con parolacce

Vignetta del 01/11/2026