25 aprile, spari contro l’Anpi. Preso l’autore: “Sono della Brigata Ebraica”

Il 20enne è in stato di fermo. Il suo scooter pizzicato dalle telecamere. Ha ammesso le sue responsabilità: due i feriti lievi

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corteo Anpi

Ci sarebbe una clamorosa svolta nelle indagini sugli spari con una pistola a pallini contro due iscritti all’Anpi di sabato scorso vicino al parco Schuster a Roma, durante il corteo per la Liberazione promosso dall’Anpi. La polizia ha infatti fermato un ragazzo di 21 anni che avrebbe aperto il “fuoco”, si fa per dire, con una pistola soft air contro Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, di 62 e 66 anni. Stando alle prime ricostruzioni, avrebbe ammesso le sue responsabilità. Si chiama Etihan Bondi, e sostiene di far parte della “Brigata Ebraica”.

Ad incastrarlo sarebbero stati i video acquisiti dalla polizia durante le indagini, sia quelle presenti sul luogo dell’aggressione sia quelli in via Ostiense. Scoperta la targa dello scooter, gli agenti sono poi risaliti al ragazzo che indossava una mimetica verde e un casco integrale scuro. Condotto in carcere, il 21enne adesso è in attesa dell’udienza di convalida.

“Non posso dire di stare bene. È stato uno choc fortissimo: ho visto quella pistola puntata contro di me. Ho quell’immagine, ho emicranie. È stato orribile. Ho pensato di morire”, aveva detto subito dopo i fatti uno dei feriti, Rossana Gabrieli.

“A me colpisce la condanna selettiva da parte di una premier che dimentica di dover rappresentare tutte e tutti gli italiani, anche quelli che non l’hanno votata – commenta Elly Schlein – Siamo tutti d’accordo che ci siano stati episodi gravi, ma non poteva” dimenticare “quello in cui qualcuno si è fatto male, ci sono stati feriti e poteva andare peggio”.

Mentre la Brigata Ebraica (che ha rappresentanza a Milano e non a Roma) nega che Bondi sia un loro associato, che invece fa parte della Comunità ebraica capitolina, l’Anpi ci va giù dura. E accusa addirittura gruppi paramilitari sionisti di averla presa di mira. “Non può sfuggire a nessuno l’estrema gravità della vicenda. Da tempo assistiamo a una deriva estremistica e intimidatoria di parte di alcuni esponenti della Comunità ebraica di Roma”, spiega l’Anpi. “In passato più volte dirigenti nazionali hanno ricevuto minacce e lettere intimidatorie dalla sigla GSE (Gruppo Sionistico Giovanile) e da altre sigle. Ma se dalle parole si passa alle pistole cambia tutto”. L’Anpi chiede “alla magistratura non solo di appurare l’esistenza di eventuali mandanti dell’aggressione armata avvenuta a Roma, ma anche di aprire un’inchiesta su tali presunti gruppi paramilitari presenti nella Comunità ebraica romana”.

“Il 25 aprile si è presentato alla grande e popolare manifestazione, che celebrava l’Anniversario della Liberazione dal nazifascismo, coperto da un casco integrale e armato di pistola a piombini con cui ha sparato contro una compagna e un compagno dell’Anpi (rei di indossare il fazzoletto della nostra associazione partigiana) ferendoli. Il fermo operato questa notte dalle forze dell’ordine di Etihan Bondi, elemento di 21 anni indicato da tutta la stampa nazionale come “appartenente della comunità ebraica”, evidenzia come retoriche vittimistiche e deformazioni a mezzo stampa crollino davanti ai fatti – si legge nella lunga nota dell’associazione partigiani – L’episodio non è isolato e si colloca all’interno di una lunga serie di raid nelle scuole e intimidazioni di varia natura ad opera di sedicenti gruppi sionisti contro l’Anpi e contro professori, studenti, spazi sociali e lavoratori. La violenza usata per colpire la coppia di compagni e con loro l’Anpi e tutta intera la grande comunità antifascista di Roma conferma come la memoria storica della Resistenza e la mobilitazione popolare che tutt’oggi sa suscitare rappresenti il nemico di coloro che non solo sostengono guerre di aggressione coloniali e genocidi come quelli che da anni sono perpetrati dal governo Netanyahu (su cui pende un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra) contro il popolo palestinese, che lotta e resiste per la sua autodeterminazione e libertà, ma che non esitano ad usare direttamente la violenza contro chi, fedele agli ideali della lotta partigiana, sostiene la causa di tutti i popoli oppressi (dal Venezuela e Cuba sottoposte alla morsa economica e militare degli Usa fino al popolo curdo) e lotta al loro fianco. Nel ringraziare le forze dell’ordine che hanno individuato il presunto aggressore, e fiduciosi in una pronta presa di distanza e di ferma condanna da parte della comunità ebraica, di Roma ribadiamo la nostra intenzione di non farci intimidire dalla violenza e convochiamo per oggi pomeriggio alle ore 16:30 un presidio di protesta e presenza nel luogo del ferimento dei nostri compagni cui rivolgiamo, ancora una volta, la nostra solidarietà e affetto”.

Articolo in aggiornamento

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