
Lunedì 4 agosto, Lucia Goracci, inviata della Rai in Medio Oriente, ha fornito uno stupefacente esempio di informazione confusionaria, ad essere molto buoni, riuscendo persino a ribaltare i dati ufficiali forniti dall’Onu.
In diretta sul Tg3 delle 12 di ieri, in merito alla sempre più controversa questione degli aiuti alimentari alla popolazione di Gaza, così si è espressa la popolare giornalista toscana, dopo aver fornito la sua quotidiana conta dei morti: “Delle vittime, tra ieri e stamani, almeno 27 sono state colpite dal fuoco israeliano, dicono i medici, nelle zone delle distribuzioni. Questo perché – ed ecco che arriva l’inverosimile nesso causale della Goracci – uno su dieci camion non arrivano ai magazzini dell’Onu. Vengono presi d’assalto da bande armate e da Hamas. Certo – conclude la nostra come ciò se fosse un fatto scontato – da chi è più forte dei disperati con le mani nude, soprattutto se sono donne e bambini.”
Ora, debbo dire che, non credendo alle mie orecchie, ho riascoltato con grande attenzione la registrazione del citato servizio, in cui almeno due aspetti appaiono piuttosto gravi, almeno per chi sostiene di voler fare una corretta informazione. In primis, come sopra accennato, non si riesce a comprendere quale sia il nesso tra il furto dei camion che trasportano le derrate alimentari e i morti che si presume siano stati uccisi dal fuoco dei soldato israeliani.
Inoltre, cosa che non si può sentire da chi rappresenta il servizio pubblico, il dato fornito dall’agenzia dell’Onu è assai diverso rispetto a quello riportato dalla Goracci: non uno su dieci, bensì nove su dieci non giungono a destinazione, secondo quanto divulgato da un dettagliato articolo di Adnkronos, basato sui dati pubblicati sul sito ufficiale dell’Onu. Ma forse su questo aspetto potrebbe aver giocato una sorta di lapsus freudiano determinato dalla forte simpatia che la coraggiosa inviata ha sempre manifestato nei confronti della causa palestinese.
Sta comunque di fatto che, di riffa o di raffa, qualsiasi cosa accada in un conflitto che avanti da quasi ottant’anni, in cui la propaganda rappresenta un elemento sempre più importante, i cattivi sono inevitabilmente sempre gli stessi.
Claudio Romiti, 5 agosto 2025
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