
Qui al bar abbiamo scoperto una nuova forma di organizzazione politica: la “democrazia monopartitica”. Secondo Christopher Landau, vicesegretario di Stato Usa (cioè il sostituto di Marco Rubio), è in questi termini che, di Cuba, avrebbe parlato Federica Mogherini, ex Alto rappresentante Ue per la Politica estera, ora coinvolta nello scandalo dell’uso improprio dei fondi destinati alla formazione dei diplomatici.
Dunque, la donna che si presentò velata al cospetto dell’allora presidente iraniano, Assan Rouhani (per il quale Matteo Renzi, che era il capo politico della dem, fece velare le statue nude dei Musei Capitolini a Roma), sarebbe stata un’amica del castrismo. Ai suoi occhi, appunto, quello cubano non era nemmeno una dittatura, bensì una specie inedita di regime di libertà. Dove comanda sì il popolo, però può scegliere un solo partito. Un po’ come sostenere che il consumatore è sovrano se può comprare solo una marca di prodotti.
Meno male che, quanto alla fascinazione per i tiranni, l’Ue da quel dì ha fatto dei passi avanti. Perfino troppi: adesso, al posto della Mogherini, ci ritroviamo Kaja Kallas, secondo la quale la Russia, negli ultimi 100 anni, non è mai stata attaccata da nessuno. Manco dai nazisti, evidentemente… Qui al bar rimaniamo garantisti. Nel senso che consideriamo la Mogherini innocente fino a prova contraria? Sì, ma non è a quello che stavo pensando. Siamo garantisti, piuttosto, perché vogliamo credere che quelle cose su Cuba non le abbia mai dette…
Il Barista, 5 dicembre 2025
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