
Nella mattinata di sabato 25 ottobre, una donna di 44 anni di origini marocchine è stata aggredita nel mezzanino della fermata Sesto Rondò della metropolitana, nord di Milano. La donna, che stava camminando insieme alla figlia piccola, sarebbe stata insultata e poi picchiata da due conoscenti di origine straniera. Secondo la vittima, la violenza sarebbe avvenuta poiché non indossa il velo islamico.
Sotto shock e con alcune ferite, la 44enne è stata trasportata al pronto soccorso in codice verde. Nonostante il trauma, ha deciso di sporgere denuncia alla polizia. Le indagini sono in corso per chiarire tutti i dettagli dell’accaduto.
La denuncia delle autorità
Il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, ha condannato l’episodio definendolo: “Un atto di gravità inaudita. Picchiare una donna perché non indossa il velo è inaccettabile. Questo è contrario ai valori della nostra comunità e non ci sarà mai spazio per chi calpesta la libertà personale e la dignità delle donne a Sesto San Giovanni”.
Il caso è stato anche riportato da Nicoletta Pini, segretario cittadino della Lega, e Silvia Sardone, vice segretario della stessa formazione politica. In una nota, hanno sottolineato come la donna riferisse di subire offese da tempo per il suo stile di vita “all’occidentale”.
Una situazione purtroppo non isolata
Secondo le dichiarazioni di Pini e Sardone, episodi simili accadono frequentemente: “Le cronache sono piene di donne musulmane che subiscono insulti o aggressioni perché scelgono di non portare il velo o di vivere liberamente. È una priorità proteggere queste donne e denunciare chi cerca di imporre regole religiose con la forza”.
La Lega ha anche sottolineato il loro impegno nel supportare le vittime e garantire il rispetto della libertà personale contro forme di fanatismo.
Un altro caso a Milano: giovane denunciò il padre integralista
Pochi giorni prima, un caso simile a Milano aveva richiamato l’attenzione. Una ragazza di origini egiziane aveva denunciato il padre che la costringeva a indossare il velo fin da bambina. L’uomo è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di carcere per maltrattamenti in famiglia e lesioni. Per anni, aveva picchiato la ragazza per imporre il velo, utilizzando anche una bacchetta.
La giovane ha trovato il coraggio di denunciare il padre solo dopo essere diventata maggiorenne. Ha poi raccontato di essere stata costretta a viaggi in Egitto per subire ulteriori pressioni. Dopo la condanna del padre, ha ricevuto un risarcimento di 15 mila euro. Anche sua sorellina avrebbe cercato aiuto contattando il Telefono Azzurro.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).