“Ad ammazzare Fassino non si fa peccato”. Che scandalo il silenzio sulla violenza Pd

Un consigliere dem prende di mira il deputato per le sue posizioni su Israele. Ma nessuno lo mette in prima pagina

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Davide Carta fassino PD cagliari facebook

La storia di per sé meritava un po’ di attenzione su questo nostro sito. Ancor di più dopo aver letto i giornali di oggi. Nessuno, se si fa eccezione per Il Tempo, ha messo in prima pagina la violenza verbale che dall’interno del Pd ha investito Piero Fassino colpevole, ovviamente, di non essere abbastanza “ProPal“. O forse di aver sviluppato negli anni un dialogo troppo aperto con Israele.

Tutto ha avuto inizio con un post su Facebook del consigliere comunale di Cagliari, Davide Carta. Carta ha scritto una frase estremamente aggressiva, riferita al deputato Pd ed ex ministro Piero Fassino: “Ad ammazzarlo non si fa peccato”. Il commento è apparso in una discussione sul minuto di silenzio tenuto alla Camera per onorare le vittime del conflitto a Gaza.

Le parole del consigliere hanno rapidamente suscitato forti reazioni, sia all’interno del suo stesso partito sia nel panorama politico nazionale. Fassino, visibilmente colpito dall’attacco da parte di un collega del suo partito, ha definito gravissime le affermazioni. “Un consigliere comunale, per di più del mio stesso partito, si permette di usare parole così gravi e inqualificabili?”, ha scritto Fassino sui social, aggiungendo che simili espressioni suscitano “sconcerto e preoccupazione”.

Il contesto e le accuse

La vicenda ha preso piede dopo un commento pubblicato dall’attivista Carlo Augusto Melis-Costa. Melis-Costa aveva espresso critiche verso Fassino, accusandolo di non aver reso sufficiente omaggio alle vittime di Gaza durante il minuto di silenzio in Parlamento, evento chiesto dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Nel post, Fassino era stato attaccato con epiteti quali “politico fuso con la poltrona” e “consumatore abusivo di ossigeno”.

Davide Carta ha poi rincarato la dose con il controverso commento che lo ha messo al centro delle polemiche. Fassino ha però smentito le accuse di Melis-Costa, pubblicando uno scatto che lo ritrae presente al momento del minuto di silenzio, sottolineando di aver sempre partecipato agli atti di solidarietà verso la popolazione di Gaza.

Le scuse di Davide Carta

Dopo le numerose critiche ricevute, il consigliere Carta è intervenuto per tentare di porre fine alla polemica. In un messaggio pubblico, si è scusato con Fassino, definendo le sue parole “inopportune e sbagliate”. Carta ha dichiarato che il commento era volutamente surreale e basato su un vecchio detto popolare. Ha aggiunto: “Rivolgo le mie scuse formali e sincere a Piero Fassino. Le parole che ho usato non rappresentano lo spirito del Partito Democratico a livello locale e nazionale”.

In precedenza, il consigliere aveva cercato di giustificare le sue parole ricordando la sua lunga storia politica e il rispetto per la vita umana, ma queste argomentazioni non hanno convinto né il suo partito né l’opinione pubblica.

Solidarietà bipartisan a Fassino

Nume sostenitori di Fassino si sono espressi immediatamente per condannare l’accaduto. Piero Comandini, segretario regionale del PD sardo e presidente del Consiglio regionale, ha definito il commento “un’uscita infelice” e ha espresso pieno supporto a Fassino. Anche Elly Schlein, segretaria nazionale del PD, ha contattato il deputato per manifestare solidarietà.

Critiche al commento sono giunte anche da esponenti di Fratelli d’Italia. Francesco Mura ha definito l’attacco “violento e gravissimo”, ritenendo inaccettabile simili espressioni da un rappresentante delle istituzioni. Fabio Pietrella, anch’egli di FdI, ha elogiato le posizioni equilibrate di Fassino in politica e ha sottolineato l’importanza del rispetto reciproco nel confronto democratico.

I giornali, però, l’hanno fatta morire lì. Con un po’ di cronaca e basta, senza dare alla notizia la dignità della prima pagina.

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