Addio a Nicola Pietrangeli: leggenda del tennis italiano

Una carriera leggendaria tra record e successi

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Nicola Pietrangeli, icona del tennis italiano, si è spento il 1° dicembre 2025 all’età di 92 anni. Nato a Tunisi l’11 settembre 1933, Pietrangeli è stato un protagonista assoluto dello sport mondiale, vincendo due edizioni consecutive del Roland Garros nel 1959 e nel 1960. È stato il primo italiano a raggiungere questo traguardo. Campione anche agli Internazionali d’Italia nel 1957 e nel 1961, è stato semifinalista a Wimbledon nel 1960, risultato superato solo nel 2021 da Matteo Berrettini.

Con 164 partite giocate e 120 vittorie, detiene tuttora un record mondiale in Coppa Davis. Proprio in questa competizione ha guidato l’Italia alla vittoria storica del 1976, battendo il Cile nella controversa finale giocata sotto il regime dittatoriale di Augusto Pinochet. Pietrangeli formò inoltre con Orlando Sirola una delle coppie di doppio più vincenti della storia italiana, conquistando tra gli altri il Roland Garros nel 1959.

Stile ed eleganza dentro e fuori dal campo

Giocatore dal talento naturale e dal fantastico rovescio, Pietrangeli è stato sinonimo di classe ed eleganza. Le sue qualità in campo gli valsero il numero tre nel ranking mondiale (secondo le classifiche non ufficiali dell’epoca) e lo status di leggenda. Il suo spirito libero e la sua ironia lo resero tuttavia unico. “Quante volte mi sono sentito dire: ‘Certo, se ti fossi allenato di più avresti vinto di più!’”, disse una volta Pietrangeli. “Io rispondevo: ‘Sì, ma mi sarei divertito di meno’”.

La sua personalità vivace e spontanea lo portò a intrecciare rapporti con figure di spicco anche al di fuori dello sport, dal principe Ranieri di Monaco a Marcello Mastroianni e Sean Connery. Al Foro Italico, dove un campo porta il suo nome, si incontrava regolarmente per discutere di sport e raccontare aneddoti.

Un ruolo fondamentale nella Coppa Davis del 1976

La Coppa Davis del 1976 rimane uno dei capitoli più significativi della sua carriera. Da capitano non giocatore, portò l’Italia alla sua unica vittoria in questa competizione, superando le polemiche politiche legate al regime cileno. “Se non andiamo, regaliamo la Davis a Pinochet”, disse riferendosi al contesto del regime militare. Nonostante l’opposizione di molti, Pietrangeli guidò la squadra alla vittoria per 4-1 a Santiago, con una prestazione memorabile di Adriano Panatta e Paolo Bertolucci, che peraltro giocarono indossando magliette rosse, simbolo di dissenso verso il regime.

La rivalità con Adriano Panatta e un’eredità indelebile

La rivalità tra Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta, simbolo di due diverse epoche del tennis italiano, segnò una fase cruciale della storia dello sport nostrano. Nel 1970 Panatta sconfisse Pietrangeli nella finale dei Campionati Italiani Assoluti, passando idealmente il testimone tra le due generazioni. Nonostante qualche battibecco nel corso degli anni, tra i due era presente un profondo rispetto reciproco.

Oltre ai trionfi sportivi, Pietrangeli mantenne un forte legame con il tennis come capitano di Coppa Davis e ambasciatore dello sport. Il suo contributo è stato riconosciuto con l’inclusione nella International Tennis Hall of Fame, un onore riservato a pochissimi italiani.

Cordoglio e ricordi per un simbolo dello sport italiano

La scomparsa di Pietrangeli ha commosso il mondo dello sport e non solo. “Con lui perdiamo un campione straordinario e un’icona eterna del tennis”, ha dichiarato Luciano Buonfiglio, presidente del CONI. Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, lo ha definito “il punto di partenza di tutto quello che il nostro tennis è diventato”. Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e amico di lunga data, ha ricordato le loro vacanze insieme e non ha nascosto la commozione: “Speravo che soffrisse il meno possibile, ma oggi voglio ricordarlo energico, come lo è stato per tutta la sua vita.”

Fabio Fognini, Adriano Panatta e la Lazio, squadra di cui Pietrangeli era tifoso, hanno reso omaggio al campione. Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha ricordato “una leggenda dello sport italiano”. Pietrangeli lascia un’eredità incancellabile nello sport e nella memoria collettiva, un simbolo non solo del tennis ma dello spirito italiano.

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