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Aggredito da un nigeriano: chiede i danni al governo Meloni

La violenza a Cologno Monzese, ma l'immigrato è nullatenente. Citata in Tribunale la Presidenza del Consiglio. Il legale della vittima: "Andava espulso prima"

meloni in conferenza stampa
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Viene aggredito da un nigeriano senza fissa dimora e chiede il risarcimento a… Giorgia Meloni. Sembra una storia inventata, invece è tutto vero. Stando a quanto riporta Prima La Martesana, infatti, un signore di 51 anni ha dato mandato al suo avvocato “di intentare una causa, al Tribunale di Roma, contro la Presidenza del Consiglio dei ministri”. Il che vuol dire che nel mirino c’è l’attuale premier, che presiede quel Consiglio.

La richiesta di risarcimento danni è stata quantificata in 88mila euro per coprire le ripercussioni non solo fisiche ma soprattutto psicologiche dell’aggressione subita. Ma torniamo ai fatti. L’uomo è stato ferito a Cologno Monzese, nell’hinterland milanese, da un 35enne nigeriano poi arrestato. Tutto per colpa di una sigaretta negata. “Era in bicicletta è mi ha detto ‘adesso mi dai una sigaretta’ – ha spiegato il 51enne – Gli ho fatto presente che lì vicino c’era un tabaccaio. Non per cattiveria, ne avevo già offerte due poco prima. E come risposta mi sono sentito dire ‘vai a comprarle tu e me le dai’”. Dopo un primo momento in cui sembrava essersi allontanato, il nigeriano è poi tornato alla carica. “Mi ha gridato ‘razzista, ti ammazzo’ e a quel punto mi ha lanciato addosso la sua bicicletta – ha proseguito il colognese – Intanto mia moglie stava tornando dal supermercato per raggiungerci. Ha insultato pesantemente anche lei, iniziando a lanciare delle pietre che ha trovato nello spartitraffico, urlando ‘sono africano e nessuno può toccarmi’. Ha rischiato di colpire prima di tutto i miei nipotini, poi anche un signore che era seduto accanto a noi. Dopo avergli riconsegnato la bici, con la mia famiglia ci siamo incamminati verso casa. A quel punto, quando ero di spalle e girato, mi ha colpito con un pugno al volto, facendomi sbattere la testa contro un muro. A quel punto sono finito a terra, privo di sensi”.

L’immigrato non è impazzito da un momento all’altro, va detto: era già stato messo in prova ai Servizi sociali dopo altre aggressioni del passato. Non uno di primo pelo in quanto a violenze varie. Le botte sono state mica da niente, visto che il 51enne di Cologno s’è visto refertare prima 21 giorni di prognosi poi saliti a 40, senza contare la riabilitazione che dovrà affrontare.

Ma perché il risarcimento alla Presidenza del Consiglio? Scrive La Martesana che l’avvocato del malcapitato “chiederà l’applicazione della direttiva 80 del 2004 della Comunità europea, che obbliga gli Stati membri della Ue (e quindi anche l’Italia) a prestare un rimedio risarcitorio a beneficio delle vittime dei reati violenti e intenzionali, ‘laddove impossibilitate a conseguire dagli autori delle condotte criminose il risarcimento dei danni'”. E visto che il nigeriano è senza fissa dimora e nullatenente, ecco che l’uomo intende rifarsi sul governo. “Si tratta di una norma poco conosciuta dai cittadini e che tutela il diritto alla sicurezza”, ha spiegato il legale Claudio Defilippi. “Siamo infatti il fanalino di coda in Europa, subito dopo la Grecia – ha aggiunto – Il mio assistito è vistosamente scioccato per quanto accaduto: il 35enne, viste le precedenti aggressioni, almeno quattro prima di quella ai danni di Calcaterra, andava espulso da tempo perché pericoloso. Non si può andare avanti con questo lassismo, perseverando in una situazione di illegalità diffusa: perché queste persone non certo ‘virtuose’, che vanno assolutamente salvate durante le attraversate in mare o negli estenuanti viaggi via terra per raggiungere l’Europa, devono poi rimanere a carico della collettività a vita?”.

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