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Ahi ahi la Todde: la batosta dal Tribunale sulla decadenza

La governatrice grillina aveva fatto ricorso ma il Tribunale di Cagliari l'ha respinto: le violazioni non sono formali ma sostanziali. Ora rischia

todde © grafvision e richjiem tramite Canva.com
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Il Tribunale di Cagliari, presieduto dal giudice Gaetano Savona, ha respinto il ricorso presentato dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. Il ricorso riguardava l’ordinanza del Collegio regionale di garanzia elettorale che, nel dicembre 2024, aveva dichiarato la decadenza della governatrice per irregolarità nelle spese elettorali. Tale decisione rafforza quanto stabilito dall’ordinanza-ingiunzione emessa lo scorso 3 gennaio 2025 e adesso la competenza passa al Consiglio Regionale.

Alla base della richiesta di decadenza ci sono gravi irregolarità nella gestione delle spese elettorali della campagna regionale del febbraio 2024. Secondo il Collegio di garanzia, Todde non ha aperto un conto corrente dedicato né nominato un mandatario elettorale, come richiesto dalla normativa. Queste mancanze hanno portato a una sanzione amministrativa di 40.000 euro e alla richiesta di decadenza. Il Tribunale ha confermato che le violazioni non sono formali, ma sostanziali, impedendo una chiara ricostruzione dei contributi elettorali e violando regole fondamentali sulla trasparenza del finanziamento politico.

La Todde rischia

I giudici hanno chiarito che non spetta al Tribunale né al Collegio di garanzia decidere sulla decadenza di Todde. Tale decisione è di esclusiva competenza del Consiglio Regionale, come previsto dalla normativa vigente. Nel dispositivo della sentenza si legge: “Effettuato il vaglio, che rimane insindacabile dal Consiglio regionale, quest’ultimo assumerà le sue determinazioni sulla decadenza”. La presidente, quindi, resta formalmente in carica fino a che il Consiglio non si pronuncerà in maniera definitiva. Il punto però è un altro, ovvero politico: come può, la candidata grillina, cioè del partito dei giustizialisti, restare al suo posto dopo essere stata colta in castagna?

La vicenda si sposta ora su due fronti. Da un lato, il 9 luglio la Corte Costituzionale discuterà il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Sardegna contro lo Stato. La questione riguarda l’applicabilità della legge nazionale sui casi di decadenza agli amministratori di una regione a statuto speciale come la Sardegna. Dall’altro lato, il Consiglio Regionale, sulla base delle irregolarità accertate, deciderà se ratificare la decadenza della governatrice.

Gli effetti della sentenza

La sentenza ha chiuso definitivamente il capitolo di competenza giuridica, ma ha lasciato aperta la partita politica. In attesa delle prossime udienze e del pronunciamento del Consiglio Regionale, Alessandra Todde rimane al centro del dibattito politico. Intanto, la sanzione amministrativa di 40.000 euro rimane valida e confermata dal Tribunale.

“A differenza di chi sceglie lo scontro con la magistratura, noi rispettiamo il ruolo dei giudici e le loro decisioni, anche quando non le condividiamo, come in questo caso – ha detto la Todde -. Proprio perché crediamo nello Stato di diritto, che prevede tre gradi di giudizio, abbiamo il diritto e dovere di difenderci nel processo, non dal processo. Quindi andiamo avanti: impugniamo la sentenza, perché le violazioni contestate non sussistono, come pure rilevato dalla Corte dei Conti e dalla Procura della Repubblica di Cagliari”.

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