Albanese, pro-Pal, Cgil, ci siete? Il regime iraniano spara sulla folla

Chissà dove sono finiti gli strenui difensori dei diritti umani mentre il regime iraniano apre il fuoco negli ospedali

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landini albanese

In questo turbolento inizio del 2026, mentre sempre più persone volgono con orrore e con apprensione lo sguardo alle piazze iraniane insanguinate, una domanda sorge naturale: dove sono finiti gli strenui difensori dei diritti umani, le piazze, gli attivisti, gli intellettuali della sinistra italiana? Il regime teocratico di Teheran ha intensificato la repressione contro le proteste sociali che infiammano il Paese da ormai diverse settimane, arrivando senza paura a compiere atti atroci e criminali.
Solo pochi giorni fa, nella provincia occidentale di Ilam, a 500 km da Teheran, le forze di sicurezza fedeli al dittatore Khamenei hanno fatto irruzione in un ospedale occupato da manifestanti feriti, aprendo il fuoco sulla folla indifesa. Secondo gruppi per i diritti umani almeno 29 manifestanti (tra cui quattro minori) sono stati uccisi in questo raid terroristico, con spari a bruciapelo su pazienti e personale medico. I testimoni hanno descritto scene agghiaccianti: agenti che picchiano chiunque, inclusi dottori che tentavano di proteggere i feriti, e uccisioni indiscriminate giustificate solo dal tentativo di sedare le proteste fornendo un esempio violento.

Gli Stati Uniti hanno definito gli attacchi del regime un chiaro crimine contro l’umanità, mentre video circolati online mostrano i momenti del terrore, con urla e spari che echeggiano nelle piazze e nei punti nevralgici delle città. Eppure le proteste della popolazione stremata non arretrano di un millimetro: gli iraniani, fondamentalmente, sanno di non avere più nulla da perdere. Così, le manifestazioni si sono diffuse a macchia d’olio nonostante i tentativi di repressione. Eppure, in Italia, il silenzio sulla vicenda iraniana è paradossale. Dov’è la tanto vivace Francesca Albanese, sempre pronta a ricordarci quanto faccia schifo l’occidente, oggi che il regime iraniano (tanto amico di Hamas…) sta falcidiando la popolazione?

Dove sono i gruppi sempre pronti a mobilitarsi per cause anti-atlantiste, anti imperialismo, anti Europa, insomma anti e basta? E la Cgil, il sindacato che si vanta di difendere i deboli e gli emarginati del mondo? Questi cari e coerenti attivisti umanitari pare siano troppo occupati altrove. Difatti, proprio mentre il regime iraniano spara sugli ospedali, la sinistra italiana scende in piazza per Nicolás Maduro, l’ex presidente venezuelano catturato in un’operazione Usa che ha posto fine al suo regime autoritario. E così dozzine di organizzazioni politiche, inclusa la Cgil, hanno chiamato a una “mobilitazione” in favore del Venezuela, protestando contro l’imperialismo yankee e invocando il rilascio di Maduro. A Firenze e Roma, manifestazioni con slogan come “giù le mani dal Venezuela” hanno visto partecipare militanti sindacali e pro-palestinesi.

Gruppi studenteschi hanno persino tenuto proteste contro l’arresto, sfoggiando simboli comunisti e collegando Maduro alla causa palestinese. Tutti questi figuri però ignorano con solerzia le dichiarazioni di giubilo e libertà dei veri venezuelani, chissà perché. Insomma, questa selettività ideologica è ipocrita. Mentre i venezuelani esiliati festeggiano la fine di una dittatura che ha ridotto il Paese alla fame, la sinistra italiana tiene a dimostrare di essere sempre dalla parte sbagliata della Storia, ignorando la sofferenza di un popolo pur di attaccare Trump e l’Occidente. E poi, non paga, questa gente dimentica di esprimere anche una vaga vicinanza al popolo iraniano. Perché? Le Ong e gli attivisti dovrebbero condannare tutte le tirannie, non solo quelle comode alla loro narrativa. Altrimenti, il loro tanto millantato spirito di giustizia sociale e di libertà è solo una maschera per giustificare chissà quali interessi. Il regime iraniano spara, e il silenzio di tanti è complice.

Alessandro Bonelli, 8 gennaio 2026

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