
Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati, parlando dell’assalto alla redazione della Stampa di Torino, ha di nuovo esposto il lato nascosto del suo fare politica. “Prima di entrare qui ho avuto il solito confronto con la stampa italiana che mi ha detto che durante le proteste di ieri erano in sciopero. Però la notizia dell’assalto alla sede della Stampa di Torino l’hanno coperta. Perché non avete coperto anche quello che è successo a Genova e in altre 50 città con migliaia di persone scese in piazza?”.
Aggiungendo: “Io condanno fermamente ogni forma di violenza. È necessario che ci sia giustizia per quello che è successo alla sede della Stampa. Sono anni che dico che non bisogna commettere violenza nei confronti di nessuno. Al tempo stesso, che questo sia anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro cioè riportare i fatti. E se riescono a permetterselo anche fare un po’ di analisi e di contestualizzazione”.
Così si espresse anche sull’eccidio compiuto da Hamas. Contestualizzare, è il suo mantra. Anche allora aveva condannato la violenza, aggiungendo il solito “ma” – ma è espressione non di terrorismo ma di resistenza. Propongo una traduzione del “ma:” io capeggio l’ala politica del movimento, condanno la violenza ma la contestualizzo, la violenza finirà quando voi conformerete il vostro comportamento a quanto è giusto e darete a me e a chi vi contesta anche in modo estremo il “riconoscimento politico” che ci spetta.
Non sottovalutiamo il consenso che Albanese ha sia nella sinistra ufficiale che in quella antagonista e soprattutto nel magma mediatico che avvelena la democrazia italiana.
Marco Taradash, 30 novembre 2025
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