
Lei non lo esclude a priori, anche se al momento pare non sia all’ordine del giorno. Ma dopo Aboubakar Soumahoro, Ilaria Salis e tanti altri, molti si chiedono quando sarà il momento per Francesca Albanese di scendere in campo. Cioè in politica. E soprattutto con chi.
Il Pd avrebbe non poche difficoltà a infilarla in lista, soprattutto per via dell’avversione dell’ala riformista del partito a causa delle uscite poco ortodosse degli ultimi mesi. Il M5S la apprezza, ma Conte non è tipo da farsi oscurare da una figura così ingombrante e visibile. L’onorevole Alessandro Caramiello, l’altro giorno al Giornale confermava infatti di non aver “mai sentito parlare di una candidatura della relatrice Onu”. Come a dire: non siamo noi il suo cup of tea. Un pezzo di Avs invece ne sarebbe felice, vedi quella Benedetta Scuderi (ma non è l’unica) che ha condiviso con Albanese la battaglia della Flotilla. Di diverso avviso però la componente di Sinistra Italia, rimasta ancora scottata dal caso Soumahoro. “Il problema sono le gaffe della Albanese – diceva al Giornale una fonte vicina a Fratoianni – Una parte di noi pensa che starebbe meglio se fosse più attenta o se a volte stesse direttamente zitta”.
Non a caso oggi, durante l’intervista al Corriere della Sera, Bonelli ha tirato il freno a mano. Ha affermato che questa possibilità viene riproposta ciclicamente, ma ha specificato che “in questa fase” non ci sono discussioni in atto sulle candidature “nella maniera più assoluta: lo dico con grande sincerità”. “Vorrei comunque ricordare – ha aggiunto Bonelli – che Albanese è una persona che è sottoposta dagli Usa a sanzioni e io trovo incredibile che, a prescindere dal fatto che si condivida o no quello che ha fatto e ha scritto, non ci sia nessuno del governo italiano che abbia ritenuto opportuno dire che quello ha fatto Trump è qualcosa di inaccettabile”.
Il caso Hannoun
Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Angelo Bonelli, nell’intervista ha preso anche posizione in merito al cosiddetto “caso Hannoun” e alle polemiche che coinvolgono movimenti pro Palestina. Bonelli ha ricordato che AVS ha condannato l’attacco terroristico di Hamas dello scorso 7 ottobre, definendo il terrorismo un nemico non solo di Israele ma anche del popolo palestinese. Ha descritto le accuse ricevute come “strumentali” e ha ribadito che tali attacchi mirano a delegittimare le posizioni del suo schieramento politico.
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Riguardo alle critiche mosse contro AVS, Bonelli ha commentato che, applicando la stessa logica, si potrebbero accusare esponenti di Fratelli d’Italia di avere rapporti con membri del terrorismo nero o con figure legate a gruppi come Forza Nuova. Ha inoltre menzionato episodi che vedrebbero rappresentanti di Fratelli d’Italia collaborare con certe figure durante Atreju e in contesti vicini a Palazzo Chigi. Secondo il leader di AVS, queste polemiche alimentano divisioni per mascherare problemi più seri, come lo sterminio del popolo palestinese e le azioni del governo di Benjamin Netanyahu a Gaza.
“Fiducia nella magistratura”
Angelo Bonelli ha precisato di avere grande fiducia nella magistratura italiana. Ha lanciato un appello per portare avanti le indagini in modo chiaro e approfondito, auspicando l’accertamento di tutte le responsabilità riguardanti il caso Hannoun. Ha sottolineato l’importanza di essere sempre intransigenti quando si parla di terrorismo, criticando però la destra di essere garantista “a corrente alternata”. Secondo Bonelli, l’inchiesta viene utilizzata a scopi politici per attaccare l’opposizione e nascondere i crimini contro l’umanità commessi dal governo israeliano.
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