Cronaca

ALBERTO STASI È UN UOMO LIBERO

Lo scoop di La7: la decisione del Tribunale di Sorveglianza dopo la condanna per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco

(immagine generata con l'intelligenza artificiale)
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La bomba la sgancia il Telegiornale di Enrico Mentana su La7. La notizia è semplice: Alberto stasi, dopo 10 anni di carcere, sarà un uomo libero. Nel senso che non dovrà più dormire in carcere. A deciderlo è stato il Tribunale di sorveglianza di Milano che ne disporrà la scarcerazione e l’affidamenti ai servizi sociali presso la società in cui lavora da tempo come responsabile dell’amministrazione.

Per la precisione, stando a quanto riporta l’Ansa, da un punto di vista tecnico Stasi non ha ancora ricevuto il provvedimento firmato. I giudici, che oggi si sono riuniti in udienza in gran segreto, si sono riservati dopo la camera di consiglio e hanno tempo fino a cinque giorni per depositare l’ordinanza. La svolta però è arrivata dalla Procura Generale che ha dato parere positivo per la buona condotta del detenuto e per le relazioni positive dell’equipe del carcere di Bollate. In sostanza si tratterebbe di una formalità, salvo sorprese dell’ultimissima ora. Visto infatti il parere positivo, i tempi (fine pena nel 2028, detenuto dal 2015 con pena definitiva di 16 anni per il delitto di Garlasco) e i benefici già ottenuti (prima il lavoro esterno e poi la semilibertà) il via libera dei giudici sarebbe una sorta di automatismo: Stasi andrà quindi in affidamento in prova ai servizi sociali, dove sconterà la pena residua.

A quanto si apprende, Stasi era presente in aula oggi pomeriggio quando si è tenuta l’udienza di fronte alla sostituta pg Valeria Marino. Ha risposto alle domande dei magistrati sulla vita in carcere, sul lavoro e sul comportamento in galera. Nel 2025 la Procura Generale aveva contestato il regime di semilibertà dopo una intervista rilasciata da Stasi che poteva comprometterne il percorso: da quel giorno Alberto non ha più rilasciato interviste, ha accettato la condanna (anche se si dichiara innocente) e sta risarcendo i familiari della vittima.

La procura generale di Milano che ha dato parere positivo si tratta dello stesso ufficio, quello diretto da Francesca Nanni, che dovrà valutare le carte della nuova inchiesta della procura di Pavia su Andrea Sempio e decidere se ci sono gli estremi per una revisione del processo che aveva portato alla condanna di Stasi come unico responsabile dell’omicidio di Garlasco. Le due cose non vanno a braccetto: Stasi resta ancora tecnicamente il colpevole di quell’efferato omicidio, almeno secondo la sentenza che l’ha condannato. Nella pratica, non dovrà più tornare nel carcere di Bollate per dormire tutte le sere come faceva ormai da tempo in base alle regole del regime di semilibertà. La sua detenzione è durata 10 anni e sei mesi.

Stando a quanto riferito dall’inviato di Mentana, Stasi non tornerà a vivere a Garlasco ma prenderà una casa in affitto in un Paese vicino a Milano. Dal carcere ha deciso di portare con sé solo alcuni vestiti. Tutti gli altri beni acquistati in carcere, tra cui il frigorifero e il ventilatori, li ha lasciati agli altri detenuti.

Intanto procede il filone dell’inchiesta che riguarda Andrea Sempio, oggi considerato dalla Procura di Pavia (diversa da quella che accusò a suo tempo Stasi) il colpevole della morte di Chiara Poggi avvenuta il 13 agosto 2007.

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