Pagliacciata partigiana

Alla Scala c’è l’Anpi e farnetica con la Cgil: “I fascisti non sono graditi”

Mattarella assente alla Prima? I partigiani in foyer non vogliono portare i loro saluti a Ignazio La Russa

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Teatro alla Scala prima Anpi La Russa

La notizia non è tanto che la Cgil la butti in politica, anziché rivendicare questioni salariali o di lavoro. Né che in occasione della prima della Scala qualcuno sollevi la solita polemica: ricordiamo ancora le scene degli anni passati con i vip asserragliati dentro il teatro e fuori i contestatori. E non appare una grande novità il fatto che a finire nel mirino dei sindacalisti de sinistra sia Ignazio La Russa, presidente del Senato, seconda carica dello Stato che, in assenza di Sergio Mattarella, dovrà fare gli onori tra gli sfarzi dell’opera. No. La vera notizia è che esista una sezione dell’Anpi del teatro alla Scala. Partigiani in foyer.

La fondazione risale al 2016 e finalmente hanno trovato un’occasione per dimostrare di esistere. L’idea era nata da “un piccolo gruppo di lavoratori e lavoratrici” in occasione del 70esimo anniversario della Repubblica. Mica pizza e fichi. I tesserati “rappresentano tutte le categorie presenti in teatro”, con diverse “sensibilità politiche” (esclusa FdI, immaginiamo) e “appartenenti a diverse aree sindacali”. Quale scopo? “Promuovere e tutelare i valori della Costituzione, consapevole, come luogo di produzione culturale, che anche nei momenti più bui del ventennio fascista, e sin anche nei momenti più drammatici della lotta per la liberazione, gli antifascisti avevano costantemente al centro del loro progetto di rinascita della società l’idea della cultura come bisogno primario, come elemento essenziale per l’emancipazione del popolo e per lo sviluppo di una cittadinanza libera e consapevole”. Bla bla bla.

Scorrere la pagina Facebook della sezione partigiana non fornisce grossi spunti, se non la condivisione di un articolo dal titolo “Senza più dignità” con cui si criticavano i funerali di Stato riservati a Silvio Berlusconi. Per il resto normale amministrazione, fino ad oggi. Quando la Cgil e l’Anpi scaligero hanno preso di mira La Russa.

Sono tutti rammaricati che Mattarella abbia rifilato loro un bidone (non sarà alla Prima, come neppure Meloni) e non si capacitano che in assenza del numero 1 abbiano pensato di ripiegare sul numero 2, cioè sul presidente del Senato. La Russa – che sarà sul palco reale con Matteo Salvini – potrebbe portare un saluto al direttore d’orchestra, agli artisti e ad una rappresentanza dei lavoratori durante l’intervallo. In tal caso, l’Anpi non ci sarà (sai che dramma). “Non parteciperemo ad alcun cerimoniale di saluto istituzionale – si legge nel comunicato – rivolto a chi non ha mai condannato il fascismo, le sue guerre coloniali, l’alleanza e la sudditanza al nazismo che ha generato leggi razziali e tanto lutto e miseria al popolo italiano”. Il Teatro alla Scala, aggiungono, rappresenta un “luogo democratico e civile, e il nostro sindacato e la sezione Anpi del teatro non possono omaggiare chi ancora non combatte queste politiche”.

Piccola nota finale: il luogo “democratico e civile” si è dimenticato che Fratelli d’Italia ha vinto le elezioni, che La Russa è stato democraticamente eletto e che alla seconda carica dello Stato si porta il dovuto rispetto al di là di chi occupa la sedia. Ma vaglielo a spiegare.

Franco Lodige, 6 dicembre 2023

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