Altro che “bullo”, su Trump non c’avete capito nulla

7.7k 38
trump

Qualche tempo addietro discutevo con un amico americano del futuro della nostra specie. Patrick Reasonover (fantastico nome giacobino) mi spiegava, in modo molto eloquente, che il cibo che mangeremo nei prossimi decenni cambierà per sempre la nostra percezione del creato. No, non era preoccupato della questione sanitaria, ma della relazione degli umani rispetto al cibo. Ricostruisco il suo ragionamento che mi ha colpito non poco.

“Immagina una o due generazioni che si nutrono di carne non animale, pesce creato dal nulla… cosa accadrà? Nessuna relazione fra cibo e morte! Per millenni gli uomini sono stati perfettamente consapevoli del fatto che cibarsi e uccidere fossero uno et idem, ma tra poco questa relazione fra cibo e morte scomparirà. Ci nutriremo di cellule che non sono mai state vive e non accetteremo la morte per nutrire noi o i nostri figli. Saremo vegani inconsapevoli”.

Pochi giorni fa parlavo con un caro amico siciliano del declino inesorabile della mafia negli ultimi trent’anni. Ingenuamente io lo attribuivo a una serie di mutamenti che nel corso degli anni Novanta del secolo scorso avevano reso la nostra società enormemente trasparente. La mafia, così come le bierre o Prima Limea, non potevano sopravvivere alla società della sorveglianza occhiuta, alle mille e mille telecamere che da Milano a Capo Passero accompagnano le nostre vite fino a querela di falso.

Non è così, il vero ostacolo alla rinascita di Cosa Nostra, affermava il mio amico, è il rigetto assoluto della violenza da parte di tutti i giovani siciliani. Nessuno è più in grado di uccidere un capretto, figurarsi un essere umano. Anche questo può essere ovviamente rubricato come progresso, ma pone una serie di problemi sul rapporto che hanno gli esseri umani con la morte delle creature inferiori. Mentre riflettevo su queste grandi questioni, il parallelo mi è apparso quasi naturale.

Oggi abbiamo un uomo piuttosto anziano che guida la più importante comunità politica della storia umana. Che piaccia o meno – e in Europa il gradimento è molto basso, ma gli europei in generale conoscono gli Stati Uniti quanto io il Chad, con la differenza che io non parlo mai del Chad – il presidente Donald Trump è considerato quasi da tutti un “bullo”. E il perché è ovvio: dopo mezzo secolo di demasconilizzazione dell’universo umano qualunque comportamento da uomo leader di un paese leader non può che essere visto come “bullismo”.

In breva, la nostra specie sta perdendo qualunque collegamento fra cibo e morte, mascolinità e leadership, potenza planetaria e assertività politica. Si vorrebbe un’America e il suo presidente che agiscano come il Costa Rica, un cacciatore che va al supermercato delle cellule, un pescatore che non corre più i mari. E chiunque si comporti invece come in un copione da uomo ottocentesco, altro non sarebbe che affetto da mascolinità tossica o da presidenza imperiale fuori tempo massimo.

Amici miei, se Sydney Sweeney vi fa capire in un attimo eterno che cosa significa essere quello che si è senza dovere chiedere scusa a nessuno, dovreste comprendere finalmente che non vi è nulla di tossico nell’America, in Donald Trump, nella mascolinità e nell’uccidere per cibarsi.

Luigi Marco Bassani, 4 agosto 2025

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version