Questa vicenda Ranucci-Lavitola meriterebbe molte riflessioni, ma in queste settimane, a me procura un cruccio minore. Che venga sepolto, nelle assonanze, il ricordo del giornalista Amedeo Ricucci. Non c’è giornalista che abbia frequentato i fronti di guerra che non l’abbia incontrato, e qualche telespettatore di Mixer, del Tg1, de La storia siamo noi di sicuro lo ricorda.
Era un calabrese del cosentino, grande e grosso. Un tipo appassionato e passionale, generoso e intenso. Molte volte non mi trovavo d’accordo con lui, ma ne ho sempre avuto stima. È morto a 63 anni, per un malore, dopo una lunga malattia, mentre si trovava a Reggio Calabria per un servizio sulla ‘ndrangheta. Ha scritto almeno una ventina di libri, tra cui Cronache dal fronte, che qui potete vedere presentato a un Festival del giornalismo.
Direte: tutto qui su Ranucci? Questo mi premeva, perché la memoria conta, e il resto non mi affascina.
Toni Capuozzo, 21 agosto 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


