
L’Istat certifica che nel secondo trimestre del 2025 il Pil italiano è calato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre la produzione industriale è crollata del 2,4% ad agosto. Altro che “ripresa”: l’economia reale rallenta, le imprese soffrono, i consumi non ripartono.
Siamo sulla soglia della recessione nel pantano dello zerovirgola se tutto va bene. Il governo festeggia la “resilienza” , ma il Paese arretra, non c’è proprio nulla da festeggiare.
Non c’è alcun miracolo economico: c’è solo spesa pubblica gonfiata, tasse record e burocrazia che soffoca. Ogni euro tolto a chi produce viene bruciato in apparati, sussidi e clientele.
L’Italia non cresce perché lo Stato le sta addosso come un macigno. Mentre chi governa continua a parlare di “aiuti” e “piani strategici, la verità è che il motore dell’economia privata è inceppato proprio a causa loro e del loro interventismo.
Se non si taglia la spesa improduttiva, se non si restituisce libertà a chi lavora, investe e rischia, il futuro sarà fatto di stagnazione e debito. L’Italia non ha bisogno di un altro decreto: ha bisogno che lo Stato si faccia da parte. Purtroppo, anche questo governo continua ad andare in un’altra direzione.
Andrea Bernaudo, 11 novembre 2025
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