Ammanettato a 16 anni. Zitto e non frignare

Aumentano le proteste studentesche contro la polizia, ma i media di sinistra raccontano sempre un'altra versione della realtà

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torino ammanettato (2)

Fateci caso, più sono schierati a sinistra, faziosi, militanti, e, appena capita, contigui col potere e più si definiscono lamentosamente indipendenti, liberi, disinteressati, martiri, eroi: da Ranucci, che ormai è una categoria dello spirito, ai nostalgici del Manifesto, ai reducisti de l’Unità, ai diversamente schiena dritta (causa colpo della strega, e ci viene in mente una in particolare) del Fatto.

Tutti a rilanciare la verità alternativa del bimbominkia antifà deportato e torturato dalla polizia come un Bitini qualunque (quanto gli ha bruciato, all’ex occupatore di tavolini, oggi aspirante imprenditore nella ristorazione, la nostra attenzione; ma tutti questi marinaretti vanitosi debbono capire una buona volta: non ci occupiamo di loro perché sedotti, ma in quanto ridicoli, e siccome reiterano le loro imbarazzanti prodezze, diventa fatale registrarle).

Questi minibitini antifà ricordano un po’ tutti il messicano di Trinità: che al massimo gli aveva dato qualche coltellata, poi il gringo è cascato da solo, gli avrà preso un malore improvviso. Per dire che frignano sempre sulla reazione, mai sull’azione che, eventualmente, l’ha provocata. E frignano in modo falso però, da veri compagni in erba (fumata): parliamo delle effervescenze al liceo Einstein di Torino, dove a quanto pare pochi meritano di frequentarlo e certo non il sedicenne scalmanato finito in questura per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, cioè ha tentato di menare un agente: e che sarà mai? Quello si sarà contuso da solo, io gli avrò dato al massimo qualche pedata, qualche cazzotto.

Sapete, la causa della democrazia esige questo ed altro. C’era da fermare alcuni pericolosi volantini diffusi dalla maschia Gioventù Nazionale “Gabriele d’Annunzio”, contro la cultura dei maranza (ci arriviamo tra un attimo, se avrete la bontà di leggere fino in fondo, perché tout est pardonné ma soprattutto tout se tient): allorché il kollettivo Einstein, che si agiterà certamente nella tomba tipo gatto quantistico di Schrodinger, si è slanciato a difesa della causa palestinese.

Adesso l’antifà della minkià frigna: “Iiih, mi ero appena avvicinato, iiih mi hanno placcato, iiih è fascismo, iiih non sono così stupido da aggredire un pubblico ufficiale”. Talmente poco stupido da partire subito in corteo, non autorizzato, con traguardo davanti alla sede di Fratelli d’Italia alla Barriera di Milano: mura coperte di uova spiaccicate e graffiti a spray militante.

La verità è che a questi gli va sempre troppo bene: adesso vedrete che il piccolo tamburino rosso contro il capitale capitalizza subito la sua bravata, parte in tour televisivo da La7 a La9, viene raccattato da Ranucci (tra martiri si pigliano) e infine attenzionato dall’infallibile duo impresariale Bonelli&Fratoianni che lo lanceranno alle politiche del 2027, giusto giusto per i 18 anni. Alle corte: il solito ragazzino viziato, ormai una maschera da commedia dell’arte, si fionda contro la polizia mulinando braccia e gambe, al che lo portano in commissariato con le manette: voi che avreste fatto? Ma il Fatto, maiuscolo, il Manifesto eccetera, titolano così: “Protesta al liceo Einstein, 16enne portato via in manette dalla polizia”. Manco in Guatemala. Ma fate schifo, dai.

A proposito di giornalismo indipendente, neanche un po’ putiniano e filohamas, sta tenendo banco in questi giorni un’altra faccenda scolastica interessante, quella della banda di maranza che irrompe al liceo Leonardo di Genova, mena l’altra banda, dei pro pal, ad essi solidale, ricama svastiche sui muri, da cui il cortocircuito: la sinistra maranzata denuncia i maranza di fascismo.

Lo vedete allora che siete dei bitini oltre il ridicolo? I baldi balordi maranza hanno fatto irruzione per pretendere, e l’han lasciato scritto sui muri della scuola, la liberazione di un loro compar trapper in odor di delinquenza, certo Rondodasosa. Coi compagnucci della parrocchietta che frignavano, iiih ma non ci menate, noi siamo dalla vostra, siamo propal. Ai maranza dei pal gliene frega tanto quanto, loro vogliono libero non il popolopalestinese ma il loro farabutto preferito.

Ma, ancora una volta, l’informazione libera, indipendente, martire ha titolato ad una sola voce di piombo: “Assalto squadrista nel liceo occupato, vandalizzata la scuola”. Senza specificare da chi (non era il caso). Addirittura Fanpage, il Corriere dei Bitini, si è spinto oltre: “Genova, gruppo con spranghe entra nel liceo occupato dagli studenti (sic!) e devasta aule. Svastiche sui muri al grido di “viva il duce”.

Cosa manca? Tutto, a partire dalla correttezza. Il titolo vero, onesto, sarebbe stato: “Genova, gruppo di maranza magrebini irrompe in una scuola e pesta i pro pal loro sodali inneggiando al nazifascismo per liberare un loro complice”. Troppo difficile, troppo compromettente, si resta al gioco delle omissioni, delle ricostruzioni ballerine, alla reazione senza l’azione, si resta al messicano di Trinità. Più che Zapata, zappatori (della cronaca). Bitin son mi, Bitin son sempre mi.

Max Del Papa, 28 ottobre 2025

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