Anche i “ricchi” votano

Le critiche di Istat e Bankitalia alla manovra sono ideologiche. Solo i socialisti ragionano come Robin Hood

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schlein dimissioni

Ci sono un paio di cosette da dire sulle assurde contestazioni che Istat e Bankitalia, seguite a ruota da giornali e opposizioni, hanno avanzato sulla manovra. Sintetizzo: la riduzione delle tasse favorisce i “ricchi”, cioè i redditi più elevati, rispetto a quelli sotto i 30mila euro.

Tralasciamo il fatto che chi immaginava un’Italia al fallimento qualora Meloni fosse arrivata a Palazzo Chigi, oggi critica il Bilancio per “una manovra da austerità”. E passiamo subito al primo appunto, veloce veloce. La Manovra odierna, che su questo nostro disgraziato sito abbiamo criticato per altri cento motivi, vedi la folle norma sulla cedolare secca per gli affitti brevi, va valutata guardando tutti i tre anni di governo Meloni. E se le scorse volte l’esecutivo si era “scordato” la classe media, per favorire i meno abbienti, tra bonus e aiutini vari, stavolta ha deciso di regalare le briciole a chi incassa un po’ più. In generale, comunque, è impossibile affermare che il governo abbia dato ai ricchi per togliere ai poveri, perché a somme fatte è vero forse l’opposto.

Secondo appunto. Poniamo che il governo decida di abbassare del 5% le tasse sui redditi da 28mila a 50mila euro, e magari del 3% anche a quella oltre i 50mila euro. I sogni son desideri, di felicità. Lo sappiamo. Ma giochiamo per assurdo. Se Meloni domani firmasse un decreto simile, dove sarebbe il problema? Perché Istat e Bankitalia dovrebbero mettersi di traverso? Forse il “ceto medio” e anche quello “ricco” (sempre che con 100mila euro lordi uno si possa definire tale), non votano? Le loro schede contano di meno? È assurdo anche solo pensare che si debba giustificare una norma che favorisca una fetta di popolazione solo perché più brava, o fortunata, di altri.

Se volessero, Giorgia&co avrebbero il diritto di ridurre le imposte a chi meglio credono, sempre con uno sguardo ai sondaggi. Poi saranno gli italiani, una volta al voto, a decidere se confermare la fiducia o punirli per aver “favorito i ricchi”. Per il resto possono scandalizzarsi solo i redistributori di ricchezza altrui, cioè i socialisti duri e puri. Oppure Robin Hood.

Giuseppe De Lorenzo, 7 novembre 2025

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