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Appendino: “C’è un problema politico”. Il M5S è una polveriera

Dopo il tracollo alle elezioni regionali, con l'ultimo pessimo risultato in Toscana, la vicepresidente grillina minaccia le dimissioni

appendino schlein © Believe_In_Me tramite Canva.com
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Chiara Appendino, ex sindaca di Torino e attuale vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha minacciato di dimettersi dal suo incarico durante un’assemblea congiunta dei parlamentari M5S. L’annuncio ha avuto luogo martedì sera, a seguito dei risultati deludenti ottenuti alle elezioni regionali in Toscana il 12 e 13 ottobre, dove il Movimento ha raccolto solo il 4,4% dei voti. Un dato in netto calo rispetto al 7% raggiunto nel 2020 e al 15% del 2015, quando correva da solo. Durante il suo intervento, Appendino ha dichiarato che il problema è prima di tutto politico, sottolineando la necessità di affrontare con responsabilità le criticità emerse.

Le critiche all’alleanza con il PD

L’alleanza con il Partito Democratico è al centro delle critiche mosse da Chiara Appendino. Secondo lei, questa strategia è stata penalizzante per il Movimento, provocando una perdita di identità politica e allontanando elettori storici del M5S. La vicepresidente ha evidenziato che una parte di questi voti sembra essersi spostata verso l’astensionismo o verso candidati più radicali. Ha inoltre criticato il clima definito “autoassolutorio” che sarebbe emerso durante l’assemblea e ha chiesto una riflessione profonda sul futuro politico e strategico del partito.

Le difficoltà del Movimento nelle elezioni regionali

Il calo di consensi in Toscana non rappresenta un caso isolato. Anche nelle Marche, dove il M5S ha raggiunto solo il 5,1%, e in Calabria, dove il candidato Pasquale Tridico ha ottenuto il 6,4% e la lista a lui collegata il 7,6%, il Movimento ha registrato risultati ben al di sotto delle aspettative. Appendino ha sottolineato che non ci si può più nascondere dietro la mancanza di radicamento territoriale, evidenziando come i problemi siano più profondi e legati a scelte strategiche e programmatiche sbagliate.

La richiesta di maggiore autonomia politica

Durante il suo intervento, Chiara Appendino ha chiesto un Movimento più autonomo rispetto al PD e al centrosinistra, auspicando un recupero dell’identità politica originaria del M5S. “Non si può essere credibili se ti allei con tutti”, avrebbe dichiarato, secondo quanto riportato da fonti interne. La vicepresidente ha posto l’attenzione sulla necessità di ridefinire le priorità del Movimento e tornare a temi identitari, per riconquistare la fiducia degli elettori e il peso politico perso negli ultimi anni.

Le parole di Appendino rappresentano anche un chiaro appello al presidente del M5S, Giuseppe Conte, il cui ruolo è stato criticato da alcuni membri del Movimento. In seguito alle tensioni emerse, l’assemblea è stata sospesa e riconvocata per i giorni successivi. Mentre Conte non ha ancora commentato direttamente la minaccia di dimissioni, il dibattito interno prosegue. Nel frattempo, il M5S si prepara a un’altra importante tornata elettorale prevista in Campania, dove l’ex presidente della Camera, Roberto Fico, guiderà il fronte progressista.

Michele Gubitosa, altro vicepresidente del Movimento, ha minimizzato la portata delle dichiarazioni di Appendino. Ha confermato che formalmente non sono state presentate dimissioni, aggiungendo che sarebbe strano rassegnarle a fine mandato. Gubitosa ha ribadito che il Movimento resta su una linea di indipendenza progressista e che i legami con il Pd sono parte di una chiara strategia politica.

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