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Argentina, inflazione alle stelle: ora supera il 100%

Ogni giorno uno sguardo alternativo al mondo americano e sudamericano

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Per la prima volta dal 1991, l’Argentina ha un’inflazione sopra il 100% 

In un anno elettorale, a ottobre si vota per cambiare presidente e gran parte del parlamento, in Argentina l’inflazione ha sfondato il tetto simbolico del 100%, arrivando al 102,5%. È la prima volta che accade dal 1991. Una notizia già di per sé pessima, visto che l’aumento dei prezzi è la peggiore tassa per chi percepisce salari da lavoratore dipendente. Inoltre oggi quasi la metà della popolazione vive in povertà, il 43% (era del 20% 32 anni fa), con due terzi di bambini poveri, secondo gli ultimi dati Unicef.

La cosa più preoccupante, tuttavia, è un’altra, sconosciuta in passato, ovvero una tossicodipendenza rampante tra i giovani con droghe sempre più letali e la violenza legata al narcotraffico. Una situazione insostenibile come ha sottolineato anche la Commissione episcopale per la Pastorale Sociale argentina, in un comunicato intitolato “Le ferite del narcotraffico” in cui ha espresso la sua preoccupazione senza troppi giri di parole.

Ondata di attacchi criminali in Brasile: Natal e altre 25 città del Rio Grande do Norte sono sotto attacco.

Il caos è iniziato nella notte tra lunedì e ieri. Sospese scuole, università e visite in ospedale. Sparatorie e incendi si susseguono, in una serie di attacchi senza precedenti orchestrati dal locale cartello narcos. Il ministro della Giustizia, Flávio Dino, ha mandato la Forza Nazionale contro il Silicato do Crimen, cartello dissidente del Primo Comando della Capitale (PCC), la più grande organizzazione criminale del Brasile. Situazione drammatica e tenuta bassa dai principali media verde-oro.

L’Honduras molla Taipei e l’isolamento che sogna Pechino arriverà tra un paio di settimane

Prima che il presidente Tsai Ingwen del Partito progressista democratico pro-indipendenza entrasse in carica nel 2016, la lista degli amici ufficiali di Taiwan era di 21, oggi sono rimasti in 13. Il salasso è evidente tra i tradizionali alleati centroamericani, come Panama, El Salvador, Repubblica Dominicana, Costa Rica, Nicaragua e adesso l’Honduras, che è determinato a prestare la sua lealtà a una Pechino sempre più influente nella regione.

In questo momento, la nazione più grande, per Pil con cui Taiwan mantiene relazioni diplomatiche formali è il Guatemala. Il resto sono piccoli stati insulari dei Caraibi e dell’Oceania, un minuscolo stato africano, in Europa ha solo la Città del Vaticano e in Sud America il Paraguay, la cui alleanza potrebbe cambiare a favore della Cina se il partito di opposizione vincesse le prossime elezioni presidenziali ad aprile.

Paolo Manzo, 16 marzo 2023


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