Qui al bar, la questione del riarmo trova quasi tutti d’accordo: un conto è attrezzarsi per un mondo pericoloso, un conto è giocare al kaiser Guglielmo che prepara la guerra mondiale. A Ursula von der Leyen la battuta è sfuggita: rendere di nuovo l’Europa una potenza navale. A noi, più che delle fregate, ci importa di non essere fregati.
Il Professore, che viene a fare colazione prima di andare all’università per gli esami, ci segnala che il “pensatoio” (lo ha chiamato così) di Mario Monti si è appena fatto venire una brillante idea: l’Ue tassi chi non spende abbastanza per le armi. Che dire, proprio una bella pensata. Alla fine, il timore è quello del signore che conta gli spiccioli per il cappuccino, per essere sicuro di non sforare il budget quotidiano: “Ci taglieranno mica altra sanità?”.
Mark Rutte, il segretario Nato, ieri è venuto a presentare il conto a Giorgia Meloni. Lui lo dice da tempo: tocca riarmarsi, anche riducendo la spesa sociale. Questo, al bar, lo abbiamo capito tutti. Nessuno di noi è Nato ieri.
Il Barista, 13 giugno 2025
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