
È la notizia che da giorni sta a buon diritto scatenando le ire dei proprietari di auto diesel Euro 5 che vivono nelle quattro regioni settentrionali entro cui si suddivide la pianura padana: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. A partire dal 1° ottobre 2025, infatti, le vetture diesel dei residenti in queste quattro regioni con standard di emissioni Euro 5, cioè quelle immatricolate tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2015, non potranno più circolare liberamente nei comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti.
La decisione arriva in seguito alle procedure d’infrazione europee per il superamento dei valori di inquinamento atmosferico di PM10 (polveri sottili) ed NOx (ossidi di azoto). Insomma, il più classico dei “ce lo chiede Leuropah”. Il ministro dei trasporti e vicepremier Matteo Salvini sta cercando di scongiurare il blocco con un emendamento al decreto infrastrutture. Vedremo.
Queste limitazioni, previste dal più che controverso Dlgs n. 121 del 12/09/2023 e che coinvolgono circa 1.230.000 veicoli diesel Euro 5 circolanti nei comuni con più di 30.000 abitanti delle quattro regioni padane, si applicheranno in modo progressivo e con alcune differenze tra le regioni, in base alle normative regionali e alle caratteristiche dei territori. Più in particolare:
Piemonte
- Periodo di applicazione: le restrizioni saranno stagionali, attive dal 1° ottobre 2025 al 15 aprile 2026, per ridurre l’inquinamento atmosferico durante i mesi invernali, quando le concentrazioni di PM10 e NOx sono più elevate.
- Orari: il divieto di circolazione si applica nei giorni feriali (lunedì-venerdì) dalle 8:30 alle 18:30.
- Aree interessate:
- Comuni con più di 30.000 abitanti.
- Area metropolitana di Torino e altre città principali.
- Zone definite come “agglomerati urbani” o ad alta densità di traffico.
- Veicoli coinvolti:
- Autoveicoli diesel Euro 5.
- Le limitazioni si applicheranno progressivamente in base alle categorie di veicoli (ad esempio, veicoli privati, commerciali, ecc.).
- Deroghe:
- Sono previste esenzioni per veicoli di emergenza, mezzi pubblici, veicoli per disabili e altre categorie specifiche (da confermare con le delibere regionali).
- Sistema “Move-In”, una scatola nera che monitora i chilometri percorsi, consentendo una circolazione limitata in cambio di un tetto massimo di emissioni.
- Impatto stimato: circa 250.000 veicoli diesel Euro 5.
- Note aggiuntive: l’assessore all’ambiente della Regione Piemonte, Matteo Marnati, ha confermato il blocco, ma sono in corso valutazioni per mitigarne l’impatto sociale ed economico.
Lombardia
- Periodo di applicazione: le restrizioni saranno attive dal 1° ottobre 2025 al 15 aprile 2026, con possibilità di misure permanenti in alcune aree ad alta densità di inquinamento.
- Orari: divieto di circolazione nei giorni feriali, generalmente dalle 7:30 alle 19:30, ma gli orari precisi possono variare in base ai comuni.
- Aree interessate:
- Comuni con più di 30.000 abitanti.
- Aree della “Zona A” (agglomerati di Milano, Bergamo, Brescia e altre città principali).
- Zone a bassa emissione (LEZ, Low Emission Zones) come l’Area B di Milano, dove le restrizioni sono più severe.
- Veicoli coinvolti:
- Veicoli diesel Euro 5, con limitazioni progressive in base alla categoria (M1, N1, ecc.).
- A Milano, l’Area B già vieta l’accesso ai diesel Euro 5 in alcune fasce orarie, e dal 2025 il divieto sarà esteso e rafforzato.
- Deroghe:
- Veicoli di emergenza, mezzi pubblici, veicoli elettrici o ibridi.
- Sistema “Move-In” disponibile per consentire una circolazione limitata (con un tetto di chilometri annui).
- Esenzioni per residenti in alcune zone o per veicoli utilizzati per lavoro, previa registrazione.
- Impatto stimato: circa 480.000 veicoli diesel Euro 5.
- Note aggiuntive: la Regione Lombardia ha introdotto queste misure come parte del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (PRIA).
Emilia-Romagna
- Periodo di applicazione: le restrizioni saranno permanenti a partire dal 1° ottobre 2025, senza una data di fine stagionale, ma con possibili attenuazioni in base ai livelli di inquinamento.
- Orari: divieto di circolazione nei giorni feriali, generalmente dalle 8:30 alle 18:30, con variazioni in base ai comuni.
- Aree interessate:
- Comuni con più di 30.000 abitanti.
- Aree metropolitane come Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.
- Zone a traffico limitato (ZTL) e altre aree sensibili all’inquinamento.
- Veicoli coinvolti:
- Veicoli diesel Euro 5, con limitazioni applicate a tutte le categorie (privati, commerciali, ecc.).
- Deroghe:
- Veicoli di emergenza, mezzi pubblici, veicoli per disabili.
- Sistema “Move-In” o altre soluzioni per limitare l’impatto sui lavoratori.
- Impatto stimato: Circa 270.000 veicoli diesel Euro 5.
- Note aggiuntive:
- Le misure sono parte del Piano Aria Integrato Regionale (PAIR), che punta a ridurre le emissioni di PM10 e NOx.
- La regione sta investendo in incentivi per la sostituzione dei veicoli più inquinanti con modelli elettrici o ibridi.
Veneto
- Data di entrata in vigore: 20 ottobre 2025.
- Periodo di applicazione: le restrizioni saranno stagionali, attive dal 20 ottobre 2025 al 30 aprile 2026.
- Orari: divieto di circolazione nei giorni feriali dalle 8:00 alle 18:00.
- Aree interessate:
- Comuni con più di 30.000 abitanti.
- Aree metropolitane come Venezia, Padova, Verona e Vicenza.
- Veicoli coinvolti:
- Veicoli diesel Euro 5, con limitazioni applicate a tutte le categorie.
- Deroghe:
- Veicoli di emergenza, mezzi pubblici, veicoli per disabili.
- Possibili esenzioni per lavoratori o residenti, da definire con delibere regionali.
- Impatto stimato: Circa 230.000 veicoli diesel Euro 5.
- Note aggiuntive:
- L’assessore regionale all’ambiente, Gianpaolo Bottacin, ha dichiarato che il Veneto sta lavorando a “soluzioni meno impattanti” per mitigare gli effetti del blocco.
- La data del 20 ottobre è stata scelta per allinearsi alle esigenze locali e per dare più tempo ai cittadini di adeguarsi.
Cos’è il “Move-In”?
Le auto diesel Euro 5 circolanti in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna (in Veneto non è previsto tale sistema, almeno per il momento) avranno la possibilità di percorrere un certo numero di chilometri, circa 10.000, anche nei periodi di divieto della circolazione previo il montaggio a bordo del veicolo di un dispositivo che monitora i km percorsi nelle fasce orarie vietate, tracciando la vettura nei suoi parametri fondamentali: posizione, velocità e accelerazione.
Un vero e proprio incubo distopico, un enorme “Grande Fratello” grande quanto l’intera pianura padana, il primo vero “Truman Show” su vasta scala.
Naturalmente, come in ogni buon regime totalitario che si rispetti, accanto al bastone c’è anche la carota: la piattaforma Move-In stabilirà infatti, per ogni utente, un coefficiente di merito di “guida virtuosa” basato sulla capacità dell’utente di avere una guida dolce, senza brusche accelerazioni e mantenendo una velocità di crociera bassa, in base alla quale verranno attribuiti, a giudizio insindacabile della piattaforma stessa, dei km annui aggiuntivi che sarà “concesso” percorrere secondo il seguente schema:
0,2 km aggiuntivi per ogni km percorso su autostrade con velocità compresa tra 70 e 110 km/h;
0,1 km aggiuntivi per ogni km percorso su strade urbane con accelerazioni non superiori a 2 m/s² (7,2 km/h/s).
Inutile dire che, mentre l’osservanza del primo criterio è resa possibile mediante il tachimetro, quella del secondo sarà di fatto impossibile con gli strumenti di bordo. In ogni caso, riuscite a immaginare qualcosa di più invasivo della privacy e di più odiosamente liberticida?
Effettiva efficacia nel ridurre l’inquinamento atmosferico
Voi mi direte: “Ma lo fanno per il nostro bene, per la nostra salute e per il bene del pianeta!” Ma siete proprio sicuri che sia così? Mettiamo per un attimo da parte la sacrosanta rabbia e cerchiamo di analizzare a mente fredda, come al solito, i dati salienti alla base di tutto ciò. Partiamo quindi dall’analisi delle classi ambientali.
Confronto tra le classi ambientali
Le classi ambientali o Euro “X” sono categorie definite dall’Unione europea entro cui sono stabiliti i limiti massimi di emissioni di quattro componenti fondamentali:
- Emissioni di ossido di carbonio (CO);
- Emissioni di idrocarburi liberi (HC);
- Emissioni di ossidi di azoto (NOx);
- Emissioni di particolato di dimensione inferiore ai 10 µm (millesimi di millimetro), detti PM10.
Le autovetture si suddividono pertanto in classi crescenti, da Euro 0 per le vetture immatricolate prima del 1992 che non dovevano sottostare ad alcuna limitazione, ad Euro 6 per le vetture immatricolate a partire dal 2015, la classe attualmente più severa ed anche quella asseritamente “più ecologica”.
Tralasciando le autovetture più vecchie di 20 anni che sono per fortuna un’esigua minoranza del parco circolante, vediamo il confronto delle varie classi ambientali rispetto ai quattro parametri di emissione:
| EMISSIONI CO (g/km) [monossido di carbonio] | EURO 3 (2001) | EURO 4 (2006) | EURO 5 (2009) | EURO 6 (2015) | ||
| BENZINA | 2,3 | 1 | 1 | 1 | ||
| DIESEL | 0,64 | 0,5 | 0,5 | 0,5 | ||
| EMISSIONI HC (g/km) [idrocarburi liberi] | EURO 3 (2001) | EURO 4 (2006) | EURO 5 (2009) | EURO 6 (2015) | ||
| BENZINA | 0,2 | 0,1 | 0,075 | 0,1 | ||
| DIESEL | 0,06 | 0,05 | 0,05 | 0,09 | ||
| EMISSIONI NOx (g/km) [ossidi di azoto] | EURO 3 (2001) | EURO 4 (2006) | EURO 5 (2009) | EURO 6 (2015) | ||
| BENZINA | 0,15 | 0,08 | 0,06 | 0,06 | ||
| DIESEL | 0,5 | 0,25 | 0,18 | 0,08 | ||
| EMISSIONI PM10 (g/km) [particolato ≤ 10 µm] | EURO 3 (2001) | EURO 4 (2006) | EURO 5 (2009) | EURO 6 (2015) | ||
| BENZINA | 0,005 | 0,005 | 0,005 | 0,005 | ||
| DIESEL | 0,05 | 0,025 | 0,005 | 0,005 |
- Emissioni CO: le classi Euro 5 ed Euro 6 hanno i valori massimi identici.
- Emissioni HC: in questo caso, la classe Euro 5 è addirittura più severa della Euro 6.
- Emissioni NOx: per la auto diesel c’è un’effettiva maggiore severità per classe crescente; si passa infatti dagli 0,18 g/km degli Euro 5 agli 0,08 g/km degli Euro 6. Gli ossidi di azoto possono provocare irritazione oculare, nasale o a carico della gola e tosse. Alterazioni della funzionalità respiratoria si possono poi verificare in soggetti sensibili come bambini, persone asmatiche o affette da bronchite cronica. Per contenere tali disagi, il Ministero della salute stabilisce come limite minimo di sicurezza il valore di soglia di concentrazione in atmosfera di 0,2 mg/m3 medi nelle 24 ore.
- Emissioni PM10: anche in questo caso, le classi Euro 5 ed Euro 6 hanno i valori massimi identici. A tal proposito, ricordiamo che il Dlgs n. 155 del 13/08/2010 stabilisce che la concentrazione di PM10 in atmosfera non debba superare i 40 μg/m3 continuativi o i 50 μg/m3 per non più di 35 giorni all’anno.
Cosa possiamo quindi concludere dalla disamina delle classi ambientali? Che, tra auto diesel Euro 5 ed Euro 6, i livelli di emissione non presentano reali apprezzabili differenze se non esigue nuances. Ne deriva quindi che l’ostracismo nei confronti delle auto diesel Euro 5 è destituito di qualsiasi fondamento scientifico, visti i numeri in gioco.
A tal proposito, è appena sufficiente ricordare quanto, nostro malgrado, si poté osservare durante quell’enorme esperimento a cielo aperto su vasta scala che fu il lockdown del 2020 quando, nelle principali città italiane, a dispetto di ogni previsione e teoria circa le polveri sottili, i livelli di queste ultime aumentarono a dismisura nonostante l’assenza di autoveicoli in circolazione.
Poiché l’imposizione in arrivo da Bruxelles è o, meglio, sarebbe finalizzata alla riduzione delle emissioni degli NOx e dei PM10, analizziamo entrambi questi parametri.
Effetto sulla riduzione delle emissioni di NOx
Le auto diesel italiane hanno una percorrenza media annua nel range 10.000 – 40.000 km. Mettendoci nel punto medio, supponiamo che ogni auto diesel Euro 5 percorra 25.000 km annui medi. Calcoliamo quindi, regione per regione, il risparmio di emissioni NOx che si avrebbe con le restrizioni sulla circolazione dei veicoli Euro 5 nei comuni con più di 30.000 abitanti.
Piemonte – Nel corso del periodo di restrizioni, dal 1° ottobre 2025 al 15 aprile 2026 dalle 8:30 alle 18:30, un’auto che percorra 25.000 km/anno ne percorrerà in proporzione 11.250, supponendo un uso medio dell’auto in assenza di restrizioni dalle 8 alle 20. Eliminando la franchigia di 10.000 km data dal dispositivo “Move-In”, ciascuna auto diesel Euro 5 avrebbe un eccesso di 1.250 chilometri nei quali emetterà:
1.250 ∙ NOxEURO5 = 1.250 ∙ 0,18 = 225 grammi di NOx
Moltiplicando per il numero di auto diesel Euro 5 circolanti in Piemonte nei comuni con più di 30.000 abitanti avremo:
225 ∙ 250.000 = 56,25 tonnellate di NOx in un periodo di 197 giorni, 0,28 tonnellate di NOx/giorno dal 1° ottobre al 15 aprile e 0,0 tonnellate di NOx/giorno dal 16 aprile al 30 settembre.
Lombardia – Come per il Piemonte, nel corso del periodo di restrizioni, dal 1° ottobre 2025 al 15 aprile 2026 dalle 7:30 alle 19:30, un’auto che percorra 25.000 km/anno ne percorrerà in proporzione 13.500, sempre supponendo un uso medio dell’auto in assenza di restrizioni dalle 8 alle 20. Eliminando la stessa franchigia di 10.000 km data dal dispositivo “Move-In”, ciascuna auto diesel Euro 5 avrebbe un eccesso di 3.500 chilometri nei quali emetterà:
3.500 ∙ NOxEURO5 = 3.500 ∙ 0,18 = 630 grammi di NOx
Moltiplicando per il numero di auto diesel Euro 5 circolanti in Lombardia nei comuni con più di 30.000 abitanti avremo:
630 ∙ 480.000 = 302,4 tonnellate di NOx in un periodo di 197 giorni, 1,54 tonnellate di NOx/giorno dal 1° ottobre al 15 aprile e 0,0 tonnellate di NOx/giorno dal 16 aprile al 30 settembre.
Emilia-Romagna – Le restrizioni sui diesel Euro 5 varranno per tutto l’anno dalle 8:30 alle 18:30. Sicché, supponendo sempre un uso medio dell’auto in assenza di restrizioni dalle 8 alle 20, un’auto che percorra 25.000 km/anno ne percorrerà in proporzione 20.800 dai quali, tolta la franchigia dei 10.000 km, rimarrà un eccesso di 10.800 chilometri nei quali emetterà:
10.800 ∙ NOxEURO5 = 10.800 ∙ 0,18 = 1.944 grammi di NOx
Moltiplicando per il numero di auto diesel Euro 5 circolanti in Emilia-Romagna nei comuni con più di 30.000 abitanti avremo:
1.944 ∙ 270.000 = 524,88 tonnellate di NOx in un anno, 1,44 tonnellate di NOx/giorno
Veneto – Le restrizioni sui diesel Euro 5 varranno dal 20 ottobre al 30 aprile dalle 8 alle 18. Pertanto, supponendo un uso medio dell’auto in assenza di restrizioni dalle 8 alle 20, un’auto che percorra 25.000 km/anno ne percorrerà in proporzione 11.000. Per il Veneto non è prevista al momento alcuna franchigia; pertanto, ciascuna auto diesel Euro 5 avrebbe un eccesso di 11.000 chilometri nei quali emetterà:
11.000 ∙ NOxEURO5 = 11.000 ∙ 0,18 = 1.980 grammi di NOx
Moltiplicando per il numero di auto diesel Euro 5 circolanti in Veneto nei comuni con più di 30.000 abitanti avremo:
1.980 ∙ 230.000 = 455,4 tonnellate di NOx in un periodo di 193 giorni, 2,36 tonnellate di NOx/giorno dal 20 ottobre al 30 aprile e 0,0 tonnellate di NOx/giorno dal 1° maggio al 19 ottobre.
Tiriamo le somme
Per grandi linee, nell’area della pianura padana avremmo quindi un risparmio di circa 5,6 tonnellate di NOx/giorno nel periodo di restrizione e di circa 1,44 tonnellate di NOx/giorno (dovute alla sola Emilia-Romagna) al di fuori del periodo di restrizione. Un risparmio notevole, direte voi, che vale il disagio delle restrizioni. Sicuri?
La pianura padana si estende per circa 40.000 km2. A causa della presenza delle Alpi a nord e degli Appennini a sud, la circolazione dell’aria all’interno di essa è fortemente limitata, tanto che il normale strato di rimescolamento atmosferico, lo strato d’aria, cioè, dove avvengono tutti i principali fenomeni atmosferici e dove si accumulano le polveri sottili e i gas più pesanti dell’aria, si riduce dai soliti 1.000 – 2.000 metri in estate a soli 100 – 500 metri in inverno. Supponendo come sempre di considerare il valore medio, 300 metri, ciò vuol dire che il volume d’aria disponibile in pianura padana in inverno per la diluizione degli NOx sarà pari a:
V = 40.000.000.000 ∙ 300 = 12.000.000.000.000 m3
Inoltre, in pianura padana la circolazione d’aria in inverno può subire crolli significativi per periodi che talvolta si spingono fino a 20-30 giorni consecutivi. Supponendo quindi che tutta la NOx che sarebbe prodotta in eccesso dalle auto diesel Euro 5 in assenza di restrizioni restasse intrappolata in pianura padana per 30 giorni consecutivi – ipotesi ovviamente del tutto conservativa e dalla probabilità estremamente bassa – questo porterebbe a un incremento di concentrazione degli NOx in atmosfera pari a:
ΔχNOx = 30 ∙ 5.600.000.000 / 12.000.000.000.000 = 0,014 mg/m3
Pertanto, l’incremento di concentrazione di NOx in pianura padana dovuto alla circolazione delle auto diesel Euro 5 o, che è lo stesso, la riduzione della stessa in loro assenza vale appena il 7 per cento del limite minimo di sicurezza di concentrazione raccomandato dal Ministero della salute per bambini e fragili (0,2 mg/m3).
Effetto sulla riduzione delle polveri sottili (PM10)
In piena analogia con quanto calcolato per la concentrazione di NOx, considerando che il rapporto tra PM10 e NOx emessi al km dalle auto diesel Euro 5 è pari a:
0,005 / 0,18 = 0,0278
Possiamo scalare i risultati ottenuti sugli NOx con questo coefficiente e, pertanto, affermare che la riduzione di PM10 nell’area della pianura padana sarà di circa 0,16 tonnellate di PM10/giorno nel periodo di restrizione e di circa 0,04 tonnellate di PM10/giorno (dovute alla sola Emilia-Romagna) al di fuori del periodo di restrizione.
Ripetendo quindi le medesime considerazioni in merito alla pianura padana e al tempo di permanenza delle polveri sottili in assenza di circolazione, avremo che, nel caso peggiore, la variazione di concentrazione di PM10 in atmosfera sarà pari a:
ΔχPM10 = 30 ∙ 160.000.000 / 12.000.000.000.000 = 0,4 μg/m3
Pertanto, l’incremento di concentrazione di PM10 in pianura padana dovuto alla circolazione delle auto diesel Euro 5 o, che è lo stesso, la riduzione della stessa in loro assenza vale appena l’1 per cento del limite di sicurezza di concentrazione continuativa (40 μg/m3).
Conclusioni
L’analisi numerica appena esaminata mostra in tutta la sua disarmante semplicità che l’adozione delle previste misure restrittive così draconiane sulla circolazione delle auto diesel Euro 5 a partire dal 1° e/o dal 20 ottobre di quest’anno nelle regioni padane avrà a malapena un effetto benefico più che blando sui parametri di inquinamento ambientale, NOx e PM10, nella pianura padana stessa.
Ricordiamo che si tratta di una misura imposta da Bruxelles e recepita con fin troppo zelo da Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, destinata a colpire duramente le tasche dei cittadini e la mobilità di chi lavora.
Poiché non è pensabile che quelle regioni siano rette da amministratori così incapaci da non conoscere questi dati, la spiegazione più probabile di tali scelte è piuttosto da ricercarsi nel desiderio di quieto vivere di quelle amministrazioni regionali che non hanno alcuna voglia di lottare contro i mulini a vento del finto-green e/o essere perseguitati da un sistema giudiziario fin troppo parziale e arbitrario.
Tocca pertanto al governo Meloni tornare quanto prima sui suoi passi e annullare gli effetti devastanti del controverso Dlgs n. 121 del 12/09/2023, auspicabilmente cassandolo del tutto, e dimostrare così il necessario coraggio nel contrastare le imposizioni ideologiche dell’Ue che non solo non hanno alcun effetto sulla riduzione dell’inquinamento ma provocano danni economici micidiali su cittadini e imprese.
Non basta quindi la pur lodevole iniziativa del ministro Matteo Salvini, intenzionato a presentare un emendamento per evitare il blocco da inserire nel decreto infrastrutture in arrivo prossimamente in Parlamento: non è con lo “stop and go” che si risolvono i problemi. Che senso ha infatti varare un decreto-legge che impone certe cose e poi doversi affannare di anno in anno a inserire emendamenti in altri provvedimenti che ne ritardino gli effetti? Che razza di metodologia è mai questa?
No, signori: occorre che sia Giorgia Meloni in prima persona a fare propria questa battaglia di civiltà e rigettare al mittente quest’ennesima follia in salsa finto-green. Diversamente, non si capirebbe altrimenti in cosa questo governo si differenzierebbe da quelli precedenti, sulla fuffa green e non solo.
Un’ultimissima considerazione: ma davvero il centrodestra conta di vincere le prossime elezioni regionali dove governa in Piemonte, Lombardia e Veneto (L’Emilia-Romagna è feudo comunista e tale resterà, purtroppo per loro, per quanto ci si provi) varando misure dal contenuto ideologico almeno quanto quelle che avrebbero varato i governi regionali di opposto colore politico? Davvero il centrodestra vuole la pelle dei cittadini in nome di un’ideologia che ha ormai rivelato tutta la sua fallacia e malevolenza?
Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani ci riflettano seriamente se vogliono davvero cambiare questo Paese in senso liberale e non limitarsi a vivacchiare per il tempo rimanente della legislatura.