
Il 26 giugno, Andrea Ruggieri lanciava l’allarme su un possibile stravolgimento della Direttiva sulle Accise del Tabacco (TED): il commissario europeo Wopke Hoekstra, olandese, propone un sistema uniforme di imposte su tutti i prodotti contenenti nicotina, spacciato per “armonizzazione fiscale dell’Ue”.
La proposta della Commissione
La proposta prevede un +139 per cento delle accise sulle sigarette e un +258 per cento sul tabacco da rollare, estendendo al contempo aliquote minime anche a sigarette elettroniche, dispositivi a tabacco riscaldato (HTPs) e sacchetti di nicotina — per questi ultimi si parla di un’accisa minima di 143 €/kg, pari a un aumento del 790 per cento rispetto alla Svezia.
Italia penalizzata
Questa strategia penalizzerebbe il mercato legale, riducendo produzione e occupazione. L’Italia — principale produttore europeo di tabacco con oltre il 27 per cento del totale, concentrato in Campania, Umbria, Veneto e Toscana — conta circa 25.000 lavoratori agricoli e 4.400 addetti alla trasformazione, con un export cresciuto del 5,8 per cento nel 2023. Innalzare tasse su nicotina vuol dire, avvertiva Ruggieri, spalancare le porte all’economia sommersa, alla criminalità organizzata e ridurre finalmente il gettito fiscale per gli Stati.
Il contrabbando
Dopo circa un mese, lo scorso 28 luglio, a Stornara (Foggia) la Guardia di Finanza — su delega della Procura europea — scopre una fabbrica clandestina di sigarette, capace di produrre fino a 2 milioni di pezzi al giorno. L’impianto, del valore stimato di 1,3 milioni di euro, copriva oltre 3.000 mq su due livelli e conteneva 13 tonnellate di sigarette pronte, centinaia di sacchi di tabacco triturato e componenti contraffatti di marchi come Marlboro e Chesterfield.
Dieci operai di origine ucraina e bulgara vivevano all’interno in condizioni degradanti. Mentre scrivo questo articolo, 31 luglio, sul feed “News” del laptop leggo che le Fiamme Gialle di Caserta e Salerno hanno smantellato un’associazione a delinquere composta da otto persone che, tramite una società di comodo, acquistava legalmente prodotti da fumo per 54 milioni di euro da un distributore autorizzato e li rivendeva illecitamente senza tracciabilità a tabaccherie locali. Una truffa che ha danneggiato tanto l’Erario quanto i Monopoli di Stato.
Il contrabbando di sigarette è oggi profondamente radicato in Italia: non più solo merci importate, ma produzione interna su ampia scala, con impianti illegali realizzati da reti criminali transnazionali. La Guardia di Finanza segnala che nel 2024 sono state sequestrate oltre 650.000 tonnellate di sigarette illecite — una crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti — molte delle quali appartenenti alla categoria “cheap white”, prodotte in Paesi come Cina, Russia, Ucraina e Moldavia ma vendute illegalmente in Europa senza rispettare gli standard di sicurezza.
Perdita fiscale
In Italia il tabacco illegale rappresenta circa il 2,3 per cento del consumo (contro il 32 per cento in Francia, dove le sigarette sono più care), ma la perdita fiscale si aggira attorno ai 700 milioni di euro all’anno. Le attività sono orchestrate da holding criminali che spesso sfruttano manodopera irregolare in condizioni di semi-schiavitù, e sfruttano rotte consolidate che attraversano regioni balcaniche verso Friuli Venezia Giulia, Campania, Lombardia e altre aree densamente popolate.
Non si tratta di eventi sporadici. Le operazioni della Guardia di Finanza e dei Carabinieri in Lombardia e Campania hanno rivelato laboratori industriali con tonnellate di tabacco, macchinari sofisticati e centinaia di migliaia di etichette contraffatte. Napoli e Caserta restano punti chiave del contrabbando, che ormai si estende anche a zone del Nord Italia meno sospette.
Il contrabbando di sigarette non è solo una questione italiana: in tutta Europa, il mercato nero del tabacco genera perdite fiscali per oltre 11 miliardi di euro all’anno. Lo studio annuale indipendente KPMG sul consumo illecito di sigarette in Europa del 2023 presentato a settembre 2024 da Philip Morris International ha svelato livelli preoccupanti di contrabbando e contraffazione in 38 Paesi europei, con oltre 52 miliardi di sigarette consumate illegalmente nel continente. In Europa, una sigaretta su dieci sfugge ai controlli.
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