Berlino vuole ballare da sola con Pechino, allarme a Bruxelles

Prima gli affari: dopo aver venduto alla cinese Cosco un pezzo di porto di Amburgo, Scholz atteso a Pechino a omaggiare Xi Jinping appena incoronato imperatore

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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz sembra sempre più intenzionato a muoversi indipendentemente dall’Unione europea e, soprattutto, a rafforzare i legami con la Cina.

Cosa pure comprensibile, visto che la Repubblica Popolare rappresenta il maggiore sbocco per le esportazioni di Berlino, in campo automobilistico e non solo. Teme, insomma, che i consumatori cinesi dimentichino la loro preferenza per Mercedes, Audi e Bmw, magari privilegiando altri brand stranieri.

Gli affari prima di tutto

La sua politica commerciale, tuttavia, rappresenta un serio problema per la Ue, e gli sta inoltre attirando anche pesanti critiche interne. Com’è noto, interessi commerciali e prospettive geopolitiche non sempre vanno d’accordo. Anzi, spesso è vero il contrario.

Il cancelliere, però, non pare affatto impressionato dalle obiezioni che gli vengono mosse da parecchi esponenti del suo stesso governo, soprattutto dai ministri verdi e liberali. Anche se, vista la compattezza non certo eccelsa della sua compagine governativa, qualche preoccupazione dovrebbe pur nutrirla.

Per Scholz, evidentemente, commercio ed economia vengono prima di ogni altra cosa, e per preservare i fiorenti rapporti con la Repubblica Popolare, è davvero disposto a tutto.

L’accordo con Cosco

Persino a cedere il controllo delle infrastrutture principali dell’importantissimo porto di Amburgo alla società statale cinese China Ocean Shipping Company, meglio conosciuta come Cosco. Si tratta di un’azienda che è uno dei leader mondiali nei settori della logistica e del trasporto dei container.

È noto che la Repubblica Popolare controlla già molti importanti porti stranieri, per esempio il Pireo in Grecia. Tantissimi inoltre gli scali marittimi controllati in Asia e in Africa. In questo caso, però, si parla del porto strategico del più importante Paese europeo, e questo fa la differenza.

Scholz a Pechino

Senza tener conto delle obiezioni dei suoi ministri e della Commissione europea, il cancelliere si recherà a Pechino il prossimo 4 novembre. Sarà dunque il primo leader europeo a visitare il “nuovo Mao” Xi Jinping, che ha appena ottenuto il terzo mandato dal XX congresso del Partito comunista, sbarazzandosi al contempo di tutti i potenziali avversari e riempiendo di fedelissimi il nuovo Politburo.

A Bruxelles la mossa di Scholz desta preoccupazione, giacché la Commissione vorrebbe avere più tempo per impostare i rapporti con Xi dopo il suo trionfo totale al congresso del Partito comunista. Ritenendo, inoltre, che grandi operazioni di questo tipo vadano gestite in modo comunitario, e non a livello di singoli Paesi.

A Berlino rimproverano ancora a Gerhard Schroeder, uno dei predecessori socialdemocratici di Scholz, i suoi rapporti privilegiati con Putin e Gazprom. E se ora il cancelliere porterà in dono a Xi l’accordo sul porto di Amburgo, avremo un altro caso.

Comunque è evidente che la Germania, forte del suo grande surplus commerciale, tende a comportarsi in questi casi quale potenza indipendente, che poco si cura degli interessi Ue. Per questo Scholz ha deciso di rendere omaggio personalmente all’ultimo imperatore.

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