Da inizio marzo 7 mila missili Hezbollah su Israele: ecco la verità su Unifil

L'organizzazione terroristica proxy dell'Iran doveva essere disarmata, invece "è ovunque nel sud del Libano, armata fino ai denti dove Unifil diceva che non ci fosse"

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Le solite anime belle si stracciano le vesti per la presunta violazione del cessate il fuoco da parte di Israele ai danni del Libano. Peccato che i terroristi di Hezbollah, mandatari dell’Iran, continuino senza sosta a martellare le città israeliane di missili, colpendo, ferendo e uccidendo i civili.

La risoluzione Onu

E peccato che in nessun documento verbale o scritto sul cessate il fuoco discusso tra i referenti americani, iraniani e pakistani (ossia cinesi) sia stato nominato il Libano. Quello che invece è acclarato è che sulla base della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 1701/2006 l’organizzazione terroristica Hezbollah doveva essere smantellata entro dicembre del 2025 dallo Stato libanese, cosa che le autorità libanesi non hanno fatto, come non hanno mai fatto in tutti i decenni scorsi.

Hezbollah viola sistematicamente tale accordo, e non è Israele a violarlo: Israele si limita a difendere i suoi cittadini e a fare ciò che né l’esercito libanese né tanto meno le truppe Unifil sono mai riuscite a fare.

Hezbollah e il fallimento di Unifil

Da marzo Hezbollah ha lanciato 6.500 razzi/missili/droni contro gli abitati israeliani: cosa dovrebbe fare Israele? Sacrificarsi e lasciare morire i suoi cittadini?

Ricordiamo che sul Libano non può nemmeno essere raccontata la narrazione fake / falso storico di “territori occupati da Israele” adottata falsamente per altre regioni, dacché qui si tratta precisamente di un’enclave sciita all’interno dei confini libanesi che da decenni colpisce Israele su mandato dell’Iran. L’occupazione a nord del fiume Litani compiuta adesso dall’Idf è fatta esclusivamente per tentare di mettere in sicurezza le città israeliane dagli attacchi che partono proprio dal Libano.

Purtroppo quando l’Iran non riesce più a combattere delega i suoi proxies libanesi o gazawi, ed è ridicolo scandalizzarsi se Israele considera Unifil complice di fatto dei terroristi.

Come afferma Sarit Zehavi, ex tenente colonnello dell’Intelligence militare, ora presidente di Alma, centro di ricerca per la sicurezza di Israele al confine nord:

L’obiettivo di Hezbollah è prendere il potere e instaurare una repubblica islamista teocratica. Proclama molto apertamente la morte di Israele e dell’America giacché la sua ideologia è contro i valori occidentali, contro la democrazia e i diritti umani, contro l’uguaglianza fra uomini e donne, contro il riconoscimento Lgbtq e tutto ciò in cui crede l’Occidente. Hezbollah condivide l’Islam radicale, l’identità tra religione e governo, tra leader religiosi e politici, la non separazione tra Stato e religione, la sharia. La presenza di Unifil è dannosissima, sta danneggiando la missione del disarmo. Dal 2006 al 2023 quante roccaforti di Hezbollah hanno trovato i militari italiani? Zero! Anche se avevano indicazioni non hanno pubblicato le coordinate, non hanno mai denunciato la presenza di Hezbollah. Quando sono stati attaccati da Hezbollah dicevano fossero civili isolati. Nei rapporti Unifil si leggeva che non ci fosse Hezbollah in Libano, invece c’era eccome. Poi è arrivato l’8 ottobre, Hezbollah stava scatenando una guerra contro l’Israele, e abbiamo scoperto che è ovunque nel sud del Libano, armato fino ai denti dove Unifil diceva che non ci fosse, e abbiamo trovato tunnel, strutture, armi e preparativi per l’invasione a 9 km dal confine. Hezbollah ha lanciato gli attacchi che hanno ucciso la mia famiglia dai villaggi in Libano che Unifil non ha controllato né prima né durante né dopo la guerra. È stato uno spreco di denaro, tempo e vite dei soldati italiani.

Come ribadito dall’Ambasciata di Israele in Italia, “l’attuale situazione nel sud del Libano è il risultato del fallimento e inazione del governo libanese nel rispettare i propri obblighi. Il governo libanese, infatti, non ha provveduto al disarmo di Hezbollah né a garantirne il ritiro a nord del fiume Litani, come previsto dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza Onu”.

In una nota chiarisce, inoltre, per quanto riguarda i colpi israeliani alle forze Unifil, che, “a causa della continua presenza e attività di Hezbollah nel sud del Libano, l’area costituisce un teatro di combattimento attivo. Per queste ragioni, Israele ha avvertito le forze Unifil e ha trasmesso costanti messaggi affinché venga esercitata la massima cautela”. Ma le forze Unifil “non sono oggetto di attacchi deliberati”.

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