
La “destra woke” si è fatta strada lentamente e silenziosamente nel mondo conservatore americano, ma ormai le sue tendenze razziste e antisemite sono innegabili. Quello che è iniziato come sussurri ai margini del Partito Repubblicano è emerso come un movimento a tutto tondo che rispecchia la stessa rigidità ideologica a cui un tempo affermava di opporsi.
La destra woke è esplosa su X a causa delle bot farm e della monetizzazione degli influencer, che favorisce il comportamento dei tabloid e premia i contenuti provocatori e cospirativi con engagement e ricavi. Il sistema di incentivi della piattaforma ha creato un ecosistema in cui le affermazioni oltraggiose si diffondono più velocemente delle correzioni.
La guerra a Gaza ha agito da catalizzatore, fornendo una copertura sotto la maschera della critica alla politica estera. Ma il movimento è esploso davvero dopo l’assassinio, il 10 settembre 2025, di Charlie Kirk, il trentunenne fondatore di Turning Point Usa, colpito a morte mentre parlava alla Utah Valley University.
La macchina del complotto
Le teorie del complotto sono iniziate quasi subito dopo la morte di Kirk. Nonostante le autorità abbiano arrestato il ventiduenne Tyler Robinson e lo abbiano accusato di omicidio sulla base di prove sostanziali, tra cui messaggi di testo e confessioni online, voci di spicco della destra hanno scelto una narrazione diversa. Invece di accettare le prove, personaggi associati alla destra woke hanno deviato la loro attenzione verso Israele e l’influenza ebraica.
Ian Carroll, un influencer antisionista con oltre un milione di follower, ha accusato direttamente Israele dell’assassinio in un post che ha ottenuto oltre 10 milioni di visualizzazioni, affermando che Kirk “era loro amico” e che “lo hanno assassinato di fronte alla sua famiglia”. Candace Owens ha promosso simili false narrazioni, sostenendo che Kirk avesse cambiato idea riguardo a Israele e che fosse stato sottoposto a pressioni da Netanyahu e da ricchi donatori come Bill Ackman, sostenendo senza prove che fossero state mosse minacce contro Kirk.
Ancora più importante, è scoppiata una battaglia per rivendicare l’eredità di Kirk. La reazione di Tucker Carlson si è rivelata particolarmente rivelatrice. Nel suo elogio funebre durante la cerimonia commemorativa di Kirk, davanti a oltre 70.000 partecipanti allo State Farm Stadium, Carlson ha paragonato Kirk a Gesù Cristo, descrivendo come Gesù sia stato ucciso da “persone al potere” che volevano mettere a tacere chi diceva la verità, aggiungendo poi di poter “immaginare la scena in una stanza illuminata da lampade, con un gruppo di ragazzi seduti a mangiare hummus e a chiedersi: ‘Cosa facciamo quando questo tizio dice la verità su di noi?’“.
Il riferimento ai “mangiatori di hummus” che complottano per uccidere chi dice la verità è stato ampiamente interpretato come un’evocazione dell’antica accusa antisemita di deicidio.
Prima della commemorazione, Carlson aveva affermato nel suo programma che a Kirk “non piaceva Bibi Netanyahu” ed era “sconvolto da ciò che stava accadendo a Gaza”, contraddicendo la ben documentata posizione filo-israeliana di Kirk, e accusato Netanyahu di aver cercato di “dirottare la memoria di Charlie” per fini politici.
Infiltrazione di Turning Point Usa
È divenuto presto chiaro che la stessa Turning Point Usa è stata pesantemente infiltrata da elementi della destra woke. Le teorie del complotto sull’assassinio di Kirk sono andate completamente fuori controllo, con l’ADL che documenta oltre 72.000 post su X che ripetono l’accusa “Israele ha ucciso Kirk” a soli cinque giorni dalla sua morte.
Nemmeno la vedova di Charlie Kirk, Erika, che ha preso il posto del marito alla guida della TPUSA, è stata risparmiata, diventando bersaglio di feroci attacchi da più parti. A sinistra, personaggi dei media e commentatori l’hanno sottoposta a un lugubre barrage si scherno. Diversi media mainstream hanno alluso a una relazione adulterina tra Erika Kirk e il vicepresidente JD Vance, basandosi unicamente su un abbraccio consolatorio ad un evento di Turning Point.
Da allora la situazione è completamente degenerata, con l’influencer di destra Milo Yiannopoulos che ha recentemente affermato che Charlie Kirk era segretamente gay, in procinto di divorziare da Erika e che potrebbe essere ancora vivo, ma nascosto.
Tali teorie del complotto rappresentano una grottesca escalation della volontà della destra woke di attaccare persino la vedova di qualcuno che è stato uno di loro, tutto perché continua a guidare TPUSA in una direzione che non è percepita come vicina alle posizioni della destra woke.
Cos’è la Destra Woke?
Ma cos’è esattamente la destra woke? Il termine è stato probabilmente reso popolare dall’autore di Substack @gummibear737 in un articolo di inizio 2024 che ne delineava attentamente le caratteristiche distintive. Secondo l’analisi di gummibear737, la destra woke presenta diversi modelli comportamentali chiave che rispecchiano la sinistra woke:
Credono di essersi “risvegliati alla realtà” (da cui il termine “woke”, “sveglio”), “verità che il resto di noi semplicemente non capisce”, mostrando lo stesso atteggiamento odioso e condiscendente dei woke di sinistra. Non sono estranei al doxxing e al mobbing nel prendere di mira gli avversari politici. Comunicano in massa ripetendo gli stessi punti di discussione, creando così un effetto camera di risonanza in cui il dissenso viene trattato come eresia. Il dissenso porta alla scomunica: vieni etichettato come traditore, RINO o peggio.
La politica diventa puramente performativa; le vittorie politiche vengono liquidate come insufficienti e qualsiasi cosa che non sia “prosciugare la palude” o ottenere una vittoria totale viene trattata come collaborazione con il male. Questo crea uno standard di purezza impossibile che rende la governance effettiva irrilevante rispetto ai gesti simbolici e alla guerra retorica.
Gummibear737 sottolinea due elementi come particolarmente dannosi: l’enfasi sull’emozionalità rispetto ai fatti e sulla purezza della causa rispetto al fare ciò che è giusto. “L’essere woke è incredibilmente dannoso per la società perché richiede disonestà”, scrive, osservando che i politici che rimangono onesti vengono “puniti dalle menti woke di sinistra e di destra”, mentre coloro “più abili nel promuovere le bugie richieste dai loro sostenitori woke” vengono esaltati.
Come la sinistra woke
James Lindsay (@conceptualjames), coautore di Cynical Theories e uno dei principali analisti delle Teorie Critiche, ha fornito l’analisi più sofisticata dei fondamenti ideologici della destra woke.
Lindsay sostiene che la destra woke condivida la stessa epistemologia della sinistra woke, quella che lui chiama “epistemologia critica costruttivista”. Entrambi i movimenti adottano una teoria critica dell’oppressione, dividendo il mondo in oppressori e oppressi, con vittime designate diverse.
Laddove la sinistra woke vede razzismo sistemico e patriarcato nascosti dietro ogni istituzione, la destra woke vede controllo ebraico, cospirazioni globaliste e “il regime” che manipola la realtà per mantenere il potere.
Questa visione del mondo cospirativa implica che entrambi i movimenti siano intrinsecamente scettici nei confronti delle narrazioni tradizionali, dell’autorità istituzionale e delle prove empiriche che contraddicono le loro conclusioni predeterminate.
Entrambi i movimenti, spiega Lindsay, operano attraverso quella che lui chiama una struttura di credenze “sociognostiche”, una convinzione quasi religiosa di possedere una conoscenza segreta su come funziona realmente il potere, una conoscenza che le masse sono troppo cieche o manipolate per vedere. Questo crea una chiusura epistemica in cui le prove contrarie vengono liquidate come disinformazione e mettere in discussione la narrazione diventa prova di complicità con l’oppressione.
Lindsay ha coniato il termine “Maoservatismo” per descrivere come la destra woke abbia adottato tattiche storicamente associate ai rivoluzionari di sinistra: attaccare le istituzioni, rivendicare la purezza ideologica, organizzare “struggle sessions” contro i dissidenti, e mobilitare i giovani radicali come truppe d’assalto, ma “vestite con abiti nazionalisti, tradizionalisti o cristiani”.
Il parallelismo non è superficiale: entrambi i movimenti condividono il rifiuto del liberalismo (considerandolo come un mascheramento dell’oppressione o un mezzo per favorire la decadenza), un’enfasi sull’identità collettiva rispetto ai diritti individuali e un’ossessione per la purezza ideologica rispetto ai risultati pragmatici.
Per questa analisi, Lindsay ha dovuto affrontare aspre critiche e ostracizzazione. Alcuni sostengono che stia semplicemente etichettando come “woke” tutti coloro con cui non è d’accordo. Ma Lindsay è chiaro su ciò che intende: non si tratta di specifiche posizioni politiche, ma dell’epistemologia e della metodologia sottostanti.
In origine, il movimento anti-woke di destra si basava sulla razionalità, criticando la sinistra woke per aver abbandonato la realtà scientifica in favore di affermazioni come “47 genders diversi”. La destra woke, tuttavia, è irrazionale quanto la sinistra woke alla quale pretende di opporsi. In un’orgia di scetticismo antigovernativo, dà facilmente credito anche alle più assurde teorie del complotto, dalle narrazioni vicine a QAnon alle affermazioni secondo cui Israele avrebbe assassinato John Fitzgerald Kennedy.
È fondamentale notare che l’emergere della destra woke nel Partito Repubblicano sta seguendo lo stesso schema della presa di potere della sinistra woke nel Partito Democratico. Stesse tattiche, stesso processo di marcia attraverso le istituzioni, stessa visione manichea del mondo che divide l’umanità in campi buoni e cattivi. Al di là dell’epistemologia, anche molte delle posizioni politiche della destra woke, soprattutto in economia e politica estera, sono indistinguibili da quelle della sinistra woke.
Ironicamente, la destra woke sta confermando tutti i peggiori stereotipi che la sinistra ha sempre diffuso sui conservatori. Ha apertamente abbracciato il razzismo, l’antisemitismo, la misoginia e un’attrazione per l’autoritarismo. Laddove i conservatori tradizionali un tempo combattevano queste accuse come caricature ingiuste, la destra woke li indossa come emblemi di autenticità.
Tucker Carlson: il capobanda
Il capobanda di questo movimento è sicuramente Tucker Carlson. L’ex commentatore politico di Fox News ha adottato una strategia di lenta radicalizzazione attraverso la tattica del: “Sto solo facendo domande”, un metodo di negazione plausibile mutuato direttamente dalla sinistra. Carlson invita ospiti con opinioni estreme con la scusa di ascoltare tutte le parti in causa, senza mai mettere in discussione le loro affermazioni, spesso palesemente false. La sua tattica sembra essere quella di lasciare che questi ospiti dicano ciò che lui stesso non oserebbe esprimere, proteggendolo dalle critiche dirette.
La sfilata di ospiti estremisti nel programma di Carlson rivela uno schema intenzionale, iniziato con la sua intervista del settembre 2024 con Darryl Cooper, un personaggio proveniente dai social media senza credenziali accademiche, presentato da Carlson come “il migliore e più onesto storico popolare degli Stati Uniti”. Nel corso dell’intervista Cooper ha definito Winston Churchill “il principale cattivo della Seconda Guerra Mondiale”, e descritto Hitler come un guerriero riluttante che presumibilmente non voleva combattere né la Gran Bretagna né la Francia.
Il revisionismo dell’Olocausto di Cooper è stato particolarmente eclatante. Ha affermato che milioni di ebrei semplicemente “finirono morti” nei campi di concentramento a causa di una scarsa pianificazione piuttosto che di un genocidio sistematico, suggerendo che i nazisti fossero semplicemente “impreparati” ad affrontare i prigionieri di guerra.
Ha descritto i bombardamenti alleati come “la più grande scala di attacchi terroristici che si sia mai vista nella storia del mondo”, invertendo la responsabilità morale per le atrocità della guerra. L’intervista registrò oltre 34 milioni di visualizzazioni.
L’intervista di Carlson con Vladimir Putin a Mosca nel febbraio 2024 ha rappresentato una prima avvisaglia. Putin ha dominato le due ore di conversazione con un lungo revisionismo storico, sostenendo che la Polonia “provocò” la Germania nazista e che l’invasione russa dell’Ucraina fosse giustificata da secoli di torti storici. Carlson fece seguire l’intervista da un estasiato reportage nel quale circolava per le strade di Mosca stupendosi dell’efficienza della metropolitana, della presunta qualità del cibo nei supermercati, e del genio del sistema di utilizzare una moneta per sbloccare il carrello.
Ancora più inquietante è stata l’intervista di Carlson dell’aprile 2024 ad Alexander Dugin, spesso definito “il Rasputin di Putin” per la sua influenza sulla politica russa. Dugin ha apertamente invocato il genocidio degli ucraini. Durante l’intervista, Carlson ha dato a Dugin carta bianca per esporre la sua visione della guerra dei “valori tradizionali” della Russia contro l’Occidente decadente, annuendo con simpatia mentre Dugin descriveva il conflitto come una battaglia contro “l’Esercito dell’Anticristo”.
I media statali russi hanno celebrato l’intervista come una vittoria della propaganda. Dugin si è vantato di aver penetrato la coscienza occidentale e ha definito Carlson “il giornalista numero uno al mondo”.
Carlson ha sistematicamente dato risalto a voci anti-israeliane, presentandole come difensori dei cristiani perseguitati. Nell’aprile 2024, ha intervistato il Rev. Dr. Munther Isaac, pastore luterano di Betlemme e direttore delle famigerate conferenze “Cristo al Checkpoint”, dove la propaganda anti-israeliana è mascherata da teologia cristiana. Isaac ha una comprovata storia di diffusione di falsità su Israele.
Nell’agosto del 2025, Carlson ha ospitato, presentandola come una voce credibile sulla vita cristiana in Terra Santa, Madre Agapia Stephanopoulos, una suora ortodossa russa con una lunga storia di menzogne su Israele. Durante l’assedio della Basilica della Natività a Betlemme nel 2002, ha diffuso false affermazioni secondo cui le truppe israeliane avevano distrutto una clinica causando la morte di neonati e che i soldati israeliani avevano violentato ragazze palestinesi, eventi a cui in seguito ammise di non aver assistito e che non furono mai comprovati.
Nell’intervista Madre Agapia ha affermato che Israele intende distruggere la Moschea di Al-Aqsa sul Monte del Tempio. Ha anche affermato falsamente che Israele ha deliberatamente bombardato le chiese di Gaza e ucciso delle suore, quando in realtà gli incidenti a cui faceva riferimento erano stati causati da razzi di Hamas sparati a vuoto, secondo la documentazione dell’IDF.
Nel dicembre 2024, Carlson ha intervistato l’economista Jeffrey Sachs, il quale ha affermato che Israele “controlla” la politica estera degli Stati Uniti e accusato il primo ministro Netanyahu di aver creato Hamas e Hezbollah per realizzare un “grande Israele”. Sachs ha affermato che la politica americana serve gli interessi israeliani piuttosto che quelli statunitensi, che Israele ha orchestrato la caduta del regime di Assad in Siria e le guerre statunitensi in Iraq e Afghanistan.
Più di recente, nell’ottobre 2025, Carlson ha ospitato Andrew Huff, un autoproclamatosi “whistleblower”, il quale ha affermato che il Covid-19 è stato progettato per risparmiare gli ebrei.
L’Anti-Defamation League ha definito il segmento “pericoloso e vergognoso”, avvertendo che riecheggia le teorie del complotto che un tempo alimentavano la violenza di massa contro le comunità ebraiche.
Sempre colpa dell’Occidente
Lo schema è sempre lo stesso: Carlson dà sistematicamente spazio a figure autoritarie e ai loro apologeti, fornisce loro forum acritici per diffondere i propri messaggi, quindi liquida i critici come “censori”, “guerrafondai” o “neoconservatori”. I suoi ospiti riciclano antichi tropi antisemiti in una veste moderna, accuse di deicidio, calunnia di sangue, teorie del complotto sul controllo ebraico, mentre Carlson annuisce con simpatia e pone domande tendenziose pensate per suscitare risposte provocatorie che in seguito potrà affermare di non aver formulato personalmente.
Secondo la sua visione del mondo rivisitata, il mondo occidentale sbaglia su tutto. I suoi nemici sono in realtà suoi amici e viceversa, e al pubblico viene mentito su tutto. Promuove una realtà completamente capovolta in cui Israele perseguita i cristiani, mentre l’uccisione sistematica di cristiani da parte degli islamisti in Nigeria è un’esagerazione. Questa inversione morale si estende alla riabilitazione dei regimi autoritari e al dubbio se l’America avrebbe dovuto combattere la Seconda Guerra Mondiale.
Non è una tattica gnostica/manichea molto nuova, in cui l’intero mondo intorno a te viene presentato come falso e fuorviante. Come nel film Matrix, devi svegliarti e vedere la verità. Che, tra l’altro, è l’origine politica del termine “Woke”.
Nel ricevere critiche, Carlson ha sistematicamente scansato le proposte di dibattito con persone competenti con opinioni opposte, limitando invece le sue conversazioni a coloro che sono d’accordo con lui, o accondiscendenti.
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