La “manina russa” nella guerra in Iran

Putin sa che la Russia non può permettersi la sconfitta della Repubblica islamica, pezzo prezioso della sua scacchiera geopolitica

5k 2
putin hormuz petrolio

Che Vladimir Putin stia aiutando gli ayatollah iraniani non desta molta sorpresa, anche se lo zar moscovita ha da sempre problemi con gli islamici a casa sua. Putin, tuttavia, è molto attento ai fattori geopolitici e, non a caso, ha detto esplicitamente che la Russia non può permettersi la sconfitta della Repubblica islamica, rivelatasi in molti casi alleata preziosa nella sua strategia.

F-35 colpito

La notizia che ha allertato Usa e Israele sembra di poco conto, ma è in realtà assai importante. Lo scorso 19 marzo il pilota di un F-35 in missione nei cieli iraniani è stato costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza perché il suo caccia è stato colpito da un missile terra-aria. Sembrerebbe roba di poco conto, ma non lo è affatto poiché si tratta del primo F-35 ad essere colpito dalla contraerea e quasi abbattuto.

Dove sta il problema? Sta nel fatto che questo caccia è il top degli “stealth”, vale a dire degli aerei realizzati con tecnologie che li rendono, in teoria, invisibili ai radar. Lo F-35 è considerato da questo punto di vista il caccia più avanzato del mondo tanto che, per l’appunto, quello menzionato è il primo ad essere stato colpito. E la cosa ha destato preoccupazione sia nei comandi americani che in quelli israeliani, i quali dispongono – loro pure – di un numero notevole di questi aerei “invisibili”.

È troppo presto per dire se la vicenda prelude ad un intervento russo più puntuale nel conflitto. Putin, impantanato in Ucraina, non dovrebbe avere molte possibilità di intervenire anche in Iran.

Tuttavia con lo zar moscovita nulla si può escludere, anche perché Donald Trump pare sempre impegnato a mantenersi in buoni rapporti con lui.

Iran sottovalutato

Un fatto importante su cui riflettere, piuttosto, è il seguente. Mentre il presidente Usa continua a lanciare messaggi contradditori e ultimatum che vengono puntualmente disattesi il giorno dopo, si resta sorpresi dall’incapacità di Israele di leggere correttamente gli avvenimenti.

Eravamo abituati a considerare Mossad e Shin Bet quali agenzie praticamente infallibili, in grado di garantire a Israele uno scudo invalicabile. E invece si è visto che non è più così. Netanyahu e il suo governo hanno gravemente sottovalutato l’arsenale a disposizione dell’Iran e la sua capacità di resistenza. D’altra parte non sembra avere grande successo la strategia di eliminazione fisica dei capi del regime, giacché essi vengono rapidamente rimpiazzati.

Difficile capire come se ne uscirà, dal momento che il problema riguarda l’intero Occidente, anche se Trump pare non riconoscerne più l’esistenza. Ma è chiaro che entrare in guerra senza avere una strategia precisa altro non può causare che guai.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version